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CLARA MOSCHINI

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Fiere di Parma: Giappone sempre più strategico

Cellie (AD): "Cibus e Tuttofood contesti determinanti per relazioni commerciali"

L'intervento di Fiere di Parma presso l'Ambasciata d'Italia a Tokyo, in occasione di Foodex Japan è stata l'occasione per condividere alcuni dati e riflessioni sul rapporto tra Italia e Giappone nel settore agroalimentare. Il "Giappone è uno dei mercati più sofisticati e selettivi per l'agroalimentare mondiale. Proprio per questo rappresenta anche uno dei banchi di prova più importanti per il Made in Italy", riferisce Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma sul suo profilo LinkedIn.

Cellie menziona quindi alcuni dati relativi all'export. Nel 2024 le esportazioni agroalimentari italiane verso il Giappone sono cresciute di oltre il 14%, superando circa 1,9 miliardi di euro, con una domanda particolarmente forte per prodotti trasformati, vino, olio extravergine di oliva, lattiero-caseari e pasta. Tuttavia, "c'è un dato che racconta ancora di più: il Giappone consuma circa 20 euro pro capite di agroalimentare italiano, quasi ai livelli degli Stati Uniti, fermi a 24".

"Se il resto dell'Asia — dai 5 euro pro capite dei paesi Asean all'euro pro capite di Cina e India — si avvicinasse anche solo parzialmente a quei livelli, le nostre esportazioni potrebbero raddoppiare. Un effetto di scala capace di compensare ampiamente i dazi e la stagnazione dei mercati europei", commenta Cellie.

Per l'amministratore delegato di Fiere di Parma, si evidenzia una "tendenza chiara: il Giappone non è un mercato episodico, ma un partner strategico di medio-lungo periodo per il MadeinItaly. In un mercato selettivo e strutturalmente complesso come quello giapponese", osserva il manager, "il valore non si costruisce solo attraverso il prodotto, ma attraverso relazioni commerciali strutturate, conoscenza dei canali distributivi e capacità di dialogare con operatori locali".

"È qui che il ruolo delle piattaforme fieristiche diventa strutturale. Cibus International Food Exhibition e Tuttofood Milano non sono appuntamenti di calendario: sono il luogo dove le relazioni commerciali prendono forma prima di diventare contratti. In un mercato come quello giapponese, dove la fiducia si costruisce nel tempo e attraverso la presenza, questa funzione non è accessoria. È la condizione abilitante".

"Il punto, però, non è soltanto esportare di più", conclude Cellie. "È costruire relazioni stabili tra sistemi produttivi, creando ponti tra la qualità dell'offerta italiana e uno dei mercati più esigenti al mondo. Perché il Giappone non rappresenta solo un mercato di sbocco. Rappresenta un terreno di consolidamento per il Made in Italy nel lungo periodo".

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EFA News - European Food Agency
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