Scoperta distilleria clandestina nel trevigiano
Bottiglie di grappa senza contrassegno di Stato ed etichette
Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso durante un’attività congiunta con l’Ufficio ICQRF Italia Nord Est di Susegana (TV) hanno individuato una distilleria abusiva che produceva alcolici a beneficio di una cantina ubicata nell’area opitergina, sottoponendo a sequestro un alambicco, delle cisterne utilizzate per la produzione, di 500 litri di grappa e kg 1.500 di vinaccia pronta per la distillazione.
L’attività, secondo il rapporto dei militari, trae origine da un controllo stradale operato dai finanzieri della Tenenza di Oderzo (TV), nel corso del quale è stato individuato un veicolo commerciale intento al trasporto di 750 litri di vino privo della documentazione prevista per la tracciabilità del prodotto.
L’ulteriore sviluppo investigativo delle informazioni acquisite ha permesso, congiuntamente a funzionari dell’Ispettorato Centrale Qualità e Repressione Frodi Ufficio ICQRF Italia Nord Est di Susegana, di intraprendere un controllo nei confronti della cantina produttrice del vino irregolarmente trasportato.
Durante il controllo sono stati rinvenuti e sottoposti a cautela oltre 110 litri di grappa e 50 litri di prodotto liquoroso, presumibilmente “Sangue del Piave”, contenuti in "bottiglie prive di contrassegno di Stato e dell’obbligatoria etichettatura", che erano state occultate all’interno di un magazzino degli attrezzi.
Inoltre, nel corso del controllo, gli organi accertatori hanno ricostruito la filiera di produzione dei distillati, identificandone il produttore. Il controllo, infine, ha avuto come effetto il sequestro anche 11 mila litri di vino bianco detenuto in esubero rispetto alla giacenza contabile di magazzino.
Grazie alla perquizione dei locali e all'indagine sul produttore i militari hanno potuto scoprire una vera e propria distilleria clandestina, che è stata sequestrata unitamente ad un alambicco con cisterne, circa 500 litri di grappa e 1.500 chilogrammi di vinaccia detenuta per l’ulteriore raffinazione.
All’esito delle operazioni, pertanto, il distillatore e il titolare della cantina sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Treviso per i reati di fabbricazione clandestina di alcol e sottrazione al pagamento dell’accisa sulle bevande alcoliche, condotte punite con la reclusione da sei mesi a tre anni e con una multa non inferiore a 7.746 euro.
Il titolare della cantina dovrà poi anche rispondere per le sanzioni amministrative sulle eccedenze di vino rispetto alle giacenze contabili. Tale attività, sottolinea la nota della Guardi di Finanza, "costituisce ulteriore testimonianza dell’impegno congiunto profuso dalla Guardia di Finanza di Treviso e dall’ICQRF Italia Nord Est nella salvaguardia dello sviluppo della filiera agroalimentare, a tutela della sicurezza dei consumatori e nel contrasto di tutte quelle iniziative imprenditoriali che, inserendosi nello specifico settore produttivo o commerciale in modo occulto e illecito, operano in evasione delle imposte dovute, causando effetti distorsivi sul sano meccanismo della concorrenza".
EFA News - European Food Agency