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CLARA MOSCHINI

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Le nuove frontiere del latte

Un convegno sulla "filiera solida" organizzato dalla coop Compral Latte alla 79a mostra della Meccanica agricola di Saluzzo (CN)

"La Filiera Compral Latte: una solida realtà con lo sguardo rivolto al futuro”. È questo il titolo del convegno che si è svolto Alla 79ª Mostra della Meccanica Agricola di Saluzzo (CN), che si chiude oggi. Un incontro che “ha raccontato un modello che unisce territorio, qualità, ricerca e innovazione". Al centro del convegno, il percorso di Compral Latte e il rapporto con Inalpi, in una filiera integrata che mette in relazione allevatori, produzione, trasformazione e ricerca. 

Ad aprire i lavori sono stati Raffaele Tortalla, presidente di Compral Latte, e Marcello Pellegrino, direttore della cooperativa, che hanno illustrato la crescita e le prospettive della realtà cuneese. 

Compral Latte, con sede a Cuneo, ha iniziato la propria attività di raccolta nel 2010 e sta affrontando la sedicesima campagna lattiero-casearia: oggi conta 230 stalle conferenti distribuite tra le province di Cuneo, Torino, Alessandria e Asti e rappresenta oltre il 25% del latte raccolto in Piemonte. La cooperativa raccoglie circa 6.500 quintali di latte al giorno, per un valore complessivo di circa 133 milioni di euro.

Il convegno ha evidenziato una visione condivisa della filiera: Compral Latte con i suoi allevatori e il forte legame con il territorio, Inalpi come partner industriale per qualità, trasformazione e tracciabilità e Inalpi Nutrition come area dedicata alla ricerca e all'innovazione nutrizionale. Un percorso che parte dalla qualità della materia prima e guarda a un futuro nel quale conoscere sempre meglio il latte significa poterlo valorizzare meglio. Dalla quantità alla qualità, quindi, ma anche dalla qualità alla conoscenza: è questa la prospettiva che Compral Latte e Inalpi stanno sviluppando lungo la filiera.

“La crescita di Compral Latte è il risultato di un percorso costruito insieme ai nostri allevatori e basato sulla capacità di fare filiera - afferma Pellegrino - Oggi la sfida è continuare a valorizzare questa realtà non soltanto attraverso i numeri, ma attraverso una qualità sempre più riconoscibile, misurabile e capace di rispondere alle nuove esigenze dell'industria e dei consumatori. La collaborazione con Inalpi e il lavoro di ricerca sviluppato attraverso Inalpi Nutrition rappresentano in questo senso una prospettiva importante per il futuro”.

È proprio il concetto di qualità ad essere stato al centro del contributo di Riccardo Moretti, PhD e ricercatore del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell'Università di Torino, che ha affrontato il tema della lattoferrina e del passaggio dal latte “di quantità” al latte “di qualità”. Il miglioramento genetico delle bovine da latte si è storicamente concentrato sull'aumento della produzione e sulla concentrazione di grassi e proteine. 

Oggi l'attenzione si sta ampliando verso caratteristiche funzionali e sanitarie e, in prospettiva, verso una conoscenza sempre più approfondita delle diverse molecole presenti nel latte. In questo scenario la lattoferrina rappresenta una componente di particolare interesse: una glicoproteina naturalmente presente nel latte e in concentrazioni maggiori nel colostro, la cui capacità di legare il ferro è alla base di importanti studi sulle sue funzioni biologiche. 

A completare il quadro è stato Giacomo Astrua, nutrizionista di Inalpi Nutrition, con l'intervento dal titolo “Latte, nutrizione e salute: certezze e prospettive”. Astrua ha proposto una lettura del latte nella sua complessità, superando la valutazione basata sui singoli nutrienti e richiamando il concetto di matrice alimentare, nella quale i diversi componenti interagiscono e possono influenzare il modo in cui vengono digeriti, assorbiti e utilizzati dall'organismo. 

In una dieta equilibrata, il latte rappresenta una fonte importante di calcio e di proteine di elevata qualità, caratterizzate da completezza e buona utilizzabilità. 

Particolare attenzione è stata dedicata alla complementarità tra proteine whey e caseina: le prime sono rapidamente disponibili, mentre la caseina presenta una digestione più lenta e prolungata. Una caratteristica che rende l'insieme delle proteine del latte particolarmente interessante sia nell'alimentazione sportiva sia nel mantenimento della massa muscolare, tema sempre più rilevante anche con l'avanzare dell'età. 

All'interno di questa visione si inserisce anche la lattoferrina, che Astrua ha indicato come una delle componenti sulle quali la ricerca sta concentrando crescente attenzione: le sue caratteristiche biologiche la rendono una molecola promettente, ma ancora oggetto di studio. 

Ed è proprio su questo terreno che si colloca il lavoro di Inalpi Nutrition, impegnata in attività di ricerca e sviluppo anche attraverso studi sul latte fermentato con lattoferrina. 

Fc - 62852

EFA News - European Food Agency
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