Packaging, Italia regina di vetro
Leader in Europa del settore con una filiera da 3,2 miliardi di euro
Nonostante i costi energetici più alti d’Europa, l’Italia conquista la leadership europea nel vetro e supera la Germania per capacità produttiva e integrazione industriale. "Una filiera da 3,2 miliardi di euro che diventa snodo chiave per edilizia, packaging e transizione energetica" secondo gli analisti di Resolglass, il brand di Resolfin attivo dal 1964, che realizza interventi di rilievo sia nel settore privato sia in contesti pubblici e di pregio, contribuendo alla riqualificazione e valorizzazione di spazi architettonici complessi, dove il vetro diventa elemento strutturale, funzionale ed estetico. Tra i progetti realizzati nel settore della grande distribuzione, Resolglass annovera il supermercato Deco' alla Balduina, a Roma.
Nel pieno della transizione energetica e con prezzi dell’elettricità tra i più elevati in Europa, l’industria italiana del vetro consolida nel 2026 il proprio primato continentale, superando la Germania per capacità produttiva e struttura di filiera.
Secondo le elaborazioni di Resolglass su dati Assovetro ed Eurostat, il comparto conta 111 siti produttivi attivi, oltre 16.500 occupati diretti, 3,2 miliardi di euro di valore aggiunto. Una filiera che si conferma strategica per settori chiave dell’economia (alimentare, farmaceutico, automotive ed edilizia) e che incide direttamente sulla competitività del sistema industriale europeo.
Il vetro pesa su casa, bollette e filiere industriali
Oltre il 40% del vetro prodotto in Italia è destinato al packaging (alimentare e farmaceutico), mentre una quota crescente riguarda l’edilizia, dove il vetro è determinante per l’efficienza energetica degli edifici.
In Europa, gli edifici sono responsabili del 36% delle emissioni di CO2: materiali come il vetro ad alte prestazioni incidono direttamente su consumi energetici e costo delle bollette.
Economia circolare: il vetro è riciclabile al 100%
"Il vetro è uno dei pochi materiali completamente riciclabili senza perdita di qualità. In Italia il tasso di riciclo del vetro ha superato il 77%, tra i più alti in Europa, con punte superiori all’80% in alcune filiere industriali", sottolinea Enrico Scozzari, ideatore di Resolglass,
Il gap energia resta il vero rischio competitivo
Il principale fattore di pressione resta il costo energetico così riassumibile:
- Italia (2024): 109 €/MWh;
- Francia: 58 €/MWh;
- Spagna: 63 €/MWh.
Nel 2025 i prezzi sono scesi intorno ai 95 €/MWh, mentre nel 2026 si registra una stabilizzazione, ma il differenziale competitivo resta significativo.
Il via libera europeo ai meccanismi di energy release apre uno scenario decisivo per il recupero di competitività dell’industria italiana energivora.
Export e bilancia: il settore regge l’urto
Nel 2024 il saldo commerciale è stato positivo per circa 75 milioni di euro, con una tenuta dell’export verso Francia, Germania e Spagna. Nel 2025-2026 emerge una tendenza chiara: meno volumi, più valore;crescita dei prodotti ad alta marginalità. "Il vetro - spiega Scozzari - è una delle infrastrutture materiali della transizione industriale europea: energivoro nella produzione, ma essenziale per ridurre i consumi energetici a valle, soprattutto nell’edilizia".
Edilizia driver della crescita
Nel medio periodo, la domanda sarà trainata dalla riqualificazione del patrimonio immobiliare europeo.
Il vetro, riciclabile al 100%, è una componente chiave per: isolamento termico, riduzione dispersioni, valorizzazione immobiliare.
Una leadership da difendere
Nonostante il gap energetico, l’industria italiana del vetro si conferma tra le più solide in Europa grazie a:
integrazione di filiera, innovazione tecnologica, capacità export, posizionamento nei settori strategici. "Una leadership che - conclude Scozzari - con politiche energetiche più competitive, potrebbe rafforzarsi ulteriormente nei prossimi anni".
EFA News - European Food Agency