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CLARA MOSCHINI

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Filiera da 40 miliardi l’anno ridotta di un terzo

Federvini: "Ridurre almeno del 5% le accise sugli spirits"

Il Covid e le enormi incertezze del quadro internazionale stanno erodendo due delle eccellenze del paese, la filiera vinicola e quella degli spiriti. Alle difficoltà del settore vino si aggiunge lo scenario più complesso del settore spiriti che, ormai da un anno, sta subendo un dazio ad valorem del 25% sul proprio export in Usa, primo mercato di destinazione. A quelli statunitensi si sommano i nuovi recentissimi dazi Ue sugli spiriti americani (vedi articolo EFA News del 10-11-20). Parliamo di settori che complessivamente contano oltre 340.000 aziende e che occupano più di 1 milione di addetti ossia circa il 5% della forza lavoro totale in Italia. Un comparto che tra fatturato complessivo e indotto vale circa 40 miliardi di Euro, ossia il 2% del Pil nazionale. L’equivalente della manovra economica prevista dal Governo nel 2021 e circa 6 volte la cifra messa a disposizione dal Governo con il decreto legge Ristori.

Da ottobre 2019 ad oggi il valore della filiera è precipitato di circa un terzo. Maurizio Cibrario presidente onorario di Martini & Rossi, ha commentato: “Il valore complessivo generato anche dai settori collegati al nostro comparto sta subendo una perdita netta che, al momento, possiamo stimare intorno al - 30% ma che rischia di essere rivista in termini peggiorativi. L’emergenza sanitaria, il difficilissimo scenario internazionale, sono ostacoli giganteschi che le nostre aziende non possono affrontare da sole. Auspichiamo interventi rapidi ed efficaci da parte del nostro Governo”.

Bob Kunze-Concewitz, Ceo di Campari Group, ha aggiunto: "Il settore delle bevande spiritose ha più volte richiesto l’abrogazione del contrassegno di stato, strumento di tracciamento obsoleto e superato, quale prima misura di ristoro soprattutto a sostegno dei piccoli e medi produttori. Appare poi del tutto evidente come il continuo aggravarsi della situazione necessiti di un intervento ben maggiore”. Infine Sandro Boscaini, presidente di Federvini, afferma che non è sufficiente quanto fatto per il mercato del vino, mentre quello delle bevande spiritose, è un settore che, ad oggi, non ha ricevuto misure di sostegno. "Fermo restando ogni possibile supporto all’export per tutti i settori rappresentati, il settore spiriti necessita oggi anche di misure di maggiore impatto. Una riduzione quantomeno del 5% delle accise sulle bevande spiritose e sui prodotti intermedi potrebbe, soprattutto in chiave prospettica, favorire una possibile ripresa del comparto".

hef - 14827

EFA News - European Food Agency
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