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CLARA MOSCHINI

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"Veggie meat" approvata da Bruxelles

Assocarni: "Resta sempre possibile ottenerne il divieto a livello nazionale"

“Una non scelta che va innanzitutto contro i consumatori “ così Luigi Scordamaglia, presidente di Assocarni, commenta la votazione che si è appena conclusa a Bruxelles e che di fatto permette l'uso delle denominazioni della carne per i prodotti veg. “Ma attenzione", prosegue Scordamaglia, "non è un via libera all’uso sconsiderato delle denominazioni, resta sempre possibile ottenerne il divieto a livello nazionale, bypassando la perdurante paralisi decisionale a cui l’Europa ci ha ha abituati”. Il riferimento è alla possibilità di procedere attraverso pronunciamenti da parte della Corte di Giustizia, così come già accaduto con il latte, o con l'iniziativa di singoli stati membri così come già fatto da Spagna e Francia. 

“La trasparenza è stata sacrificata a beneficio dell'interesse di poche multinazionali, prosegue proseguono dall'Associazione nazionale industria e commercio carni e bestiame. "Così facendo stiamo suggerendo che un preparato vegetale abbia lo stesso valore culturale e nutrizionale di una bistecca, di un hamburger o di una salsiccia, le etichette raccontano un'altra verità”. 

Scordamaglia conclude ricordando che l'Italia ha un patrimonio di know how e di tradizioni unico al mondo in questo settore, "per questo ora è importante che la discussione non venga archiviata ma che si porti avanti una battaglia di trasparenza con decreti nazionali e con norme di trasparenza che informino completamente i consumatori anche dei procedimenti di ultra-trasformazione artificiale di questi prodotti a base vegetale”. 

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EFA News - European Food Agency
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