Seafood, successo dell'ittico italiano
A Barcellona il comparto ha confermato la leadership del made in Italy in termini di innovazione, sostenibilità e qualità
Si chiude con un bilancio estremamente positivo la partecipazione italiana al Seafood Expo Global 2026 di Barcellona. La fiera, punto di riferimento mondiale per il comparto ittico, ha confermato la leadership dell’Italia in termini di innovazione, sostenibilità e qualità dei prodotti, sottolineando il ruolo della filiera come asset strategico per l’economia nazionale.
Il ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha guidato una delegazione di 93 aziende d'eccellenza, affiancate da sette Regioni: Emilia-Romagna, Marche, Campania, Toscana, Sardegna, Liguria e Calabria. La missione istituzionale era volta a consolidare il posizionamento del Made in Italy sui mercati mondiali, dove l’Italia esporta prodotti per un valore superiore a 1 miliardo di euro, con la Spagna che si conferma il primo mercato di sbocco assorbendo il 12% delle esportazioni totali.
La partecipazione italiana, supportata dal FEAMPA (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura), ha messo in luce la capacità del settore di coniugare competitività e tutela ambientale. Un binomio vincente, considerando che la sola industria ittica italiana, secondo il XIII Rapporto Nazionale sull'Economia del Mare 2025, genera oggi un valore aggiunto complessivo superiore ai 10 miliardi di euro, dimostrando una capacità di moltiplicazione economica superiore a molti comparti industriali tradizionali.
La presenza istituzionale al Seafood Expo 2026 ribadisce l'impegno nel sostenere gli oltre 80.500 occupati diretti della filiera, puntando su qualità e innovazione con l’obiettivo di garantire la sovranità alimentare del Paese:
“La partecipazione del Masaf a Barcellona è un ulteriore segnale di attenzione al settore - commenta Patrizio La Pietra, sottosegretario al Masaf - Attenzione che si è concretizzata in questi anni non solo con la presenza, ma con atti concreti incentrati sulla valorizzazione del settore sia in Italia sia che in ambito europeo, come evidenziato dalle nuove linee di indirizzo sul fermo pesca, l’eliminazione degli obblighi tecnici, la maggiore attenzione all’attività di impresa, l'impulso verso l’aggregazione e la filiera per la valorizzazione del prodotto, in grado di determinare un maggiore valore aggiunto.. Un lavoro che sta invertendo le scelte degli ultimi decenni, che demonizzavano la pesca, penalizzandola a causa di una politica europea ideologica che vedeva il pescatore come un nemico dell’ambiente".
Eccellenze in vetrina e tutela delle risorse
Ad animare lo stand istituzionale, un fitto palinsesto di eventi, workshop, panel e degustazioni, con un programma che ha riflettuto la complessità delle sfide ambientali ed economiche: dalla gestione del granchio blu nel Delta del Po, con il piano d'emergenza illustrato dal Commissario Enrico Caterino che ha già mobilitato 10 milioni di euro, alla presentazione della piattaforma "Ittico Dati" (itticodati.bmti.it). Realizzato da BMTI su iniziativa del Masaf, lo strumento offre dashboard interattive su prezzi e consumi, fornendo alle imprese bussole digitali per orientarsi nel mercato.
Protagonisti anche i territori: dalle Marche con i modelli di trasformazione, alla Campania con lo sviluppo dei sistemi DOP e IGP, fino all'Emilia-Romagna con l’eccellenza delle ostriche dell'Alto Adriatico. Spazio anche alla Calabria, con focus sulla valorizzazione del tonno rosso e delle produzioni locali, e ai progetti dei GAL Fish in Liguria, Toscana e Sardegna. Grande rilievo è stato dato anche all'Ittiturismo, con la Sardegna in prima fila nel promuovere modelli di ospitalità esperienziale e filiera corta — come l’esempio storico della cooperativa "La Tramontana" — che permettono di valorizzare il pescato locale e diversificare il reddito dei pescatori.
Ogni specie presentata racconta un equilibrio tra prelievo responsabile e innovazione, sostenuto dai programmi di ripristino supportati dal FEAMPA. “Questo modello di resilienza, innovazione e sostenibilità è stato il fulcro della nostra partecipazione a Barcellona - sottolinea Graziella Romito, direttrice generale della Pesca marittima e dell’Acquacoltura del Masaf - Il successo ottenuto qui testimonia la fiducia dei mercati internazionali verso il nostro modello di pesca e acquacoltura, sempre più orientato alla tracciabilità e alla qualità certificata. Il Ministero sta lavorando intensamente per superare l’attuale fase di crisi e per rafforzare il settore attraverso la cooperazione e il dialogo tra le istituzioni e le imprese".
EFA News - European Food Agency