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CLARA MOSCHINI

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Natale a basso impatto su mari e oceani, con decalogo Msc

"Continuiamo a proteggerci dal virus, ma non dimentichiamo di proteggere l’ambiente"

Con il pesce che sarà protagonista del 75% delle tavole della sola vigilia di Natale, è necessario darsi da fare per proteggere le risorse ittiche, minacciate dalle pressioni della pesca eccessiva, dell’inquinamento e del cambiamento climatico. Per questo motivo Marine Stewardship Council (Msc), organizzazione non profit che lavora per promuovere la sostenibilità ittica, ha raccolto qualche suggerimento per delle feste all'insegna del rispetto degli oceani e della vita in essi contenuta.

Secondo una ricerca pubblicata lo scorso anno da Fedagripesca - Confcooperative, la spesa per pesce, molluschi e crostacei consumati alla sola vigilia supera i 500 milioni di Euro. L'organizzazione consiglia di acquistare prodotti ittici provenienti da stock in salute, gestiti responsabilmente e con il minimo impatto sull’ecosistema. La presenza del marchio blu di Msc sulla confezione assicura che tutte queste condizioni siano state rispettate secondo rigorosi principi scientifici, e garantisce inoltre la tracciabilità in ogni step della catena di approvvigionamento. I prodotti ittici da acquacoltura rappresentano un’altra forma di contrasto alla pesca eccessiva. Il marchio di Acquaculture Stewardship Council (Asc) certifica che questi provengono da allevamenti responsabili, che minimizzano i propri impatti ambientali e sociali.

L'organizzazione suggerisce di evitare la plastica usa e getta, di prestare attenzione alla raccolta differenziata e di utilizzare sacchetti realmente biodegradabili per la raccolta della frazione umida. Importante prediligere alimenti di provenienza biologica, che evitano il riversamento di pesticidi nelle acque dei fiumi e dei mari: secondo l’Ispra, questi sono presenti nel 67% delle acque superficiali. Dopo le fritture natalizie è essenziale raccogliere l’olio esausto in un flacone da consegnare all’isola ecologica. Attenzione anche ai detersivi utilizzati per casa, pentole e stoviglie: quelli chimici contengono solfati e derivati del petrolio con un elevato impatto sull’ambiente. Quando raggiungono mari e fiumi attraverso le fognature causano la proliferazione di micro alghe che entrano in competizione con i pesci per l’ossigeno, un fenomeno conosciuto come eutrofizzazione. Consigliato l'utilizzo detersivi naturali al 100%, realizzati esclusivamente con materie prime di origine vegetale.

In merito ai regali via libera a borracce (che risparmiano l’acquisto di bottiglie di plastica), oggetti riciclati o venduti da organizzazioni non profit che destinano parte del ricavato alla conservazione degli ecosistemi marini. L’Ispra, ha stimato che nel 2020 saranno tra 160mila e 440mila le tonnellate di mascherine da smaltire con il fuoco purificatore. Se anche solo l’1% delle mascherine utilizzate durante le feste venisse smaltito in modo non corretto, si avrebbero milioni di mascherine disperse nella natura, comprese le acque di fiumi e mari. "Anche a Natale, continuiamo a proteggerci dal virus, ma non dimentichiamo di proteggere anche l’ambiente smaltendo correttamente le mascherine nei rifiuti indifferenziati", sostiene Msc. L'organizzazione suggerisce di raccogliere i rifiuti abbandonati nella natura durante la passeggiata per smaltire il pranzo di Natale, o per prendere una boccata d’aria tra una sessione di smart working e l’altra. Infine, in merito ai viaggi Msc suggerisce di attendere tempi migliori programmando la prossima partenza a supporto dei nostri mari, cercando organizzazioni che propongono campi estivi di eco-volontariato ambientale per i più giovani e non solo.

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