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CLARA MOSCHINI

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Vinitaly/2. La Sicilia svela le nuove frontiere del vino

Dall'intelligenza artificiale alle bollicine sperimentali passando per i mille volti del Nero D'Avola


 
Cresce il comparto vitivinicolo siciliano con l’intelligenza artificiale: il sistema informativo di gestione e controllo dell'Istituto Regionale del Vino e dell'Olio (IRVO) con la piattaforma PICAL, da mero repository di dati diventa ecosistema intelligente e interconnesso, capace di supportare i processi decisionali complessi e semplificare gli adempimenti burocratici per le aziende del settore. 

L’intuitività dei sistemi avanzati, presentati al Vinitaly 2026 durante il convegno “Natura e tecnologia: i dati e la sperimentazione del comparto siciliano”, consente di monitorare in tempo reale e con precisione certificazioni, territori, trend.

L’IRVO tutela la produzione dell'Isola e inoltre, con i vigneti, la cantina e i laboratori sperimentali di microvinificazione “G. Dalmasso” di Marsala (TP), svolge un’intensa attività di ricerca enologica avanzata. Durante i lavori del convegno è emerso lo sviluppo di nuovi spumanti da vitigni autoctoni e la rilettura contemporanea del Nero d’Avola che grazie alla ricerca rivela mille volti e passa anche dal recupero della vinificazione in anfora in chiave sostenibile.

Il programma SAQIRVO svela una nuova frontiera per le bollicine siciliane. Con metodo Classico e Martinotti sono stati presentati due spumanti sperimentali ottenuti da uve Zibibbo, vinificate con differenti coppie di lieviti nell’intento di esaltarne al massimo il profilo aromatico. Il progetto dedicato al Nero d’Avola invece punta sulle nuove possibilità espressive di uno dei vitigni “emozionali” più rappresentativi della Sicilia. I vini sperimentali degustati al Vinitaly esaltano il profilo aromatico con percezioni fresche, verticali e di pronta beva; mentre le bollicine virano verso una sperimentazione più naturale, con fermentazione spontanea, senza solfiti e con vinificazione in anfora.

Queste sono solo alcune delle frontiere più importanti dell’Irvo condivise durante gli interventi di Giusi Mistretta (commissario straordinario IRVO), Vito Bentivegna (direttore generale IRVO), Fabrizio Carrera (direttore di Cronache di gusto), Roberto Ragona (Canino Technological innovation), Antonio Sparacio (dirigente UO.B. ricerca sperimentazione e trasferimento innovazione e sostenibilità), Salvatore Sparla (enologo IRVO). 

Il lunedì del Vinitaly al Padiglione 2 si è concluso con l’inaugurazione della mostra dell’assessorato ai Beni Culturali Regione Siciliana “Millenni di storia e di vino. Rotte della memoria nel Mediterraneo”. 

Durante l’evento gli assessori regionali Luca Sammartino (Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea della Regione Siciliana) e Francesco Paolo Scarpinato (Beni Culturali e Identità Siciliana) hanno rimarcato l’importanza di una sinergia che miri alla costruzione di itinerari culturali del gusto, per rafforzare quel turismo enoculturale che è già realtà.  

"Parlare di vino in Sicilia significa inevitabilmente parlare anche di cultura. Le nostre vigne sorgono accanto a templi antichi, ai borghi storici e ai paesaggi che sono essi stessi patrimonio culturale. È un’esperienza che unisce gusto e conoscenza, sensorialità e memoria, tradizione e identità. Per questo abbiamo voluto portare a Vinitaly una visione nuova e integrata, in cui l’eccellenza enogastronomica si arricchisce attraverso la scoperta del nostro straordinario patrimonio culturale", ha detto l’assessore ai Beni culturali e all'identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, intervenendo all’inaugurazione della mostra "Millenni di storia e di vino. Le rotte del vino nel Mediterraneo", promossa dalla Regione Siciliana e ospitata al Padiglione 2 del salone internazionale di Verona,

"Le strategie di promozione e comunicazione messe in campo dall'assessorato dei Beni culturali in questi anni ci hanno consentito di raggiungere risultati importanti - aggiunge Scarpinato - Tra questi, il traguardo della Valle dei Templi che, con oltre un milione di visitatori annui, è entrata stabilmente nella top 10 dei siti culturali più visitati in Italia, superando anche realtà prestigiose come il Museo Egizio di Torino. Proprio nel Parco archeologico di Agrigento abbiamo inaugurato il primo giardino sensoriale, pensato anche per i visitatori con disabilità, per consentire una fruizione inclusiva attraverso tutti e cinque i sensi". 

"Fra gli altri interventi realizzati - spiega Scarpinato - l’apertura del Museo dei relitti greci di Gela e dopo vent’anni quella del tempio dorico di Segesta, e ancora l’inaugurazione del Villino Favaloro, primo museo della fotografia, fino al restauro del casolare di Peppino Impastato a Cinisi, luogo simbolo della memoria e dell’impegno civile".

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