Grana Padano: vendite al dettaglio crescono a due cifre a luglio
A fine anno la quota di mercato italiana potrebbe superare quella estera
"In Italia le vendite al dettaglio di Grana Padano stanno andando a gonfie vele. Ce lo aspettavamo, ma constatarlo è sempre una gradita conferma". A riferirlo è Stefano Berni, direttore generale del Consorzio del Grana Padano, commentando i dati retail di luglio 2026 che nel nostro Paese confermano un andamento particolarmente positivo per il formaggio Dop.
"A luglio le vendite retail in Italia hanno registrato", ha fatto sapere il direttore generale, "un incremento del 11,9%, portando, insieme al Trentingrana, la quota di mercato al 48,6%. Di segno opposto l’andamento degli altri principali segmenti: il Parmigiano Reggiano ha segnato una contrazione del 12,9%, mentre i formaggi similari sono diminuiti del 7,7%". Positivo anche il risultato nel canale cash & carry, dove il Grana Padano ha registrato un aumento del 4,8%, a fronte di vendite stabili per i similari e di una flessione dell’8% per il Parmigiano Reggiano.
Ancora più marcato è il risultato cumulato da gennaio a luglio 2026. Come ha fatto notare Berni, nel retail italiano il Grana Padano ha messo a segno una crescita del 14,5%, raggiungendo uno share del 48,8%. Nello stesso periodo il Parmigiano Reggiano ha subito una flessione del 15,3%, con una quota del 27%, mentre i similari hanno perso il 2,5%, attestandosi al 24,2%.
Nel canale cash & carry, nei primi sette mesi dell’anno, risultano in crescita tutte le referenze di Grana Padano. Particolarmente significativo il dato del grattugiato senza crosta, che raggiunge una quota del 35,6% nel retail e arriva addirittura all’87,2% nel cash & carry.
Tra le evidenze più significative dei dati Circana c’è infine il ruolo del Sud Italia, che a luglio ha registrato un incremento delle vendite del 20,2%, risultando l’area con la crescita più elevata.
In termini di composizione del mercato, il Sud Italia rappresenta il 34% del totale delle vendite. Seguono il Nord Ovest, con il 27,8%, il Centro, con il 23,2%, e infine il Nord Est, che si colloca al 15%.
Se la tendenza dei primi mesi dell’anno dovesse essere confermata, come ha precisato il direttore generale, la proiezione a fine 2026 potrebbe riportare, a sorpresa, la quota dei consumi di Grana Padano in Italia nuovamente al di sopra, seppure di poco, di quella relativa ai mercati esteri.
La crescita oltreconfine rimane comunque positiva: nei primi cinque mesi dell’anno si colloca sopra l’1,4%, ma a un livello inferiore rispetto all’incremento registrato sul mercato italiano.
Per Berni, proprio l’evoluzione della domanda interna richiede però attenzione sul fronte produttivo. "Vista la tendenza dei prossimi mesi, che depone per una crescita importante ma meno vistosa dei mesi scorsi, ebbene non ripetere nel periodo agosto, settembre e ottobre le esagerate produzioni di questi tre mesi del 2025, per non vanificare gli incoraggianti riscontri di mercato conseguenti a un exploit di consumi italiani così lusinghieri".
EFA News - European Food Agency