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CLARA MOSCHINI

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Istat, cresce l'agriturismo in Italia

Nel 2024 le aziende agrituristiche italiane sono 26.360, in crescita/Allegato Istat

Nel 2024 le aziende agrituristiche italiane raggiungono il numero di 26.360, con un incremento di ben 231 unità rispetto all’anno precedente (+0,9%). Si tratta, secondo il report di oggi pubblicato da Istat, di un segnale che conferma la vitalità del turismo rurale.

Anche nel 2024 il Nord, resta, con 11.504 aziende (43,5%), il territorio con la più alta dotazione di strutture agrituristiche: di queste poco più di 7.540 si trovano nelle Regioni del Nord-est. Seguono il Centro con 9.626 aziende (36,5%) e il Mezzogiorno, con poco più di 5.230 aziende (19,8%). Di queste ultime, 3.340 operano nelle Regioni del Sud e 1.890 nelle Isole.

Sempre nel 2024, la Toscana, con il 22,2% delle aziende agrituristiche a livello nazionale, si conferma al primo posto nella graduatoria regionale, seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano/Bozen (13%). In questi due territori si concentra oltre un terzo del totale delle strutture presenti nel Paese. Tra le altre Regioni dotate di una quota rilevante di strutture si segnalano: Lombardia (6,5%), Veneto (6,4%), Piemonte (5,6%), Umbria (5,1%) e Lazio (5,0%). Tutte le altre Regioni e la Provincia autonoma di Trento presentano una quota inferiore al 5%.

I tassi di crescita del numero di aziende agrituristiche evidenziano un maggiore dinamismo del Mezzogiorno che, rispetto al 2023, registra una crescita del 2,5%, mentre nel Nord e nel Centro la crescita è stata dello 0,5%. All’interno del Mezzogiorno crescono significativamente le due Isole (+6,1%), e in particolare la Sicilia (+8,9%), mentre la Sardegna cresce del 2,6%.

Oltre a queste due Regioni, si segnala l’incremento della dotazione di strutture agrituristiche in Basilicata (+3,3%), Campania (+2,2%) e Piemonte (+2%).
Quattro delle prime cinque posizioni per tasso di crescita delle aziende agricole sono occupate da Regioni del Mezzogiorno.

Il numero delle aziende agrituristiche aumenta dell’1,6% in Veneto e dell’1,1% in Toscana e Umbria. A diminuire significativamente sono le aziende della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (-8,9%), in flessione anche quelle della Calabria (-2,1%), del Lazio (-1,8%) e della Lombardia (-1,1%).

Nel complesso, Istat rileva un aumento dell’interesse imprenditoriale per l’agriturismo nelle Isole e in alcune Regioni del Sud, una possibile “saturazione” nei territori a più antica vocazione agrituristica, come Toscana, Umbria e Provincia autonoma di Bolzano/Bozen e una leggera flessione in alcune Regioni del Nord e del Centro, in particolare la Lombardia e il Lazio.

Cresce l’offerta di ristorazione e alloggio 

Le aziende agrituristiche che offrono alloggio sono poco più di 21.440 (81,4% del totale). Tra queste, il 39,8% si trova nel Centro, il 26,6% nel Nord-est, il 13,3% nel Sud, il 12,5% nel Nord-ovest e il 7,8% nelle Isole. Rispetto al 2023, le strutture con alloggio aumentano dell’1,4%. La crescita maggiore è nelle Isole (+6,5%), seguite dal Nord-est (+1,5%) e dal Sud (+1,1%), mentre nelle altre macroaree la variazione è pressoché nulla.

Analogamente allo scorso anno, la Toscana si conferma la Regione con il maggior numero di agriturismi con alloggio (24,6% del totale nazionale), seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano/Bozen (13,7%) e dall’Umbria (6%). In tutte le altre Regioni la quota di questo tipo di aziende oscilla tra il 5,3% del Veneto e lo 0,2% della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste.
Le aziende agrituristiche autorizzate all’attività di degustazione sono 6.750 e il 44,7% si trova nel Centro. 

153 strutture offrono soltanto degustazione 

Nel 2024 gli agriturismi che offrono servizi di ristorazione (agri-ristoranti) sono poco più di 13mila, circa il 50% del totale, registrando un leggero aumento rispetto al 2023 (+0,5%) La crescita più significativa si osserva, ancora una volta, nelle Isole (+3,2%).

Il 29,5% degli agri-ristoranti si trova nel Centro, il 24,1% nel Nord-est, il 19,7% nel Sud, il 17,5% nel Nord-ovest e il 9,2% nelle Isole. Le Regioni nelle quali è maggiormente presente questo tipo di strutture sono la Toscana (16,7%), la Lombardia (8,2%) e il Veneto (7,1%).In crescita l’offerta di servizi

Le aziende agrituristiche che combinano alloggio e ristorazione sono poco più di 9.600 e rappresentano il 36,4% del totale delle strutture, il 73,4% delle aziende con alloggio e il 44,8% degli agri-ristoranti. Il 20% di queste aziende si trova in Toscana, seguono, a grande distanza, le Regioni Campania, Piemonte, Puglia e Sicilia, ciascuna con una quota di poco superiore al 6% del totale nazionale.

Le aziende che associano all’alloggio anche la degustazione sono 5.473, poco meno del 18% del totale delle strutture e rappresentano il 25,5% delle strutture con alloggio e oltre l’81% di quelle autorizzate alla degustazione. Il 45,4% di queste aziende è ospitato nel Centro (il 28,9% in Toscana), il 18,4% nel Sud (il 7,4% in Puglia), il 15,1% nel Nord-ovest (l’11,2% in Piemonte), il 13,5% nelle Isole (l’11,9% in Sicilia) e il 7,5% nel Nord-est (il 3,8% nella Provincia autonoma di Bolzano/Bozen).

Sono 4.683 le aziende agrituristiche che combinano degustazione e ristorazione e incidono per il 17,7% sul totale delle aziende, il 35% di quelle autorizzate alla ristorazione e il 69,4% di quelle autorizzate alla degustazione. Anche per questo tipo di offerta al primo posto si collocano le aziende del Centro (43,8%) e, a livello regionale, la Toscana accoglie il 25,9% di queste strutture. Seguono il Sud con il 21,8% (8,6% in Puglia), il Nord-ovest con il 17,5% (13% in Piemonte), le Isole con il 10,7% (l’8,6% in Sicilia) e il Nord-est con il 6,2% (2% circa in Veneto).

Rispetto al 2023, la crescita maggiore riguarda l’abbinamento alloggio-degustazione (+4,3% delle aziende che offrono questi servizi), seguito dalla combinazione degustazione e ristorazione (+2%) e da alloggio-ristorazione (+1,4%). Anche in questo caso, la crescita maggiore per le tre combinazioni si ha nelle Isole, con un incremento dell’abbinamento alloggio-degustazione del 9,8%, degustazione-ristorazione del 7,7% ealloggio-ristorazione del 3,9%.

Aumenta il ruolo dei servizi complementari

Pur restando l’alloggio, la degustazione e la ristorazione il core business delle aziende agrituristiche, anche nel 2024 i servizi complementari confermano la loro importanza nell’articolazione dell’offerta agrituristica. Nel 2024, 13.265 aziende, pari al 50,3% del totale, offrono almeno un servizio aggiuntivo tra equitazione, escursioni, osservazioni naturalistiche, trekking, mountain bike, fattorie didattiche, corsi vari, attività sportive, attività varie.
Tra le strutture attrezzate per almeno uno di questi servizi, il 38,2% si concentra nel Centro, il 36,2% nel Nord e il 25,7% nel Mezzogiorno.

Il 74,3% delle strutture è autorizzato a svolgere anche servizi vari; circa un quarto può offrire escursioni e servizi per le attività sportive, il 17,6% è anche fattoria didattica e poco meno del 15% può svolgere corsi vari. Una quota compresa tra l’11% e il 14% può svolgere osservazione naturalistica, trekking, mountain bike ed equitazione.

Rispetto al 2023, le fattorie didattiche crescono del 12,2%, l’equitazione del 9%, le osservazioni naturalistiche dell’8,9%, il trekking dell’8%, la mountain bike del 7%, i corsi vari del 5,4%, le escursioni del 5,2% e i servizi vari del 3,9%.

Anche per il 2024 si conferma la diversificazione territoriale dell’offerta. Nel Nord prevalgono le aziende con fattorie didattiche e quelle attrezzate per attività sportive, con quote rispettivamente del 52,5% e del 38,1% sul totale nazionale. Nel Centro sono presenti in misura maggiore le attività sportive (23%) e le escursioni (22,2%), mentre il Mezzogiorno si caratterizza per la presenza di aziende che organizzano attività sportive (38,8%), escursioni (41,7%), osservazioni naturalistiche (51,2%) e trekking (42,6%).

Le aziende agrituristiche sembrano quindi adattarsi progressivamente alle esigenze degli agrituristi, valorizzando le specificità locali e rafforzando il ruolo dell’agriturismo non solo come luogo di soggiorno e ristorazione, ma anche come spazio per esperienze e attività ricreative.

Il ruolo crescente delle fattorie didattiche

Nel 2024 le aziende agrituristiche autorizzate al servizio di fattoria didattica sono 2.340, pari all’8,9% del totale delle strutture e al 17,6% delle aziende che offrono almeno uno dei nove servizi complementari.
Il 52,5% di queste attività è localizzato nel Nord (di cui il 26,5% nel Nord-est), il 25,3% nel Centro, il 13,5% nel Sud e l’8,7% nelle Isole.

Considerando la dotazione di agriturismi nelle diverse aree, le fattorie didattiche incidono per circa un quarto nel Nord-ovest, nel Nord-est e nel Centro, il 15,3% nel Sud e il 14,3% nelle Isole.

Rispetto al 2023, il numero delle strutture cresce del 12,2%. Nord-est e Centro mostrano gli aumenti più marcati, rispettivamente +29,8% e +19,3%; il Mezzogiorno registra incrementi più contenuti(+5% nel Sud e +6,8% nelle Isole). Il Nord-ovest rappresenta l’unica area in flessione (-2,3%), anche se nel 2023 era la macroarea con il maggior numero di fattorie didattiche (610).

Il fenomeno interessa sempre di più il territorio: nel 2024 i Comuni che ospitano almeno una fattoria didattica sono 1.574, poco meno del 20% dei Comuni italiani e il 31,3% dei Comuni con almeno un agriturismo.

Circa il 39% delle aziende agrituristiche con fattorie didattiche è gestito da donne, una quota superiore di circa cinque punti percentuali rispetto al complesso dei conduttori. L’età media dei conduttori agrituristici è poco superiore a 56 anni, mentre scende a 54 anni nelle aziende con fattoria didattica e a 53 anni quando la conduzione è femminile.

Rispetto al 2010 si registra un forte incremento delle aziende agrituristiche con fattorie didattiche (+220%), di quelle attrezzate per l’osservazione naturalistica (+141%) e per l’escursionismo (+11,2%). Sempre rispetto al 2010, diminuisce l’offerta di servizi di mountain bike (-36%), trekking (-7.7%) ed equitazione (-7.6%).

In allegato a questa EFA News il testo integrale e la nota metodologica dell'Istat.

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