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Italian Wine Brands pronta per acquisizioni?

Secondo gli analisti di Banca Akros ha le risorse per operazioni di M&A

Italian Wine Brands dispone di un'importante capacità di intervento per acquisizioni e fusioni, che in un contesto di consumi riflessivi potrebbero comportare, a tempo debito, multipli di acquisizione bassi. Lo stesso principio si applica agli acquisti di vino, con numerosi vigneti che presentano eccedenze di scorte e sono disposti a liquidare la produzione, se pagati tempestivamente, a prezzi interessanti.

Lo affermano gli analisti di Banca Akros in un report realizzato dopo l’"Appuntamento alle colonne conference", evento svoltosi ieri a Milano.

 Akros sul titolo ha un giudizio buy con un target price di 29 euro. Il potenziale di crescita derivante da fusioni e acquisizioni, attualmente non è incluso nelle previsioni. Nonostante non siano sono emerse novità significative dagli ultimi incontri, gli esperti di Akros ricordano che “l’azienda si sta riprendendo dal picco inflazionistico post-pandemia del 2022/2023 che ha compresso i margini. Ci è voluto tutto il 2023 per recuperare la redditività persa nel 2022 e ridurre le scorte a livelli più adeguati. Il 2024/2025 sono stati anni in cui, nonostante i prezzi di vendita più bassi dovuti alla deflazione post-pandemia, IWB è stata in grado di tornare al livello record di redditività (margine EBITDA del 12,5%) raggiunto nel 2020 al culmine della pandemia”.

Secondo Akros “al momento, si prevede che nel 2026 si registrerà un'inflazione moderata nel settore degli imballaggi, compensata da minori costi di approvvigionamento del vino. Gli Stati Uniti rimangono un mercato difficile, a causa dell'impatto dei dazi e della relativa volatilità. Lo scorso anno i dazi statunitensi sono stati ripartiti al 50/50 con il distributore, con un costo per l'azienda inferiore a 1 milione di euro, che potrebbe essere recuperato quest'anno, salvo altre iniziative fiscali o ritardi. Le vendite potrebbero beneficiare, marginalmente quest'anno, di un incremento maggiore a partire dal 2027 grazie alle nuove iniziative nei canali HoReCa e della grande distribuzione, con le quali l'azienda può sfruttare la sua leadership di mercato in termini di volumi nella categoria del prosecco, essendo il maggiore produttore in Italia con una quota di mercato del 10%. 

Il modello di investimenti (capex) contenuto è confermato da investimenti aziendali pari a circa l'1,5-2% del fatturato, ovvero tra 6 e 8 milioni di euro. Questo, unitamente a un capitale circolante neutro o negativo, ha permesso all'azienda di ridurre significativamente il proprio indebitamento, atteso a circa zero nel 2027.

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EFA News - European Food Agency
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