La Commissione Ue blocca il megadeal tra Ceconomy e JD.com
Stop all'operazione da 4 mld: l'authority pensa i cinesi abbiano ricevuto aiuti di stato
Era stata annunciata ad agosto 2025 come l'operazione monstre che consentiva alla Cina di entrare nella logistica europea (leggi notizia EFA News). Parliamo dell’accordo da 4 miliardi di dollari tra Ceconomy, azienda leader in Europa nel settore dell'elettronica di consumo, società madre della tedesca Media Markt guidata dalla famiglia Kellerhals (che in Italia controlla Mediaworld) e JD.com, terzo fornitore di e-commerce dopo Alibaba e Temu Pinduoduo. Ebbene ora la Commissione europea mette tutto in standby.
La Commissione, infatti, ha avviato "un'indagine approfondita" per valutare, ai sensi del Regolamento sui sussidi esteri (RFT), la proposta di acquisizione della tedesca Ceconomy da parte del colosso cinese JD.com, Inc. La Commissione, infatti, come riporta la nota ufficiale, "nutre dubbi preliminari sul fatto che JD.com possa aver ricevuto sussidi esteri che potrebbero distorcere il mercato interno dell'UE".
JD.com appartiene a un gruppo che opera nel settore della vendita al dettaglio e del commercio elettronico online nella Repubblica Popolare Cinese. Ceconomy è un'azienda tedesca di vendita al dettaglio, attiva sia nel commercio tradizionale che online, specializzata in elettronica di consumo ed elettrodomestici.
I dubbi preliminari della Commissione
L'indagine preliminare indica che JD.com potrebbe aver ricevuto sussidi esteri che distorcono il mercato interno dell'UE. Tra questi figurano finanziamenti preferenziali, incentivi fiscali e sovvenzioni concesse da entità potenzialmente riconducibili alla Repubblica Popolare Cinese.
In particolare, la Commissione ha preliminarmente rilevato preoccupazioni circa il fatto che i potenziali sussidi esteri abbiano consentito a JD.com di offrire condizioni che potrebbero aver distorto il processo negoziale relativo all'acquisizione di Ceconomy. La Commissione nutre, inoltre, "preoccupazioni preliminari" circa il fatto che l'operazione potrebbe consentire all'entità risultante dalla fusione di adottare strategie di investimento e commerciali che potrebbero avere un impatto sulle condizioni di concorrenza nel mercato interno dell'UE.
Nel corso della sua indagine approfondita, la Commissione valuterà in particolare:
- se i potenziali sussidi esteri ricevuti da JD.com abbiano distorto l'esito del processo di acquisizione, in particolare consentendo a JD.com di offrire un prezzo elevato e di sostenere le attività economiche e il piano di crescita di CECONOMY attraverso le proprie capacità tecnologiche e logistiche;
- se tali potenziali sussidi esteri possano migliorare la posizione competitiva dell'entità risultante dalla fusione e determinare un impatto negativo sul mercato interno, per quanto riguarda le sue attività successive all'operazione.
L'operazione è stata notificata alla Commissione il 17 aprile 2026: la Commissione ha ora 90 giorni lavorativi, fino al 2 ottobre 2026, per prendere una decisione. L'avvio di un'indagine approfondita non pregiudica l'esito della stessa. Al termine della sua indagine approfondita di 90 giorni lavorativi, la Commissione può:
- accettare gli impegni proposti dall'impresa, a condizione che rimedino in modo completo ed efficace alla distorsione,
- vietare la concentrazione,
- emettere una decisione di non obiezione.
Aziende e prodotti
JD.com, con sede nelle Isole Cayman, è una holding quotata al Nasdaq e alla Borsa di Hong Kong, a capo di un gruppo che opera nel settore della vendita al dettaglio e di un marketplace di e-commerce nella Repubblica Popolare Cinese, oltre a fornire soluzioni logistiche e tecnologiche.
Ceconomy, con sede in Germania, è un'azienda di vendita al dettaglio specializzata in elettronica di consumo ed elettrodomestici. I suoi marchi principali sono MediaMarkt, MediaWorld e Saturn, che gestiscono attività di vendita al dettaglio online e fisiche in diversi Stati membri.
La procedura prevista dal Regolamento sulle sovvenzioni estere
Il Regolamento sulle sovvenzioni estere è entrato in vigore il 13 luglio 2023. Il Regolamento consente alla Commissione di affrontare le distorsioni causate dalle sovvenzioni estere, garantendo così parità di condizioni per tutte le imprese che operano nel mercato interno, pur mantenendo l'apertura al commercio e agli investimenti.
Secondo il Regolamento sui servizi finanziari (FSR), le imprese devono notificare le concentrazioni alla Commissione quando almeno una delle imprese coinvolte nella fusione, l'impresa acquisita o la joint venture ha sede nell'UE e genera un fatturato nell'UE di almeno 500 milioni di euro, e quando le parti hanno ricevuto contributi finanziari esteri complessivi da paesi terzi per un totale di almeno 50 milioni di euro nei tre anni precedenti la concentrazione.
JD.com appartiene a un gruppo che opera nel settore della vendita al dettaglio e del commercio elettronico online nella Repubblica Popolare Cinese. Ceconomy è un'azienda tedesca di vendita al dettaglio, attiva sia nel commercio tradizionale che online, specializzata in elettronica di consumo ed elettrodomestici.
I dubbi preliminari della Commissione
L'indagine preliminare indica che JD.com potrebbe aver ricevuto sussidi esteri che distorcono il mercato interno dell'UE. Tra questi figurano finanziamenti preferenziali, incentivi fiscali e sovvenzioni concesse da entità potenzialmente riconducibili alla Repubblica Popolare Cinese.
In particolare, la Commissione ha preliminarmente rilevato preoccupazioni circa il fatto che i potenziali sussidi esteri abbiano consentito a JD.com di offrire condizioni che potrebbero aver distorto il processo negoziale relativo all'acquisizione di Ceconomy. La Commissione nutre, inoltre, "preoccupazioni preliminari" circa il fatto che l'operazione potrebbe consentire all'entità risultante dalla fusione di adottare strategie di investimento e commerciali che potrebbero avere un impatto sulle condizioni di concorrenza nel mercato interno dell'UE.
Nel corso della sua indagine approfondita, la Commissione valuterà in particolare:
- se i potenziali sussidi esteri ricevuti da JD.com abbiano distorto l'esito del processo di acquisizione, in particolare consentendo a JD.com di offrire un prezzo elevato e di sostenere le attività economiche e il piano di crescita di CECONOMY attraverso le proprie capacità tecnologiche e logistiche;
- se tali potenziali sussidi esteri possano migliorare la posizione competitiva dell'entità risultante dalla fusione e determinare un impatto negativo sul mercato interno, per quanto riguarda le sue attività successive all'operazione.
L'operazione è stata notificata alla Commissione il 17 aprile 2026: la Commissione ha ora 90 giorni lavorativi, fino al 2 ottobre 2026, per prendere una decisione. L'avvio di un'indagine approfondita non pregiudica l'esito della stessa. Al termine della sua indagine approfondita di 90 giorni lavorativi, la Commissione può:
- accettare gli impegni proposti dall'impresa, a condizione che rimedino in modo completo ed efficace alla distorsione,
- vietare la concentrazione,
- emettere una decisione di non obiezione.
Aziende e prodotti
JD.com, con sede nelle Isole Cayman, è una holding quotata al Nasdaq e alla Borsa di Hong Kong, a capo di un gruppo che opera nel settore della vendita al dettaglio e di un marketplace di e-commerce nella Repubblica Popolare Cinese, oltre a fornire soluzioni logistiche e tecnologiche.
Ceconomy, con sede in Germania, è un'azienda di vendita al dettaglio specializzata in elettronica di consumo ed elettrodomestici. I suoi marchi principali sono MediaMarkt, MediaWorld e Saturn, che gestiscono attività di vendita al dettaglio online e fisiche in diversi Stati membri.
La procedura prevista dal Regolamento sulle sovvenzioni estere
Il Regolamento sulle sovvenzioni estere è entrato in vigore il 13 luglio 2023. Il Regolamento consente alla Commissione di affrontare le distorsioni causate dalle sovvenzioni estere, garantendo così parità di condizioni per tutte le imprese che operano nel mercato interno, pur mantenendo l'apertura al commercio e agli investimenti.
Secondo il Regolamento sui servizi finanziari (FSR), le imprese devono notificare le concentrazioni alla Commissione quando almeno una delle imprese coinvolte nella fusione, l'impresa acquisita o la joint venture ha sede nell'UE e genera un fatturato nell'UE di almeno 500 milioni di euro, e quando le parti hanno ricevuto contributi finanziari esteri complessivi da paesi terzi per un totale di almeno 50 milioni di euro nei tre anni precedenti la concentrazione.
Fc - 60512
EFA News - European Food Agency
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