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CLARA MOSCHINI

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Carne equina: è sbagliato vietarla

Cavasin (Naba Carni) a EFA News: "Rischio macellazioni abusive e abbandono animali allo stato brado"

La proposta di legge per mettere al bando la macellazione e il commercio di carne equina sta suscitando la sollevazione di un comparto forse più "di nicchia" rispetto a quello bovino ma forte di un lunga e consolidata tradizione.

Il testo depositato lo scorso mese al Senato, in Commissione Ambiente, prevede l'inclusione del cavallo tra gli animali da affezione. Di conseguenza verrebbe inflitta la reclusione a partire dai 3 anni e 3 mesi e multe fino a 100mila euro per chiunque allevi tali animali con finalità di macellazione (leggi notizia EFA News). L’iniziativa consiste in un testo unificato a firma delle deputate Susanna Cherchi (M5S) e Luna Zanella (Avs), in cui è confluito un provvedimento analogo firmato dall'onorevole Michela Brambilla (Noi Moderati). Le tre parlamentari avevano presentato separatamente tre distinte proposte di legge in momenti differenti (Brambilla nell'ottobre 2022, a inizio legislatura, Zanella a gennaio 2025, Cherchi a febbraio 2025). A Montecitorio, la discussione delle tre bozze è iniziata alla Commissione Agricoltura lo scorso febbraio.

Le ragioni della contrarietà alla proposta di legge sono state illustrate a EFA News da Paolo Cavasin, direttore generale di Naba Carni e consigliere di Assocarni con delega al settore equino. La filiera equina, spiega l'imprenditore, ha alle spalle una tradizione di "millenni" ed è sostenuta da una notevole "valenza economica e culturale".

Alla base della filiera equina da macello c'è anche un "sistema di lavoro che non è da disonesti o da delinquenti come loro descrivono". Il riferimento di Cavasin è a un caso scoppiato lo scorso dicembre presso un allevamento nei pressi di Reggio Emilia, in cui un'associazione animalista accusò i titolari di crudeltà nei confronti degli animali e di violazione delle normative italiane ed europee: secondo le ricostruzioni degli animalisti, molti capi venivano lasciati coscienti durante la macellazione.

A nome di tutti gli allevatori equini da macello, Cavasin ritiene assurdo che, per un produttore disonesto, "si debba fermare un intero comparto. Se in autostrada un conducente va a 180 all'ora, si sanziona quell'automobilista, non si chiude l'autostrada", afferma a mo' di esempio.

C'è poi un'altra probabile conseguenza che scaturirebbe dalla messa al bando degli allevamenti equini da macello: "Dove è stata bloccata la macellazione legale, hanno iniziato a dilagare le macellazioni abusive e clandestine: carni e mercati paralleli, con tutto ciò che questo comporta in termini di mancanza di controlli, come abbiamo visto negli Usa, in Australia e, più di recente, anche in Grecia". L'esatto contrario di quanto avviene in Italia, dove, sottolinea il direttore generale di Naba Carni, "controlli e regole vengono rispettati, con un sistema di tracciabilità che è un'eccellenza in Europa: ogni equino, alla nascita, viene categorizzato per il consumo umano oppure no".

Sul caso specifico della Grecia, che ha imposto il divieto nel 2020, Cavasin si sofferma sulle possibili "conseguenze impreviste e drammatiche" della riforma: "A distanza di pochi anni, nel Paese ellenico si è assistito a un dilagare di migliaia di animali lasciati allo stato brado, privi di cure veterinarie e vaganti per le campagne, fino a quando qualcuno non va a macellarli abusivamente. Mi chiedo come intendono le associazioni animaliste gestire la vita di tutti questi cavalli...".

Secondo Cavasin, quindi, la proposta di legge depositata al Senato è "giuridicamente infondata" proprio perché nella zootecnia equina italiana "viene rispettato il benessere animale", grazie a una specifica "metodologia di trattamento".

Non sono ancora disponibili le stime sul danno economico che potrebbe derivare dalla messa al bando dell'intero comparto, tuttavia, puntualizza il direttore generale di Naba Carni  "ci stiamo lavorando" e, comunque, è certo che "l'impatto sarebbe enorme". Per gli allevatori equini da macello è altresì "fuori da ogni logica" la proposta di sovvenzioni per 6 milioni di euro per tre anni, per ammortizzare il lucro cessante delle chiusure.

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EFA News - European Food Agency
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