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CLARA MOSCHINI

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Alimentari fermi al porto di Genova: mancano le strutture di controllo

Fermi nello scalo centinaia di container di prodotti vegetali a temperatura controllata

Da alcune settimane nel porto di Genova non vengono convalidati i certificati sanitari per i prodotti alimentari vegetali congelati (come ad esempio, fragole, funghi, broccoli e carciofi). La ragione di questo stop, denunciata da decine di importatori e spedizionieri a Spediporto, la più grande organizzazione nel settore spedizioni, "è da attribuire alla mancanza nello scalo genovese di strutture autorizzate secondo la normativa per ricevere questa tipologia di prodotti in caso di controllo accresciuto da parte del Veterinario di porto".

In mancanza di presidi fisici autorizzati per i controlli, spiega la nota ufficiale di Spediporto, "l’Ufficio Veterinario non rilascia il nulla osta all’introduzione della merce sul territorio nazionale". La situazione si è fatta giorno dopo giorno sempre più pesante, con ingenti danni per gli importatori in quanto la merce, anche se ferma, genera costi derivanti dalle soste prolungate in porto, senza contare i ritardi che si vengono a creare nel completamento della catena di distribuzione dei prodotti.

E preoccupazione viene espressa dagli operatori anche per i contenitori previsti in arrivo nelle prossime settimane che, a questo punto, non si sa che destino avranno. 

"Questa situazione, che ha assunto i contorni di una vera e propria emergenza operativa - sottolinea la nota di Spediporto - rappresenta un danno non solo economico per i soggetti coinvolti ma anche di immagine per il porto di Genova, il più importante scalo commerciale italiano; in questo senso va letta la valutazione di molti operatori che stanno pensando o lo hanno già fatto, di deviare lo sbarco dei prodotti su altri porti dotati di strutture adeguate e autorizzate".

Spediporto ha, da tempo, avviato interlocuzioni con Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per sollecitarne un intervento; dal canto suo ADSP ha chiesto ai terminalisti l’impegno a dotarsi in tempi rapidi di strutture adeguate, impegno che potrebbe consentire nei prossimi giorni un allentamento della tensione.

Va anche ricordato come, ad aggravare la situazione in atto, si segnala un arretrato consistente nelle pratiche di convalida dei NOA (oggi si stanno chiudendo le pratiche del 25 febbraio 2026), pre notifiche di arrivo per altre tipologie di merce soggette al controllo veterinario ed un forte arretrato nel prelevamento di campioni per l’espletamento delle analisi (risultano oltre 40 campioni di arretrato).

Sono oltre un migliaio le pratiche in arretrato per un valore complessivo di oltre 50 milioni di dollari. Anche questo è un elemento che rende difficile il mantenimento della regolare operatività e mette in difficoltà spedizionieri e importatori.

Fc - 58157

EFA News - European Food Agency
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