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CLARA MOSCHINI

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Piemonte, il mondo in rosa dell'imprenditoria cresce

L'impresa femminile rappresenta il 22,4% dell'industria piemontese: agricoltura tra i settori prevalenti

In occasione della Festa delle donne di domenica 8 marzo, Unioncamere Piemonte rende nota la situazione delle imprese femminili nella regione. Ebbene, come conferma il comunicato ufficiale dell'Ufficio camerale regionale, "l’apporto delle donne d’impresa in Piemonte si conferma determinante". Nell’ultimo decennio, spiega la nota, le donne "hanno mostrato una maggior resilienza e oggi appaiono più solide e strategicamente orientate".

Mediamente più piccole, con una maggior partecipazione di straniere e under 35 e, rispetto al passato, più strutturate e orientate verso i settori a maggior contenuto di conoscenza, le 93.489 imprese femminili registrate in Piemonte a fine 2025 rappresentano il 22,4% dell’intero tessuto produttivo regionale, a testimonianza della grande rilevanza esercitata da questa componente nel panorama locale.

Ciononostante, le risultanze del Registro Imprese delle Camere di commercio piemontesi delineano per il 2025 una nuova, seppur lieve, flessione: la compagine guidata da donne ha, infatti, perso 416 unità rispetto al 2024, segnando una contrazione dello 0,4%. Sebbene il numero complessivo sia in calo, la componente femminile continua a mostrare una resilienza maggiore rispetto al resto del sistema imprenditoriale, avendo affrontato le sfide dell'ultimo decennio con perdite meno marcate.  

In valore assoluto, i settori prevalenti sono quelli del commercio all’ingrosso e al dettaglio (23,2%), le altre attività dei servizi (12,8%), l’agricoltura (11,9%) e il turismo (9,8%).  Quanto al tasso di femminilizzazione, si conferma l’elevata specializzazione femminile delle altre attività dei servizi (attività di organizzazioni associative, riparazioni di computer e di beni per uso personale e per la casa, altre attività di servizi per la persona), delle attività di alloggio e ristorazione, di noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese. 

Il confronto con il 2024 evidenzia un incremento numerico delle imprese femminili nei settori delle attività finanziarie e assicurative (+5,4%) e in quelle professionali, scientifiche e tecniche (+3%). Di segno opposto i dati relativi ai comparti tradizionali, che registrano flessioni nel commercio (-2,8%), nell’agricoltura (-4,0%) e nelle attività manifatturiere (-1,2%). 

Metaamorfosi qualitativa

Il "mondo in rosa" dell’imprenditoria piemontese sta vivendo una profonda metamorfosi qualitativa: rispetto al passato si osserva, infatti, un deciso passo avanti sul fronte del rafforzamento della struttura imprenditoriale: le imprese appaiono oggi più solide e strategicamente orientate, con una vocazione sempre più marcata verso le attività dei servizi.  

Le oltre 93mila imprese registrate in Piemonte rappresentano il 7,2% delle aziende guidate da donne presenti in Italia. Il Piemonte si conferma la sesta regione per numerosità assoluta di aziende “in rosa”, con un tasso di femminilizzazione del tessuto produttivo regionale (22,4%) in linea a quello medio nazionale (22,3%). 

“L’imprenditoria femminile rappresenta il vero motore del cambiamento qualitativo del nostro sistema economico - commenta Massimiliano Cipolletta, vice presidente Unioncamere Piemonte - Il 'mondo in rosa' non è più un comparto di nicchia, ma una realtà che sta evolvendo verso modelli aziendali più complessi e strutturati, confermandosi determinante per la tenuta del territorio. Politicamente, questo ci impone di passare dal semplice sostegno alla resistenza a una vera strategia di crescita: dobbiamo garantire alle imprenditrici gli strumenti per superare le barriere dimensionali e consolidare la loro leadership”.  

Il profilo dell'imprenditoria femminile

Il profilo dell'imprenditoria femminile piemontese nel 2025 presenta tratti distintivi rispetto al resto del tessuto produttivo. I dati evidenziano una maggiore incidenza sia della componente straniera - che guida il 13,8% delle imprese femminili a fronte del 13,1% di quelle non femminili - sia di quella giovanile, con il 10,2% di titolari under 35 (contro l’8,3% della componente non femminile).  

Profili strutturali

Sotto il profilo strutturale, si registra invece una minore presenza di realtà artigiane, che rappresentano il 21% circa del totale contro il 29% della restante parte del sistema. Anche la dimensione media appare più contenuta: il 96,9% delle aziende guidate da donne opera con meno di 10 addetti, un dato superiore rispetto al 94,6% rilevato per le attività non femminili. 

Tasso di sopravvivenza

Le imprese femminili hanno, inoltre, un tasso di sopravvivenza più basso: a 3 anni dalla fondazione, ne resta in vita il 68,4% (contro il 71,5% delle non femminili). In quasi tre casi su quattro le realtà guidate da donne operano nel settore dei servizi (73,8% a fronte del 53% delle attività non femminili).

Struttura giuridica

In merito alla struttura giuridica, l'analisi evidenzia una prevalenza di ditte individuali, che rappresentano il 66,0% delle imprese femminili a fronte del 52,8% della componente non femminile. Risulta, invece, minore l'incidenza delle società di capitale (16,7%) e delle società di persone (15,7%), che nel resto del sistema produttivo pesano rispettivamente per il 24,4% e il 20,8%. 

I dati confermano un progressivo orientamento verso modelli aziendali più strutturati: le società di capitale a guida femminile hanno registrato una crescita dell’1,7% nell'ultimo anno. Questo consolidamento è visibile anche nel lungo periodo: la quota attuale di società di capitale è superiore di circa 5 punti percentuali rispetto ai valori rilevati nel 2015. 

Fc - 58112

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