In Georgia va all'asta il tesoro di Stalin
Non si tratta di oro ma di vini: è la cantina del dittatore
Mi sembra già di sentirle le giaculatorie dei conservatori. "Eccoli lí, i compagni: fanno i dittatori comunisti e poi c'hanno i tesori nascosti". Beh, a dire il vero questa volta non avrebbero tutti i torti a mugugnare. Si perché pochi giorni fa, a Tbilisi, capitale della Georgia, è stato aperto per la prima volta il caveau in cui riposano le oltre 40mila bottiglie appartenute a Iosif Vissarionovič Džugašvili, detto Iosif Stalin o più semplicemente Stalin.
Come narrano le cronache ragnatele aggrovigliate penzolano dal soffitto nella penombra e una "piacevole dolcezza muschiata" ha pervaso l'aria in questo prezioso depositoche custodisce un'altretranto inestimabile collezione di vini disvelata dal nuovo proprietario, ossia dal governo georgiano, alla presenza di pochi eletti, tutti collezionisti d'alto rango, s'intende.
Le bottiglie pregiate, dicevamo, sono attualmente di proprietà del governo georgiano, visto che Stalin era di queste parti, essendo nato nel 1878 a Gori, capoluogo della regione di Shida Kartli, in Georgia appunto. Stalin era non solo un appassionato bevitore di vino ma anche un grande collezionista di etichette di pregio. La collezione del leader dell'Unione Sovietica dal 1924 fino alla morte nel 1953, comprende vini provenienti dalle più famose tenute di Bordeaux, un tempo appartenuti allo zar Alessandro III Romanov, imperatore di Russia dal 1881 fino alla morte avvenuta nel 1894, e a suo figlio Nicola II Romanov, ultimo imperatore di Russia in carica dal 1894 al 1917.
I sovietici si impossessarono della collezione imperiale dei Romanov dopo la Rivoluzione russa del 1917 e Stalin ne divenne il custode, aggiungendo le sue varietà georgiane preferite con alcune etichette che risalgono addirittura all'inizio dell'800 e altre che appartenevano a Napoleone, come sottolinea il sito del ministero dell'Agricoltura georgiano nell'annunciare, pochi giorni fa, l'inaugurazione dell'esclusiva enoteca che contiene i oreziosi vini situata all'interno della Fabbrica di Vino N. 1 a Tbilisi, che si è svolta alla presenza del primo ministro della Georgia, Irakli Kobakhidze, e del ministro della Protezione ambientale e l'Agricoltura, David Songulashvili. L'enoteca è stata trasferita dall'Agenzia nazionale per i beni di Stato all'Agenzia nazionale del Vino.
Secondo il ministero dell'Agricoltura, l'apertura dell'esclusiva enoteca e l'avvio dello studio dei suoi contenuti offriranno al vino georgiano l'opportunità di attirare nuovamente l'attenzione internazionale, "mentre gli esemplari esposti potrebbero diventare lotti di punta nelle principali aste globali". Infatti, l'obiettivo del governo georgiano, oggi guidato dal primo ministro Irak'li K'obakhidze è mettere all'asta la collezione e utilizzare il ricavato per aprire una scuola di enologia in Georgia. "Metteremo il nostro Paese sulla mappa dei collezionisti di vino", ha detto Irakli Gilauri, proprietario di Gilauri Wines, che collabora con il ministero dell'Agricoltura georgiano al progetto. In questo modo il paese del Caucaso meridionale intende "sfruttare" il tesoro da 40.000 bottiglie pregiate del dittatore per proporsi come "culla del vino", aggiungendo prove archeologiche che dimostrano una tradizione vinicola ininterrotta che risale a 8.000 anni fa.
Tra i collezionisti che attendono co impazienza l'asta del tesoro, c'è Victor Chen, giunto a Tbilisi da Dallas per attestare de visu l'entità della collezione: una scoperta che, ha detto Chen, lo ha fatto sentire "come Indiana Jones che apre una caverna. Non ci sono molte cose che a questo punto rappresentano ancora momenti storici. E questa potrebbe essere una di quelle”, ha detto il collezionista.
Con lui, ha fatto parte della "spedizione esplorativa" anche Pierre Lurton, presidente di Château d’Yquem (dal 1593 l'unico Sauternes certificato, prodotto nella Regione del Bordeaux) e di Cheval Blanc (cantina luxury situata anch'essa nel cuore del Bordeaux). Proprio Lurton, presidente ceo della cantina che oggi appartiene a LVMH ha definito la cantina dell'ex dittatore sovietico "un pantheon del vino".
EFA News - European Food Agency