It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Igp, dop economy e non solo...

Confronto a Milano organizzato da Lactalis sul ruolo strategico delle produzioni certificate e dei grandi brand italiani

Lactalis, prima realtà del settore agroalimentare per presenza e capillarità sul territorio italiano, con marchi come Galbani, Parmalat, Vallelata, Zymil, Ambrosi e Mandara, ha ospitato presso il suo headquarter a Milano l'evento “Indicazioni Geografiche e non solo: la DOP Economy e il valore delle produzioni italiane nei mercati”. Un momento di confronto tra istituzioni, imprese e mondo accademico dedicato al ruolo strategico delle produzioni certificate e dei grandi brand italiani nel rafforzare la competitività del Made in Italy. 

Nel corso dell'incontro, Mauro Rosati, direttore di Fondazione Qualivita, ha presentato il suo saggio edito da Treccani: “La filosofia della DOP Economy”, evidenziando il valore delle Indicazioni Geografiche come leva di crescita per il sistema agroalimentare nazionale. Un modello che integra qualità certificata, identità territoriale e sostenibilità e che rappresenta una risposta concreta alle sfide poste dall'evoluzione dei mercati globali, dall'aumento dei costi produttivi e dai cambiamenti nei comportamenti di consumo.

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste di Regione Lombardia, e di Vittorio Fiore, Direttore Corporate Affairs, Communication & Sustainability di Lactalis Italia. A seguire la tavola rotonda “Produrre in Italia, competere nel mondo” a cui hanno partecipato Mauro Rosati, Massimiliano Bruni, docente di Economia presso l’Università IULM, il vicedirettore del Corriere della Sera Federico Fubini e Giovanni Pomella, amministratore delegato del Gruppo Lactalis Italia.

“DOP e prodotti di marca non sono modelli alternativi, ma strumenti complementari che permettono di valorizzare qualità, tradizione e innovazione - spiega il ceo di Lactalis Italia Giovanni Pomella - Grazie a una presenza capillare sui territori e a una rete commerciale che raggiunge 115 Paesi, Lactalis sostiene lo sviluppo delle produzioni italiane attraverso investimenti, collaborazione lungo la filiera e iniziative volte a rafforzare il ruolo dell'agroalimentare nazionale sui mercati globali. Per continuare a crescere dobbiamo proteggere le nostre filiere e, allo stesso tempo, competere sui mercati, offrendo livelli diversi di accessibilità in termini di qualità e prezzo. L’industria di marca parte dal territorio e dalla maestria produttiva e, grazie alla capacità di trasformazione e distribuzione, può portare le eccellenze italiane a un pubblico più ampio”.

Con una quota pari a circa il 40% dell’export caseario italiano, oltre 105.000 tonnellate di formaggi esportate in 115 Paesi e un fatturato estero di circa 900 milioni di euro, Lactalis si conferma uno dei principali ambasciatori del Made in Italy nel mondo. Una crescita sostenuta da investimenti continui, innovazione e ampliamento dell’offerta. Per il 2026, Lactalis Italia ha previsto oltre 40 milioni di euro per la valorizzazione del Made in Italy, tra impianti industriali, comunicazione e marketing, con l’obiettivo di sostenere le produzioni italiane e rafforzarne riconoscibilità e diffusione. 

Il gruppo Lactalis è, inoltre, il principale operatore in Italia nella valorizzazione dei formaggi DOP, con un portafoglio che comprende 8 Denominazioni di Origine Protetta: Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Mozzarella di Bufala Campana, Taleggio, Montasio, Pecorino Toscano e Quartirolo Lombardo. Un impegno che si inserisce in una visione industriale di lungo periodo che pone al centro qualità, origine e autenticità quali fattori distintivi e leve fondamentali di competitività. A conferma di questo percorso, nell'ultimo anno i marchi Castelli, Ambrosi e Mandara hanno ottenuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. Tra questi, il prestigioso Casello d'Oro 2026, assegnato alla forma di Parmigiano Reggiano prodotta dal caseificio matricola 811 di Casearia Castelli, riconosciuto come miglior caseificio del concorso.

Fc - 63252

EFA News - European Food Agency
Similar