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CLARA MOSCHINI

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Pernigotti non abbandona Novi Ligure

Lo storico stabilimento verrà rinnovato con un investimento da 10 mln

Pernigotti rimane dov'è, cioè a Novi Ligure, in provincia di Alessandria. Nessuno spostamento altrove, dunque, come paventavano le lungaggini delle trattative con gli ex proprietari turchi di Toksoz. La nuova proprietà, che fa capo a JP Morgan che ha acquisito il marchio nel 2022 (leggi notizia EFA News) con una partecipazione di Invitalia, conferma che l'attività produttiva dell'azienda dolciaria proseguirà nello storico stabilimento di Novi Ligure, situato lungo viale della Rimembranza. Confermato l’acquisto da parte della nuova proprietà rappresentata da Jp Morgan e da Invitalia degli storici spazi che ancora appartenevano ai Toksoz

Accantonata, dunque, definitivamente l’ipotesi di realizzare una nuova sede, l'impianto verrà rinnovato con un investimento di 8-10 milioni di euro. Nell’ambito del piano industriale, è stato precisato che circa l’80% dell'investimento previsto sarà destinato all’ammodernamento dell’attuale sede produttiva a partire dai macchinari.

Attualmente, nello stabilimento lavorano circa cinquanta addetti, impegnati da alcuni mesi nella ripresa della produzione di semilavorati di alta qualità destinati alle gelaterie artigianali. Il piano prevede una produzione di circa 300 tonnellate nel 2025 e il raggiungimento delle mille tonnellate nell’arco di tre anni, oltre alla tradizionale produzione di cioccolato.

L’amministratore delegato Francesco Pastore ha reso noto nei giorni scorsi che l’acquisizione dell’immobile dai fratelli Toksoz dovrebbe concludersi entro l’estate. Secondo altre fonti, l’operazione sarebbe già stata sostanzialmente definita. 

Soddisfazione da parte del sindaco di Novi, Rocchino Muliere, secondo cui il fatto che lo stabilimento sia direttamente nelle mani dei titolari del marchio contribuisce a garantire maggiore stabilità rispetto alla situazione precedente, che aveva generato incertezze. Secondo Muliere l’ipotesi di una nuova fabbrica non è mai stata concretamente perseguita a causa degli elevati costi e anche eventuali soluzioni alternative basate su capannoni esistenti si erano rivelate inadeguate alle esigenze produttive.
 
Ottimismo anche da parte dei sindacati. Secondo Tiziano Crocco della Uil di Alessandria l’acquisizione dello stabilimento storico rappresenta un passaggio decisivo, atteso da tempo. La questione della vendita, secondo il sindacalista, è definitivamente archiviata.
 

Fc - 59027

EFA News - European Food Agency
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