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CLARA MOSCHINI

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Sabelli: ricavi ed export a gonfie vele nel 2025

Per i prossimi tre anni il gruppo ha stanziato 45 mln euro in innovazione

È sempre “fresco” il business del Gruppo Sabelli, che dal 1921 porta in Italia e nel mondo le eccellenze della tradizione casearia Made in Italy. Mozzarella, burrata e stracciatella in primis, con cui Sabelli si è affermata sul mercato nazionale e ha conquistato diversi Paesi esteri, arrivando nel 2025 a realizzare con l’export il 18% del suo fatturato. Merito di una “ricetta” azzeccata, fatta di rispetto della tradizione, qualità della produzione, attenzione all’innovazione e presenza costante degli eredi del fondatore Nicolangelo Sabelli.

Oggi, alla guida del Gruppo Sabelli c’è la quarta generazione di famiglia: Angelo Galeati e Simone Mariani in qualità di amministratori delegati, e Francesca Mariani alla direzione acquisti. E la quinta generazione è già pronta a proseguire il percorso intrapreso nel secondo dopoguerra da Archimede Sabelli, che ha portato a creare una realtà solida e che rappresenta un punto di riferimento importante nel comparto lattiero-caseario italiano.

Oggi il Gruppo Sabelli è il primo produttore italiano di mozzarella a peso variabile e il secondo a peso fisso, nonché il brand leader in burrata e stracciatella a peso fisso.
Nei suoi oltre 100 anni di storia, il Gruppo Sabelli ha saputo continuare a crescere all’insegna della tradizione e della genuinità, senza perdere il suo carattere familiare e rimanendo vicino alle persone e al territorio. Oggi sono circa mille i dipendenti e collaboratori che lavorano nei sei siti produttivi e nelle dieci piattaforme distributive del Gruppo, mentre ai fornitori locali va il 70% della spesa della catena di fornitura.

“Mettere al centro le persone, le tradizioni e l’artigianalità significa anche assumersi la responsabilità di restituire, in ottica di rispetto e trasparenza, qualcosa ai luoghi in cui viviamo e impegnarsi a studiare e adottare soluzione tecnologiche innovative, finalizzate a un minor impatto ambientale”, spiegano gli amministratori delegati Angelo Galeati e Simone Mariani.

Un modello esemplare di family business che ha portato Mediobanca a inserire nel 2025 il Gruppo Sabelli tra le otto aziende italiane di medie dimensioni (l’unica nel food) che rappresentano la miglior espressione del “quarto capitalismo”, perché si sono rivelate capaci di battere il mercato per crescita del fatturato, di garantire una buona redditività e di realizzare una parte importante delle vendite all’estero. Il Gruppo Sabelli rispetta tutti questi requisiti.

Nonostante le tante criticità e le numerose incognite che hanno segnato il 2025 - caratterizzato da un forte aumento della materia prima, dall’introduzione di dazi su alcuni mercati internazionali e dal calo dei consumi domestici – Sabelli ha chiuso l’anno con un buon risultato. I ricavi sono aumentati del 10%, raggiungendo i 440 milioni di euro, l’export è cresciuto del 17.5% (superando i 54 milioni di euro) e il parco clienti si è arricchito di nuovi retailer italiani ed europei, a cui Sabelli fornisce i propri formaggi freschi con i suoi cinque brand e per cui realizza le private label, che oggi rappresentano circa la metà del giro d’affari del gruppo. Le prospettive per il 2026 sono positive. Alla luce della storica ciclicità del settore lattiero-caseario, Sabelli prevede di aumentare i margini, grazie al miglior equilibrio tra costi e prezzi di vendita, e di otte-nere buoni risultati soprattutto sui mercati esteri, con il potenziamento delle esportazioni in Europa e l’ingresso negli Stati Uniti, nel Sud America e nel Far East.

“Siamo convinti che il Made in Italy di qualità continuerà a rappresentare un vantaggio competitivo decisivo nei prossimi anni, anche nei mercati più maturi", dichiarano Galeati e Mariani. "Per questo guardiamo con fiducia ai prossimi anni, forti del modello solido e diversificato e della visione orientata all’internazionalizzazione che caratterizzano il Gruppo Sabelli. Il nostro obiettivo è di conti-nuare a crescere in modo organico arrivando entro il 2028 ai 410 milioni di euro di fatturato, per il 20% realizzati con l’export”.

Per conquistare e soddisfare sempre più mercati, molto diversi e sempre più distanti, Sabelli continua a lavorare sull’innovazione di prodotto per poter offrire il miglior servizio ma sempre nel rispetto della qualità riconosciuta ai formaggi tradizionali Made in Italy. Per i prossimi tre anni il Gruppo ha stanziato 45 milioni di euro in innovazione e Rcs.

Dopo aver sviluppato un’ampia gamma di mozzarelle, burrate e stracciatelle proposte in diversi formati, da pochi mesi Sabelli ha introdotto una linea frozen che consente a burrate e mozzarelle per pizza di affrontare lunghi viaggi via mare senza perdere in sapore e qualità.

Novità anche nell’offerta destinata al mercato italiano, con il lancio del caprino di latte vaccino, del caprino di latte di capra, di un nuovo formato da 180 grammi per le mozzarelline e con la nuova ricetta delle ricottine 2x100g diventate ancora più cremose.
Un percorso che conferma la capacità del Gruppo Sabelli di coniugare tradizione casearia, innovazione e visione internazionale, continuando a valorizzare le proprie radici familiari e territoriali come ele-mento distintivo della crescita.

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EFA News - European Food Agency
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