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CLARA MOSCHINI

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Fondazione Banfi: a Montalcino riprende Sanguis Jovis

A luglio l'edizione 2026 per l'Alta scuola di formazione che ha come tema

La Summer school di Sanguis Jovis, alta scuola di formazione sul Sangiovese di Fondazione Banfi, è ormai un appuntamento "classico" del vino italiano. Venti allievi, selezionati fra i migliori tra studenti e professional, saranno i protagonisti, al pari degli oltre venti docenti, di un programma didattico e culturale, fatto di lezioni, seminari, esercitazioni, degustazioni, visite e dibattiti. Tutto, nella splendida cornice di Montalcino, il cuore del Sangiovese. 

Il tema di quest’anno, ideato e sviluppato, come sempre, dalla mente dei professori Attilio Scienza e Alberto Mattiacci, è quanto mai attuale e ricco di significati: “Artificiale: Quando la mano dell’uomo migliora la natura”. In un tempo in cui l’intelligenza artificiale occupa il centro del discorso pubblico e delle emozioni collettive, il termine artificiale rischia di essere ridotto a una sola delle sue accezioni, per l’appunto quella più recente, di stampo tecnoinformatico. 

La parola custodisce, invece, un significato ben più ampio e profondo, antico e dinamico, che rimanda direttamente alla scienza e alla sua utilità distintiva: potenziare la capacità dell’uomo di comprendere la natura e di intervenirvi con intelligenza e tecnica -cioè con arte- per fare ciò che a lui conviene. 

Artificiale, dunque, non è più, assunta questa prospettiva, il contrario di naturale, anzi. Possiamo piuttosto intenderlo come il modo umano di stare dentro la natura, interpretandola, assecondandola e, quando del caso, correggendola, fino a trasformarla. In questo senso, il vino è da sempre uno dei prodotti artificiali per eccellenza: figlio della natura che non esisterebbe senza il sapere, l’esperienza, la sensibilità e la cultura dell’uomo. 

Su questo doppio registro scorre la nona edizione della Summer School Sanguis Jovis, un esperimento educativo unico al mondo, ispirato ai canoni del Bauhaus della Berlino di cento anni fa, che rivoluzionò un altro artificio -l’architettura: mettere assieme, con funzioni distribuite di docenti e discenti, oltre 40 persone fra studiosi, studenti e professionisti -del vino e non solo- alla ricerca di un nuovo artificiale, di quel un nuovo sapere che diventi saper fare con arte nel XXI secolo del vino.   

L’obiettivo della Summer School 2026 sarà, dunque, esplorare proprio questa tensione feconda tra natura e artificio, tra tradizione e innovazione, tra intelligenza umana e intelligenza artificiale. Il corso si svolgerà dal 6 al 10 luglio 2026 presso O.C.R.A. Officina Creativa dell’Abitare (Via Boldrini 4, Montalcino-Siena) e sarà aperto a 20 studenti (10 Student, laureati da non più di 18 mesi, e 10 Professional), tutti selezionati con un bando di ammissione. 

Per l’edizione 2026 della Summer School Sanguis Jovis, è prevista l’erogazione di dieci borse di studio per la categoria Student e tra tre e cinque contributi per la categoria Professional, nel rispetto della graduatoria degli ammessi. L’erogazione è offerta da prestigiose aziende ed istituzioni del territorio, ma non solo. La data ultima per l’invio delle domande è il 16 giugno 2026 ed il bando completo è disponibile qui, sul sito di Fondazione Banfi.  

Sanguis Jovis - Alta Scuola del Sangiovese è il primo Centro Studi permanente sul Sangiovese nato nel 2017 grazie ad un’idea di Fondazione Banfi. L’obiettivo del Centro Studi è fare ricerca, diffondere la conoscenza, formare la classe dirigente del futuro, i tecnici ed enologi del vino. Otto edizioni di corsi di formazione, 6 volumi di pubblicazioni scientifiche e un continuo studio e approfondimento sul vitigno a bacca rossa più coltivato d’Italia. Presidente di Sanguis Jovis è il professor Attilio Scienza, mentre il professor Alberto Mattiacci ne è il Direttore Scientifico. 

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