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CLARA MOSCHINI

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Fiere di Parma: ricavi in crescita due cifre

Previsioni rosee anche per il l 2026. Tuttofood chiude con +30% presenze

Fiere di Parma chiude il 2025 con ricavi consolidati superiori a 55 milioni di euro, in crescita del 22% rispetto ai 45 milioni registrati nell'esercizio precedente. L'Ebitda supera i 14 milioni, l'utile netto segna un forte miglioramento rispetto all'anno precedente e la posizione finanziaria netta positiva consente di mettere a disposizione per gli investimenti una liquidità pari a 35 milioni di euro. L’assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio 2025 e, alla luce di questi risultati, ha confermato la fiducia all’attuale Cda anche per i prossimi tre anni.

Un chiaro mandato di proseguire nel percorso di sviluppo intrapreso ormai 18 anni fa, che ha consentito alla società di diventare una delle società più solide e profittevoli del settore a livello internazionale. Sulla base di questi presupposti viene confermato il piano industriale che prevede per il 2026, 65 milioni di ricavi, un Ebitda di circa 18 milioni e 30 milioni di investimenti tra infrastrutture e acquisizioni entro il 2030.

“I risultati del 2025", afferma Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma - confermano la coerenza del nostro modello di business fondato su crescita organica e sviluppo attraverso alleanze strategiche. Avere più che raddoppiato ricavi ed Ebitda rispetto al periodo pre-Covid, accumulato 35 milioni di liquidità per il prossimo ciclo di investimenti, attratto e cresciuto i nostri numerosi talenti, non è un punto di arrivo, ma uno stimolo ad insistere su questa traiettoria. Una traiettoria costellata da partnership strategiche, acquisizioni e investimenti mirati e ponderati, internazionalizzazione di tutti i nostri prodotti e progetti. Le fiere producono valore per il territorio non solo durante le manifestazioni: lo producono attraverso l'indotto, le relazioni commerciali che attivano e la capacità di portare operatori internazionali in modo continuativo. È su questa funzione che continuiamo a concentrarci in futuro”.

A supporto della strategia di crescita “on site” il Cda ha deliberato l'acquisizione di oltre 200mila metri quadrati di aree a est e a sud del quartiere fieristico e la realizzazione di un nuovo padiglione multifunzionale di 17mila metri quadrati. L'intervento risponde a un limite strutturale già emerso nel ciclo fieristico attuale: la saturazione delle strutture esistenti in corrispondenza degli eventi a maggiore domanda. Il nuovo spazio amplierà la capacità di accoglienza per format ad alto potenziale, con una flessibilità funzionale pensata per ospitare sia grandi manifestazioni sia eventi di dimensione media con esigenze logistiche complesse.

Sul fronte della crescita per linee esterne, Fiere di Parma ha in corso di valutazione una decina di operazioni in chiave M&A che riguardano tanto il settore fieristico tradizionale quanto quello digitale, con un'estensione geografica che include sia il mercato italiano sia quello internazionale. L'approccio è di tipo federante: l'obiettivo non è la semplice acquisizione di asset, ma l'integrazione di realtà e dei team che le guidano, in una logica di sviluppo corale che ha caratterizzato la storia recente del gruppo. Intanto Fiere di Parma si appresta a chiudere un Tuttofood con un incremento di oltre il 30% delle presenze, molte delle quali provenienti dall’estero.

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EFA News - European Food Agency
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