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CLARA MOSCHINI

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Consorzio Vino Toscana referente di tutti gli Igt regionali

Masaf sigla decreto riguardante 4000 aziende vitivinicole per oltre 90 mln bottiglie

Il Consorzio Vino Toscana è stato riconosciuto dal ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle Foreste quale organismo di tutela per tutti i produttori dell'Indicazione Geografica Tipica Toscana. Il Consorzio Vino Toscana ha iniziato il percorso di rilancio della denominazione con l'obiettivo di raggiungere il riconoscimento che riguarda tutti i produttori che rivendicano Toscana Igt, quale premessa alla realizzazione di una struttura in grado di operare al meglio per la tutela, la gestione, la vigilanza e la valorizzazione delle produzioni dei vini Toscana Igt.

Con il decreto che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni, il Masaf ha certificato che il Consorzio Vino Toscana ha raggiunto i numeri per avere il riconoscimento a norma del comma 4 dell'articolo 41 della legge 238/2026 (minimo 66% della produzione e 40% dei produttori), il cosiddetto “erga omnes”, che significa essere rappresentativi della Igt Toscana ed essere referenti di tutti i produttori, anche non soci, che rivendicano Toscana Igt in una o più delle tre fasi della viticoltura, della vinificazione e dell'imbottigliamento.

“Oggi abbiamo raggiunto l'obiettivo importantissimo di avere uno strumento, quale è il Consorzio Vino Toscana che ha tutti i requisiti per operare nei modi e nei tempi che i soci ritengono più opportuni e questo vale ancora di più in una situazione di mercato complessa ed articolata come quella che stiamo vivendo", ha affermato Cesare Cecchi, presidente del Consorzio Vino Toscana. Questo riconoscimento segue di poco tempo un altro risultato, quello della revisione della disciplinare di produzione approvato nel mese di marzo scorso e che, oltre a tanti altri cambiamenti, ha portato il cambiamento di denominazione da 'Toscano o Toscana' a 'Toscana'".     

Per dare un'idea di cosa significa questo riconoscimento è importante sapere che ogni anno in Toscana un numero superiore a 4000 aziende vitivinicole, praticamente tutte, producono per la commercializzazione oltre 90 milioni di bottiglie di vino Toscana Igt e che da adesso avranno un unico punto di riferimento per far valere i propri interessi e dare indirizzi collaborando con le istituzioni regionali nazionali ed europee.

"Le strategie che il Consorzio Vino Toscana potrà mettere in campo qualità salvaguarderanno ancora di più la e l'immagine del vino toscano proteggendo non solo il prodotto ma tutto anche il territorio ei suoi agricoltori capacità di trasformare la tradizione e la passione in valore economico", afferma Leonardo Marras, assessore all'Agricoltura della Regione Toscana.    

Il Consorzio Vino Toscana, dal suo riconoscimento, meno di tre anni fa, è stato molto attivo anche nella tutela del nome  Toscana  opponendosi agli utilizzi impropri a livello nazionale ed internazionale e registrando nel mondo un marchio così iconico, come ad esempio in Usa. Il tutto in un'ottica di valorizzazione e tutela di una denominazione che annovera tra i suoi prodotti i vini più riconosciuti al mondo e che, senza ombra di dubbio, rappresenta una zona di produzione tra le più importanti del mondo.

“Questo risultato", afferma Stefano Campatelli, direttore del Consorzio Vino Toscana, "non deve essere letto solo come un traguardo raggiunto, ma come la creazione di una base solida su cui costruire prospettive e programmi che diano ai produttori la soddisfazione che meritano nello svolgimento delle proprie attività” .

In pratica il riconoscimento assegna al Consorzio Vino Toscana potere decisionale in tutte le politiche di valorizzazione nel territorio toscano riferite ai vini a Indicazione Geografica Tipica con un ruolo di supervisione e coordinamento. Infatti il Consorzio Vino Toscana non agirà più nell'interesse dei soli soci ma di tutti coloro che producono vini a Indicazione Geografica Tipica in Toscana. Al contempo, il decreto mette a disposizione del Consorzio gli strumenti per poter fruire del sostegno economico di tutti i produttori compresi nell'area: in sintesi, corresponsabilità di tutte le aziende e allargamento del budget per piani di tutela, valorizzazione e comunicazione.

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