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CLARA MOSCHINI

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Dazi/2: danno da 240 milioni di euro per i formaggi

Le previsioni di Assolatte sull’export caseario negli States

La proposta dell’amministrazione USA di imporre dazi aggiuntivi (il 100% in valore) su tutti i formaggi esportati dal nostro paese avrebbe un impatto devastante per l’economia del nostro settore. È quanto emerge dalle analisi di Assolatte sull’export caseario negli States.

La proposta dell’amministrazione Usa di imporre dazi aggiuntivi (il 100% in valore) su tutti i formaggi esportati dal nostro paese avrebbe un impatto devastante per l’economia del nostro settore. È quanto emerge dalle analisi di Assolatte sull’export caseario negli States. Nell’ambito della disputa tra l’UE e gli USA sugli aiuti di Stato nel settore aeronautico, l’Office of United States Trade Representative (USTR) ha pubblicato due elenchi di prodotti sui quali si minacciano elevatissimi dazi aggiuntivi. Nelle liste sono inclusi tutti i formaggi italiani esportati negli Usa, prodotti che per volume, valore e fama sono indubbiamente i più impattanti sul totale dell’export: Pecorino Romano, Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola e Provolone. 

"Nel 2018 - dichiara Assolatte -, le nostre imprese hanno esportato 31,5 mila tonnellate di formaggi, per un valore pari a 273 milioni di euro e un prezzo medio franco frontiera di 8,7 €/kg. Con i dazi attuali (che ammontano al 15% in valore e riguardano buona parte dei nostri prodotti, con la sola eccezione del pecorino), il valore delle imposte che abbiamo versano alle casse USA è ammontato a circa 30 milioni di euro, con un’incidenza di circa un euro per kg di formaggio esportato". Se la minaccia Usa di applicare dazi ad valorem del 100% su tutti i prodotti diventasse realtà, l’impatto ammonterebbe a 240 milioni di euro. In un attimo, il costo dei nostri formaggi lieviterebbe di 7,5 euro/kg: sarebbe la fine del mercato statunitense per i nostri formaggi. Rispetto al valore complessivo dell’export europeo verso gli Usa (500 miliardi di dollari), i formaggi italiani rappresentano lo 0,06% del totale e secondo le misure immaginate dal presidente Trump il nostro settore dovrebbe sobbarcarsi quasi il 2% dei dazi aggiuntivi. "Senza dimenticare – conclude Assolatte – che l’Italia non ha nulla a che fare con la querelle dei sussidi ad Airbus e che i formaggi non dovrebbero essere presi in considerazione in una disputa che riguarda un settore così lontano da quello alimentare. Gli stessi principi generali dell’OMC prevedono che possano essere oggetto di una contromisura commerciale solo i prodotti rientranti nel settore per cui è stata accertata una violazione". 

L'associazione si augura fortemente che il dialogo tra Commissione europea e amministrazione Usa possa portare i suoi frutti e che i ministri Centinaio e Di Maio attivino ogni possibile iniziativa per scongiurare il pericolo. 

mtm - 8440

EFA News - European Food Agency
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