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CLARA MOSCHINI

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Puglia: rubate 35.000 barbatelle alla cantina Rivera

Le piantine erano parte di un progetto iniziato negli anni Novanta

“Un durissimo colpo”. Con queste parole Carlo de Corato, 82 anni e da 50 vendemmie patron della Rivera, cantina storica della Puglia enologica, ha commentato il furto di 35.000 barbatelle che l’azienda avrebbe dovuto utilizzare in questi giorni per l’impianto di 10 nuovi vigneti. Si trattava dell’ultimo atto di un progetto di ricerca sulle varietà autoctone del territorio: Bombino Nero e Nero di Troia. Il lavoro di ricerca era stato avviato agli inizi degli Anni '90, con la collaborazione del professor Attilio Scienza, proseguito con il Crea di Turi ed era giunto al momento dell’impianto della terza generazione delle selezioni massali individuate per fornire materia prima per i vini aziendali. Tra questi le 3 Docg di Castel del Monte: Puer Apuliae Castel del Monte Nero di Troia riserva, il Falcone Castel del Monte rosso riserva, e il Pungirosa Castel del monte Bombino Nero.

Solo dopo appena 2 giorni di lavoro per la messa a dimora delle barbatelle innestate con le 3 selezioni aziendali di Nero di Troia e 2 di Bombino Nero, l’amara sorpresa: dei ladri si sono infatti introdotti in cantina e hanno sottratto le 35.000 barbatelle ancora da impiantare, mettendo così a rischio l’intero progetto.“Per chi ha commesso il furto si tratta solo merce da piazzare in qualche maniera sul mercato nero, ma per noi e per l’intero territorio vitivinicolo quelle barbatelle rappresentano il futuro. Per fortuna non tutto è perduto perché il vivaio ne aveva ancora qualche migliaio da cui ripartiremo. Di certo non ci fermiamo e non sarà certo questo l’ultimo vigneto che pianto”, ha commentato de Corato.

Le barbatelle di vite innestate sono tralci, o meglio talee di vite innestate soggette a particolare lavorazione (che richiede impegno, tecnica ed esperienza) grazie alla quale viene stimolata l’emissione di radici, la cosiddetta barba da cui deriva appunto il termine barbatella.

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