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CLARA MOSCHINI

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Unaitalia/2: nel lockdown boom delle uova

Ma nel 2020 peserà la riduzione dei flussi turistici, soprattutto dall’estero, e il blocco della ristorazione aziendale e di comunità

Il 2020 per le carni avicole e uova è ancora un’incognita. Sul fronte dei consumi, la produzione e il mercato delle carni avicole hanno risentito degli aggiustamenti innescati dalle nuove dinamiche causate dall’emergenza Covid-19. E' quanto emerge dall'assemblea di Unaitalia svoltasi oggi. “Dovremo affrontare una domanda sempre più altalenante dovuta allo spostamento degli acquisti sul retail (Gdo e dettaglio tradizionale), a discapito dei consumi fuori casa che registrano un calo consistente delle vendite nel canale Horeca”, spiega il presidente Antonio Forlini. “Una perdita importante, seppur più contenuta rispetto ad altri comparti dell’agroalimentare, non compensata però dalla crescita dei consumi domestici”. 

Secondo i dati Ismea sui consumi domestici delle famiglie italiane nel primo trimestre, durante il lockdown il segmento più dinamico è stato quello delle uova, vere star del carrello, che chiudono il primo trimestre 2020 con un +14%, dopo settimane in cui le vendite hanno superato del 50% il valore dello stesso periodo dell’annata precedente. Per quanto riguarda le carni fresche l’aumento generale è stato del 6,3%, trainato soprattutto dalle vendite di carni bianche, che dopo un +20% nelle prime settimane di marzo, si sono assestate su un dato trimestrale del +8,9%. Se nelle prime settimane di lockdown l’andamento è stato favorevole per via di una domanda particolarmente dinamica a cui il settore ha ben risposto grazie a una forte integrazione verticale della filiera, da aprile le dinamiche di mercato sono cambiate. 

“La pressione della domanda sulle carni avicole – ha spiegato Forlini - si è sensibilmente ridotta a partire da fine aprile a causa della minore capacità di spesa dei consumatori, per la mancanza di liquidità indotta dalla crisi. Auspichiamo un ritorno alla “normalità” in tempi medi e una stabilizzazione della domanda e dell’offerta. Le vendite nei canali fuori casa, anche se in ripresa dopo il lockdown, non toccheranno comunque i volumi dell’anno precedente a causa della riduzione dei flussi turistici, soprattutto dall’estero, e del blocco della ristorazione aziendale e di comunità”. Anche per le uova, che almeno per le vendite nella Gdo sembrano non risentire del passaggio dalla fase 1 alla fase 2 del lockdown, si segnala la difficoltà nel segmento degli ovoprodotti, destinati all’industria alimentare e alla ristorazione collettiva.

red - 12369

EFA News - European Food Agency
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