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CLARA MOSCHINI

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Nuovi guai per Pernod Ricard in India

L'antitrust accusa il colosso francese di "accordi" con i rivenditori, azienda smentisce

Proseguono le "liaison dangereuse", le relazioni pericolose (e, a questo punto, sempre più complicate) tra Pernod Ricard e l'India. La filiale indiana del colosso francese, infatti, è nel bel mezzo di un'indagine formale antitrust: l'accusa è di aver garantito accordi di vendita esclusivi a Nuova Delhi per favorire i propri marchi. Questo si aggiunge a un'indagine in corso per stabilire se Pernod Ricard abbia colluso con i rivenditori per aumentare la sua quota di mercato a Nuova Delhi, cosa che l'azienda smentisce. 

Secondo le autorità indiane Pernod India avrebbe nascosto la composizione e l'età reale degli Scotch whisky inviati in India da Chivas Brothers UK. Un'indagine, infatti, avrebbe rilevato che il produttore di Chivas Regal non ha dichiarato "la vera descrizione dei suoi malti importati con l'intenzione di nascondere il valore reale delle merci importate e di evitare confronti".

La nuova indagine si basa su precedenti accuse del settembre 2025, secondo cui Pernod avrebbe "intenzionalmente complicato" le informazioni relative alle sue importazioni di whisky in India. Secondo gli inquirenti, l'azienda avrebbe utilizzato "nomi in codice interni per i malti" per rendere le cose più difficili alle autorità doganali nel confrontare le importazioni di Pernod con quelle dei suoi rivali.

In conseguenza di questa nuova indagine, l'azienda di superalcolici che possiede anche Jamesons e The Glenlivet, avrebbe ricevuto l'ordine di pagare 314 milioni di dollari in tasse arretrate. Secondo le autorità indina,e infatti, Pernod Ricard avrebbe "sottovalutato le sue importazioni di concentrato sfuso di Scotch del 67,49%", evadendo in questo modo la storica tariffa del 150% che Nuova Delhi ha imposto sulle importazioni di Scotch nel paese nel 2007.

In una dichiarazione, Pernod India ha affermato che "respinge qualsiasi ipotesi di illecito", sta "affrontando la questione attraverso i canali legali appropriati e rimane fiduciosa nella propria posizione". L'azienda sostiene di non aver avuto accesso ai dati chiave sui prezzi utilizzati dagli investigatori e che i risultati sono "in palese violazione del principio di giustizia naturale".

L'azienda francese di superalcolici conduce da tempo una dura battaglia in India, dove sta affrontando una serie di indagini simultanee sulle sue pratiche commerciali nel mercato. La questione risale al 2024, addirittura: a dicembre 2024 era scattata una perquiszone dell'antitrust indiana negli uffici del colosso degli spirit (leggi notizia EFA News): questo era successo dopo una lunga battaglia legale con le autorità per ottenere la licenza per la vendita di alcolici nella capitale indiana Nuova Delhi (leggi notizia EFA News).

Fc - 60457

EFA News - European Food Agency
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