Massiccio richiamo di gorgonzola nella gdo
Ritirati alcuni lotti a marchio Tapporosso e Idal per possibile presenza di Listeria monocytogenes
L'estate e il caldo torrido portano in prima pagina i rischi che sono collegati al cibo., primi fra tutti il formaggio. Lo dimostra l'avviso di richiamo delle vaschette da 200 grammi a marchio Tapporosso, con scadenza 5 settembre. Il richiamo ha come causa la possibile presenza di Listeria monocytogenes: il prodotto interessato è il lotto L126G22 con scadenza 05/09/2026, fabbricato da Granarolo a Casalino (NOI) per Centrale del Latte di Torino e ritirato in via precauzionale. Richiamato anche un altro lotto di gorgonzola, sempre da 200 grammi, questa volta a marchio Idal: si tratta del lotto 126622 prodotto da Granarolo con scadenza 5 settembre 2025.
Il richiamo, come detto, è precauzionale ossia l’azienda è intervenuta solo sulla base di un sospetto, senza attendere la conferma di una contaminazione. In questo caso la tempestività risulta essenziale visto che la listeria è un batterio che si comporta diversamente dagli altri: cresce anche in frigorifero. Per questo la catena Carrefour ha eseguito subito l'ordine di richiamo: la listeria, infatti, può crescere anche in frigorifero. L’azienda produttrice invita a non consumare il formaggio e a riportarlo al punto vendita, dove verrà rimborsato.
La maggior parte dei batteri alimentari accelera alle alte temperature e rallenta drasticamente alle basse: la Listeria monocytogenes no, continua a moltiplicarsi anche a 4 gradi, seppure lentamente.
Questo la rende particolarmente insidiosa nei prodotti pronti al consumo che restano in frigo per giorni, come i formaggi a pasta molle ed erborinati, i salumi affettati, il pesce affumicato. Alimenti che tra l’altro nessuno ricuoce prima di portarli in tavola. Un’altra caratteristica la distingue: il tempo di incubazione può essere molto lungo, da pochi giorni fino a diverse settimane. Chi si ammala fatica quindi a collegare i sintomi a ciò che ha mangiato e questo rende più difficile ricostruire i focolai.
Per una persona in buona salute un’eventuale infezione si manifesta di solito con sintomi lievi, simili a quelli di un’influenza intestinale: febbre, dolori muscolari, nausea, diarrea. Il quadro cambia per alcune categorie come le donne in gravidanza: sono le più esposte, perché l’infezione può avere conseguenze serie sul feto anche quando la madre avverte disturbi minimi. Rientrano tra i soggetti a rischio anche gli anziani, i neonati e chi ha difese immunitarie ridotte per terapie o patologie in corso.
EFA News - European Food Agency