Fao/2. Cereali: produzione 2026 sarà la seconda più alta di sempre
Per il prossimo biennio consumi in calo e previsioni al ribasso a causa di El Niño
L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) ha pubblicato previsioni aggiornate per i raccolti del 2026 nel suo rapporto "Cereal Supply and Demand Brief", con una produzione che si prevede sarà la seconda più alta della storia, sebbene inferiore dell'1,9% rispetto al record dello scorso anno.
La produzione globale totale di cereali è ora stimata a 2.983 milioni di tonnellate. Le previsioni sulla produzione di granella grossolana sono vicine ai livelli dell'anno precedente, sostenute dalle recenti stime ufficiali di Argentina, Brasile, Cina (continentale) e Zambia, che indicano tutte raccolti superiori alle previsioni precedenti. Si prevede che la produzione globale di grano diminuirà del 4,3% a 806,5 milioni di tonnellate, poiché i recenti dati ufficiali australiani indicano che El Niño sta portando la produzione al di sotto della media quinquennale. Secondo le stime, la produzione mondiale di riso dovrebbe diminuire dell'1,8% rispetto al suo massimo storico del 2025/26.
La Fao ha rivisto al ribasso le sue previsioni sul consumo mondiale di cereali per il 2026/27, portandole a 2.961 milioni di tonnellate, a causa di una prevista riduzione del consumo globale di grano. Le previsioni della Fao sulle scorte mondiali di cereali a fine stagione nel 2027 si attestano ora a 957,8 milioni di tonnellate, lasciando il rapporto tra scorte e consumo globali di cereali sostanzialmente invariato nel 2027 al 32%. Le previsioni della Fao per il commercio mondiale di cereali nel 2026/27 rimangono pressoché invariate a 507,6 milioni di tonnellate.
Il Sistema di Informazione sui Mercati Agricoli (Amis), gestito dalla Fao, ha inoltre pubblicato venerdì il suo Rapporto mensile sul Mercato. Descrivendo i mercati agricoli come "generalmente stabili", il rapporto osserva che, sebbene i rischi legati a El Niño richiedano un'attenta valutazione, le condizioni generalmente favorevoli delle colture, l'ampia disponibilità di prodotti e l'andamento della raccolta continuano a sostenere il sentiment di mercato. Il rapporto discute anche il potenziale impatto della crisi di Hormuz sui mercati agricoli.
41 Paesi necessitano di assistenza alimentare esterna a causa di conflitti e shock climatici
Secondo un rapporto separato, pubblicato oggi dal Sistema globale di informazione e allerta precoce sull'alimentazione e l'agricoltura (Giews) della Fao, 41 paesi e territori a livello globale necessitano di assistenza alimentare esterna.
I conflitti e l'insicurezza rimangono i principali fattori scatenanti dei livelli più gravi di insicurezza alimentare acuta. Inoltre, le condizioni meteorologiche legate a El Niño, insieme agli elevati prezzi dei fattori di produzione, stanno limitando le prospettive di produzione agricola nell'Africa orientale e occidentale. Nel frattempo, nell'Africa settentrionale e meridionale, dove il raccolto principale è già terminato, si prevede che la produzione di cereali supererà le medie quinquennali nel 2026, con raccolti record attesi in alcuni paesi, secondo l'ultimo rapporto sulle prospettive dei raccolti e la situazione alimentare.
Tra i 39 Paesi a basso reddito con deficit alimentare, si prevede che la produzione complessiva di cereali aumenterà dell'1,4% nella stagione 2026/2027, raggiungendo i 129 milioni di tonnellate, mentre il fabbisogno totale di importazioni di cereali dovrebbe crescere del 2,0%, arrivando a quasi 48 milioni di tonnellate.
EFA News - European Food Agency