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CLARA MOSCHINI

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Trump senza tregua, rimette in pista i dazi

Tariffe al 10% e al 12,5% anche contro l'Ue: "per combattere il lavoro forzato"

Ci sarebbe da ridere se la questione non fosse, invece, tremendamente seria. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, infatti, ha deciso di imporre nuovi dazi. Ancora. Trump, di fatto, ricostruisce la "barriera tariffaria" che era stata abbattuta dalla Corte Suprema quando a febbraio scorso ha dichiarato illegittime le tariffe imposte (leggi notizia EFA News). A giugno il presidente aveva rilanciato sulle tariffe (leggi notizia EFA News) preannunciato quanto è avvenuto in queste ore. 

Il presidente Usa, come ricordiamo, ha rimesso i dazi circa 5 mesi fa, a febbraio 2026 (leggi notizia EFA News) ricorrendo a una legge americana che consentiva la misura "a tempo" cioè per 150 giorni. Il termine è scaduto oggi 24 luglio, così Trump ha posto rimedio alla cosa rimettendo in pista altre tariffe del 10% e del 12,5% che colpiscono Regno Unito, Messico, UE, Giappone, Taiwan e Corea del Sud..

Questi nuovi dazi, sottolineano oarecchi osservatori, evidenziano come Trump stia utilizzando nuovi strumenti per mantenere in vigore la sua politica commerciale distintiva, anche dopo che l'Alta Corte ha stabilito l'illegalità delle misure imposte in seguito al suo evento del "giorno della liberazione" nell'aprile 2025 (leggi notizia EFA News).

In un avviso pubblicato sul proprio sito web, il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Howard Lutnik ha dichiarato che le nuove misure si fondano sulla Sezione 301 del Trade Act del 1974, norma che consente all'amministrazione di agire senza ricorrere a poteri di emergenza. Questa volta, per imporre le nuove tariffe l'amministrazione ha accusato le 60 economie colpite dalle tariffe di non aver "imposto e fatto rispettare efficacemente il divieto di importazione di merci prodotte mediante lavoro forzato". L'introduzione dei nuovi dazi, infatti, fa seguito a un'indagine dell'amministrazione Trump sulle pratiche di lavoro forzato, parte dei tentativi di creare ulteriori basi giuridiche per imposte analoghe ai dazi del "giorno della liberazione" voluti dal presidente.

La mossa dell'amministrazione è giunta dopo che, lunedì scorso, il presidente aveva annunciato dazi del 50% su alcune merci canadesi e, la scorsa settimana, aveva imposto una tariffa del 25% su molte importazioni dal Brasile.

I  uovi dazi prevedono esenzioni per petrolio, gas e fertilizzanti, oltre che per altri beni non prodotti negli Stati Uniti, e includono deroghe per merci già soggette a specifici dazi legati alla sicurezza nazionale. Sono previste, inoltre, esenzioni per i beni scambiati nell'ambito dell'accordo del 2020 tra Trump, Canada e Messico.

Un portavoce della Commissione Europea ha dichiarato che gli ultimi dazi sono in linea con quanto concordato da UE e Stati Uniti nell'accordo commerciale dello scorso anno. Il blocco si è impegnato a eliminare i dazi sui prodotti industriali americani e su alcuni prodotti agricoli, a fronte della decisione statunitense di ridurre al 15% le tariffe sulla maggior parte delle merci UE. "Ciò conferisce inoltre un impulso positivo per proseguire il lavoro di valutazione di ulteriori esenzioni tariffarie e per approfondire la cooperazione", ha aggiunto il portavoce.

Un alto funzionario statunitense ha dichiarato che i dazi legati al lavoro forzato serviranno a "ripristinare l'equità nel mercato globale per i lavoratori americani" e a spingere i partner commerciali a "unirsi agli Stati Uniti nell'eliminazione del lavoro forzato dalle catene di approvvigionamento globali". Decisamente critico sulle nuove misure sanzionatorie il deputato statunitense Richard Neal, esponente di spicco dei Democratici nella commissione competente per il commercio. "Con la scadenza dei suoi dazi globali - dice Neal - Trump sta ancora una volta sfogliando i codici alla ricerca di qualsiasi base giuridica per mantenerli in vigore. La giustificazione odierna legata al lavoro forzato è troppo comoda per essere presa sul serio". 

Fc - 61984

EFA News - European Food Agency
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