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CLARA MOSCHINI

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Eurozona, allenta la produzione, sale l'inflazione

S&P Global: prezzi di acquisto ai massimi in oltre tre anni

I dati PMI previsionali di marzo a cura di S&P Global indicano un indebolimento della crescita della produzione del settore privato dell’eurozona, causato dalla riduzione dei nuovi ordini. In particolare, dopo l’inizio del conflitto in MedioOriente, si è registrata una forte impennata del tasso di inflazione dei costi, la più rapida in più di tre anni.

Il commento è confermato dai dati ufficiali Flash di S&P Global secondo cui l’Indice S&P Global PMI Flash Composito di Produzione dell’Eurozona, basato su circa l’85% delle consuete risposte finali dell’indagine eredatto da S&P Global, in questo mese di marzo ha registrato 50.5, posizionandosi per il quindicesimo mese consecutivo su un valore superiore alla soglia di non cambiamento di 50.0 e indicando di nuovo una crescita dell’attività economicadell’eurozona. Tuttavia, questi ultimi dati indicano un calo rispetto a 51.9 di febbraio, registrando solo un’espansionemarginale e la più debole in dieci mesi. Tale rallentamento della crescita è in larga parte dovutoalla quasi stagnazione dell’attività economica del settoreterziario. La produzione manifatturiera, invece, è lievementeaumentata e ad un tasso solo un po’ più lento di febbraio

In Germania, la produzione continua ad aumentare, alimentatadalla più rapida espansione della produzione manifatturierain oltre quattro anni, mentre la Francia ha di nuovo segnato uncalo. Il resto dell’eurozona ha nel frattempo indicato soltantouna leggera espansione dell’attività, una tra le più deboli in 27 mesi.

Gli altri indici mostrano un'Europa in difficoltà, di fatto. L'indice PMI delle Attività Terziarie nella zona Euro è a 50.1 (febbraio: 51.9), valore minimo in 10 mesi, il PMI della produzione manifatturiera nella zona Euro è a 51.7 (febbraio: 51.9), valore minimoin 2 mesi e infince l'indice PMI del Manifatturiero nella zona Euro è a 51.4 (febbraio: 50.8), valore massimo in 45 mesi.

L’elemento chiave dei dati di marzo  è la forte accelerazione del tasso di inflazione dei prezzi di acquisto. I costi sostenuti dalle aziende hanno infatti registrato l’aumento più rapido da febbraio 2023 ed hanno coinvolto sia il manifatturiero che il terziario, indicando comunque un’accelerazione maggiore nel primo caso. I tassi di incremento sono accelerati in Germania, Francia e nel resto dell’eurozona. Con il forte incremento dei costi, anche i prezzi di vendita dell’eurozona di marzo sono aumentati ed a tasso più rapido ma l’accelerazione inflazionistica è stata meno elevatarispetto a quella dei costi. È pur vero però che i prezzi divendita hanno indicato il rialzo più netto da febbraio 2024.

"Il flash PMI dell'Eurozona sta mostrando allarmanti segnali di stagflazione con la guerra in Medio Oriente chesta soffocando la crescita facendo salire bruscamentei prezzi - spiega Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&PGlobal Market Intelligence, ha dichiarato - Oltre che l'aumento dei prezzi dell'energia e alle limitazioni sulle catene di approvvigionamento dovute alla guerra, le aziende hanno riportato la più rapida espansione dei costi in oltre tre anni. I ritardi dei fornitori sono balzati al livello più alto dalla metà del 2022 e sono stati attribuiti in gran parte alle difficoltà del trasporto marittimo". 

"Allo stesso tempo - prosegue l'esperto - la crescita della produzione è diminuita fino a rasentare la stagnazione, a causa del crollo dellafiducia delle aziende e del declino dei nuovi ordini. Il calo delle aspettative di produzione futura è stato il più elevato dall'invasione russa dell'Ucraina nel 2022. I dati dell’indagine di marzo sono stati indicativi di un rallentamento del tasso di crescita trimestrale del PIL dell'area euro poco inferiore allo 0,1%, con gli indicatori che anticipano le tendenze che hanno mostrato un rischio più alto di recessione nei prossimi mesi". 

"L'indice dei prezzi - aggiunge Williamson - ha invece mostrato un tasso di inflazione dei prezzi al consumo accelerato e prossimo al 3%, con pressioni sui costi che nei mesi a venire faranno probabilmente salire ancora di più l'inflazione dei prezzi di vendita. Le prospettive future dipendono dalla durata della guerrae dalla durata di un eventuale impatto sull'energia e sulle catene di fornitura. I dati PMI flash evidenziano tuttavia quanto la Banca Centrale Europea non sia più in una "buona posizione" riguardo alla crescita e all'inflazione, e dovrà adottare un approccio più cauto in materia di politica monetaria, alla luce di un rischio evidente e sempre maggiore di stagflazione nei prossimi mesi".

Fc - 58580

EFA News - European Food Agency
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