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CLARA MOSCHINI

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Invito a cena con... intossicazione

Ventitré probabili intossicati da pesce in un ristorante di Bogliasco (Genova)

Invito a cena con... intossicazione. Potrebbe essere questo il titolo della serata kafkiana (o fantozziana, a seconda dei gusti) che ha coinvolto una coppia che ha voluto festeggiare i 50 anni di matrimonio da Just Peruzzi, splendida terrazza sul mare di Bogliasco, vicino a Genova alla fine, il conto è stato di 23 invitati che hanno accusato sintomi gastrointestinali "potenzialmente compatibili" con un’intossicazione alimentare. 

Secondo quanto accertato sinora dai carabinieri del Nas e dagli esperti della Asl, che su quella cena (avvenuta domenica 28 giugno ma che e venuta fuori  solo adesso) hanno avviato accertamenti, nessuna delle 23 persone che si sono sentite male sarebbero finite in ospedale ma almeno due, avrebbero avuto bisogno dell'intervento della Guardia medica visto che presentavano sintomi in forma più grave. 

Gli accertamenti degli inquirenti riguardano due pietanze servite alla cena ossia una tartare di carne e una di orata. Il cuoco del locale avrebbe dichiarato di averle preparate in mattinata e di averle poi riposte regolarmente in frigo. I carabinieri del Nas e i tecnici dell’ufficio Igiene alimenti e nutrizione del dipartimento di Prevenzione della Asl 3 hanno avviato le audizioni delle persone coinvolte. 

Gli invitati sinora sentiti hanno detto di aver atteso più di un’ora l’arrivo del cibo: proprio su questo lasso di tempo si concentrano le verifiche dei Nas visto che le  23 persone hanno sviluppato i sintomi della possibile intossicazione fra la notte di domenica 28 e martedì mattina, 30 giugno. Asl e Nas poi hanno ricevuto segnalazione di simili problemi da parte dei clienti presenti quella sera in un altro tavolo e stanno approfondendo questo aspetto.

Nei confronti del locale sono state elevate sanzioni amministrative, che riguardano alcune dotazioni ma non quanto accaduto ai 23 clienti. Questo, in attesa che venga definita con precisione l’origine dei malori, cioé se effettivamente questi siano legati a un’intossicazione o ad altro. Secondo la ricostruzione compiuta sinora dagli inquirenti, la coppia aveva invitato a cena più di trenta persone: la famiglia delle due ragazze visitate dalla guardia medica ha segnalato il caso ai carabinieri che hanno coinvolto la Asl. 

"Il locale non è mai stato chiuso e i controlli Asl hanno confermato la corretta conservazione degli alimenti, senza accertare nessi tra i malesseri e i piatti - ha dichiarato a Il Secondo XIX  Paolo Piccolo, il titolare del locale Just Peruzzi - I piatti indicati, tra cui le tartare di orata e di manzo, sono stati consumati quella sera da numerosi altri clienti senza segnalazioni di problemi. Quel giorno c’era una temperature molto elevata, ciò non consente di trarre conclusioni affrettate. È ingiusto formulare accuse prima che i fatti siano stati accertati". 

"Dopo tanti anni di lavoro onesto e sacrifici - aggiunge Peruzzi - non posso nascondere l’amarezza per una vicenda che, ai miei occhi, sembra un accanimento nei confronti della mia attività. Mi domando se abbia senso continuare. Mi dispiace soprattutto per i miei venti dipendenti e le loro famiglie".

Paolo Piccolo, peró dal canto suo, sembra avere un conto aperto con la sfortuna, diciamo cosí. A dicembre  2025, infatti, un altro suo locale, il Just Balilla (ex storico bar luxury del centro di Genova, in via Cesarea, oggi bar e ristorante di proprietà di Piccolo che lo ha rilevato nel 2020). Nel ristorante genovese circa 18 persone si sono sentite male a causa di un'intossicazione alimentare dopo aver consumato un pranzo a base di pesce acquistato d'asporto nel locale. 

All'epoca, cioé a dicembre 2025, Piccolo aveva emesso una nota in cui dichiarava: "siamo profondamente costernati per quanto accaduto, ma riteniamo importante chiarire che il tonno servito risultava, al momento della preparazione, in apparente conformità alle norme di conservazione vigenti. Non erano presenti segnali visibili di alterazione: aspetto, odore e sapore rientravano nella norma, come confermato dalle prime verifiche". 

In base alle informazioni rese disponibili all'epoca dei fatti e  alla rapidità con cui si sono manifestati i sintomi, prosegue la nota del dicembre 2025, "è ipotizzabile che la causa sia riconducibile alla cosiddetta sindrome sgombroide, dovuta a un'eccessiva presenza di istamina nel tonno. Si tratta di un fenomeno che può verificarsi anche in assenza di segni evidenti di deterioramento. È inoltre noto che, una volta formata, l’istamina non può essere eliminata né dalla cottura né da successivi processi di refrigerazione, poiché deriva da alterazioni che avvengono nella filiera precedente al servizio. Siamo pienamente disponibili a collaborare con le autorità competenti per chiarire ogni aspetto, dalla provenienza del prodotto, alla gestione della catena del freddo, fino alle modalità di conservazione, affinché si possa fare piena luce sull’accaduto, un evento mai verificatosi prima nel nostro locale, da sempre apprezzato per qualità e serietà".

"Rafforzeremo ulteriormente i controlli sulle materie prime e sulle procedure di sicurezza alimentare, con l’obiettivo di garantire ai nostri clienti la massima tutela e prevenire il ripetersi di situazioni analoghe", concludeva la nota del dicembre 2025 di Just Ballilla.

Fc - 61509

EFA News - European Food Agency
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