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CLARA MOSCHINI

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Cresce l'export agroalimentare italiano negli Usa

L'attività di promozione "di sistema" finalmente efficace

E' presto per tracciare un bilancio della partecipazione italiana al Winter Fancy Food, la principale manifestazione della West Coast dedicata alle specialità alimentari, che si è svolta a San Francisco dal 13 al 15 gennaio con 52 aziende nel Padiglione italiano (“The Extraordinary Italian Taste”), 23 nell'area Usa e un'affluenza di oltre 30mila visitatori professionisti del settore. Ma i risultati provvisori, frutto di un trend positivo dell'export agroalimentare oltreoceano registrato negli ultimi anni, fanno ben sperare in vista del Summer Fancy Food in programma a New York dal 23 al 25 giugno prossimi. Ne è convinto Maurizio Forte, Direttore dell'Istituto per il Commercio Estero di New York e Coordinatore della rete Usa: “Sarà un 2019 davvero importante per il sistema Italia negli Stati Uniti d'America”, ha dichiarato, raccogliendo tra gli stand delle aziende italiane la “soddisfazione per la qualità e quantità dei visitatori, che ci fa guardare positivamente al prossimo appuntamento”.

Olio d'oliva, pasta, formaggi, acque minerali, vino e aceto balsamico sono i settori produttivi in cui l'Italia ad oggi conferma la sua leadership mondiale come fornitore per gli Stati Uniti. Purtroppo i dati statistici di cui dispone l'Ice di New York non sono aggiornati oltre ottobre scorso a causa dello shutdown. Ma la stessa fonte fornisce ad EFA News il quadro dei primi dieci mesi del 2018, certificando che il paniere agroalimentare italiano negli Usa, rispetto al valore complessivo dei 4,8 miliardi di dollari raggiunto nel 2017, tra gennaio e ottobre del 2018 si è attestato intorno a 4,3 miliardi, confermando un trend di crescita del 9,5%, migliore rispetto al +5,4% del 2017, con una importante componente del 40% costituita dal vino.

Da segnalare, inoltre, che le importazioni Usa dall'Italia di gelato, prodotti da forno e caffè sono in crescita, e hanno un valore complessivo di circa 220 milioni di dollari nei primi dieci mesi del 2018. Molto interessante il trend positivo delle carni lavorate che, dopo un 2016 in sofferenza, hanno registrato incrementi del 20% nel 2017 e del 19% nei primi dieci mesi del 2018, portando l'Italia dalla quinta posizione ad essere ora il terzo fornitore degli Usa, sfiorando i 48 milioni di dollari nel 2017 e 47 milioni già nei primi dieci mesi del 2018.

Sul settore del vino il valore dell'export italiano nel mercato americano nel 2017 ha superato 1,8 miliardi di dollari ed è arrivato al 1,65 miliardi di dollari (+9,3%) nel periodo gennaio-ottobre 2018 (dati US Dept of Commerce). Visti dall'Italia, gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato per il nostro vino, acquistando il 24% del nostro export che, insieme a Germania (16%) e Regno Unito (12%) costituisce il 52% del totale (Istat). In pratica, circa un quarto del vino italiano venduto all'estero è diretto verso gli Usa. Analizzando le ultime tendenze americane, oltre a crescere la proporzione dei consumatori che bevono vino rispetto alla birra, si registra un crescente interesse verso i vini premium a discapito di quelli di più facile consumo. Nelle nostre vendite negli Usa prevalgono i vini bianchi (circa il 37% del totale), seguiti dai rossi (34%) e dai vini frizzanti (20%). Questi ultimi sono anche la componente più dinamica delle nostre esportazioni e lo scorso anno sono cresciuti di circa il 10%.

L'impegno di Ita Agenzia-Ice per sviluppare ulteriormente l'affermazione del Made in Italy negli Stati Uniti non è solo nelle edizioni Winter e Summer Fancy Food, partecipate in collaborazione con Federalimentare, Cibus, Tuttofood e Vinitaly, e in partnership con Specialty Food Association e Universal Marketing. L'attività è focalizzata dal 2015 nella realizzazione del “più grande programma di promozione mai realizzato all'estero per il settore agroalimentare”, con un piano di comunicazione diretto al consumatore americano, accordi con retailers, incoming alle principali fiere in Italia in collaborazione con Cibus, Tuttofood, Sana e Vinitaly. Specifiche campagne di comunicazione dedicate al food, inoltre, sono finalizzate al contrasto del fenomeno “italian sounding” e a sollecitare il consumatore a leggere l'etichetta.

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