Macfrut: bilancio positivo per Plant Nursery
Al Salone del Vivaismo si è discusso delle grandi potenzialità delle Tea
Edizione più che positiva per Plant Nursery, a Macfrut 2026, il salone dedicato all’innovazione della filiera vivaistica, coordinato da Soi (Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana) e Civi-Italia (Centro Interprofessionale per le attività vivaistiche tra associazioni vivaistiche ed unioni dei produttori). A tracciare il bilancio è Luigi Catalano, coordinatore del salone e direttore del consorzio vivaistico: “Siamo soddisfatti per la riuscita dei quattro eventi organizzati all'interno della Plant Nursery Arena. La buona partecipazione registrata ha testimoniato la centralità degli argomenti trattati”.
Il primo workshop, “Innovazione varietale, vivaismo e Tea (tecnologie di evoluzione assistita): quali prospettive per le privative vegetali di nuove varietà”, ha rappresentato un momento di confronto tra ricercatori, breeders e vivaisti dei settori frutticolo ed orticolo sulla regolamentazione della proprietà intellettuale delle nuove tecniche di miglioramento genetico. Catalano sottolinea come “siano state discusse le grandi potenzialità delle Tea nel favorire ed accelerare i processi di miglioramento genetico, anche se non bisogna sottovalutare le difficoltà che sono ancora da affrontare e risolvere”.
Il focus sul “Piano Nazionale Sementi Biologiche (Pnsb): materiali di propagazione delle specie fruttifere, agrumi, olivo” ha preso spunto dalla necessità di valutare le criticità del settore al fine di limitare il ricorso allo strumento della deroga per mancanza di piante bio. Durante il seminario lo stesso Catalano ha illustrato le criticità dei dati in merito al numero dei vivai ed i volumi di materiali di propagazione bio dei fruttiferi in Italia: “Considerata la necessità di rispettare le norme obbligatorie che regolamentano il settore vivaistico, ho lanciato la proposta che la fase di coltivazione biologica sia avviata dal momento della messa a dimora del nuovo frutteto costituito con materiali di propagazione convenzionale, che garantisce certezza varietale, sanità ed assenza di organismi nocivi”.
La seconda giornata ha ospitato per intero il Tropical Fruit Congress, evento coordinato da Vittorio Farina dell’Università di Palermo. In evidenza l'evoluzione delle coltivazioni di frutta esotica nel Sud Italia, Sicilia in primis. “Durante i lavori", osserva ancora Catalano, "è emerso come la frutticoltura tropicale nel Mezzogiorno rappresenti oggi uno dei fenomeni più dinamici e innovativi dell’agricoltura mediterranea, capace di coniugare cambiamento climatico, nuove opportunità di mercato e avanzamento scientifico. Questa rapida evoluzione richiede però elevata competenza tecnica, gestione sostenibile delle risorse e continuo supporto della ricerca. Sono questi gli ingredienti necessari per consolidare un’opportunità colturale ed economica e non fallire a causa di scelte errate”.
L'evento “Innesto e innovazione in orticoltura: dall’editing del genoma al campo” ha chiuso la programmazione del salone focalizzandosi sugli aspetti produttivi e commerciali, le nuove biotecnologie al servizio del miglioramento genetico dei portinnesti, gli aspetti agronomici e fisiologici, la tecnica di propagazione e coltivazione. “L’attività convegnistica su innovazione varietale e comparto vivaistico ha affrontato questioni attuali con uno sguardo attento al futuro", conclude Catalano, "Civi-Italia e Soi stanno già lavorando al piano congressuale del prossimo anno con una serie di proposte che coinvolgano tecnici, esperti ed aziende sui temi centrali dell’innovazione in campo ortofrutticolo”.
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