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CLARA MOSCHINI

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Dazi/3: il commento di Assolatte

"Le guerre commerciali fanno solo danni", sottolinea il presidente Giuseppe Ambrosi

Anche Asiago, Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Gorgonzola, Mozzarella figurano nella lista finale dei prodotti sottoposti a dazi aggiuntivi.

“Tutto come previsto: gli Stati Uniti colpiranno i formaggi italiani, che saranno la vittima sacrificale per le azioni commesse da altri Stati membri dell’Ue in un settore ben lontano da quello alimentare”. Commenta così il presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi, la pubblicazione della lista dei prodotti europei sui quali gli Stati Uniti dal prossimo 18 ottobre applicheranno dazi aggiuntivi nell’ambito della disputa Airbus. Dopo aver ricevuto il parere favorevole dell’Arbitrato Wto, l’Office of the United States Trade Representative (Ustr) ha pubblicato la lista finale dei prodotti che saranno soggetti a dazi aggiuntivi pari al 25% del loro valore, da aggiungere alle tariffe attuali. Asiago, Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Gorgonzola, Mozzarella e altri prodotti lattieri subiranno un danno da questa grave ritorsione commerciale, conferma Assolatte. 

Anche sul Pecorino Romano, che fino ad oggi entrava negli States a dazio zero, graverà una tariffa del 25% ad valorem, nonostante gli Stati Uniti non abbiano produzioni casearie ovine a livello nazionale. A dispetto delle previsioni più pessimistiche, i dazi che verranno applicati saranno inferiori al 100% del valore dei prodotti, ma il danno che subiranno le esportazioni italiane è oggettivo. La misura costerà al settore caseario diversi milioni di euro e metterà in difficoltà le imprese italiane. “Abbiamo investito molto nel mercato Usa, che oggi, con un valore che sfiora i 300 milioni di euro, rappresenta la quarta destinazione dei nostri formaggi. Ora – prosegue Ambrosi - serve uno sforzo congiunto delle istituzioni italiane e comunitarie per non vanificare gli investimenti e il lavoro fatto da imprenditori in questi anni”. 

Con l’applicazione dei nuovi dazi, i formaggi italiani saranno inevitabilmente meno competitivi con il rischio di essere sostituiti dalle produzioni locali, spesso scarse imitazioni delle nostre eccellenze. Urgono quindi misure compensative e ulteriori fondi per la promozione del Made in Italy caseario nel mercato statunitense. “Ora l’Ue e gli Usa devono sedersi ad un tavolo e trovare un compromesso: una guerra da 7,5 miliardi di dollari brucia redditi e posti di lavoro in Italia, nell’Ue e anche negli Usa. Le guerre commerciali – conclude Ambrosi - non portano a nulla, fanno solo danni. Questo è il risultato che si raggiunge se si preferisce il protezionismo agli accordi di libero scambio”.

mtm - 9210

EFA News - European Food Agency
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