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CLARA MOSCHINI

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Grana Padano: ancora in ritardo sul benessere animale

Dichiarazioni generiche dal Consorzio dopo la denuncia di Essere Animali

“Stiamo lavorando a favore del benessere animale con grande partecipazione di tutto il nostro sistema e laddove si evidenzino comportamenti anomali avremmo piacere che ci venisse segnalato per poter intervenire al fine di bloccare attività difformi dalle regole e velocizzare pertanto il nuovo percorso dedicato al benessere animale”. Sono le blande parole di Stefano Berni, il direttore generale del Consorzio Tutela Grana Padano, dopo la denuncia di Essere Animali, rilanciata dal Salvagente, sul maltrattamento di vitelli in un allevamento bergamasco del sistema del Grana Padano.

Di fronte alla denuncia e alle immagini rilanciate dagli animalisti, il consorzio ribatte con dichiarazioni d'intenti generiche e senza fissare obiettivi e date precise sull'inserimento della questione del benessere animale nel disciplinare di produzione.

"Il Consorzio di Tutela - recita una nota - definirà l’adozione di un sistema che presto diverrà obbligatorio per misurare il benessere animale in modo oggettivo e definito, individuando criteri finalizzati alla cura, allo stato di salute, alla libertà di movimento, all’accesso al cibo e all’acqua adottando un protocollo finalizzato al benessere animale e all’aumento della sostenibilità".

Non ci sono indicazioni sui tempi anche se, secondo il consorzio, "tutte le stalle sono e saranno periodicamente valutate sul benessere animale al fine che tutto il latte conferito a divenire Grana Padano DOP provenga da allevamenti sottoposti ai risultati positivi della valutazione e quindi alla eliminazione dal circuito Grana Padano del latte proveniente da stalle che non rispetteranno i requisiti necessari".

“Il Consorzio tutela Grana Padano - conclude forse con troppa enfasi Berni - è stato tra i primi impegnato sul benessere animale e sulla sostenibilità perché lo ritiene un obiettivo irrinunciabile e prioritario. I comportamenti maldestri di pochi non possono gettare ombre su tutti i 4000 allevatori che con impegno rispetto e attenzioni ogni giorno operano nelle stalle. Ci spiace, a causa di pochissimi, che sia stato messo in discussione il nostro impegno su questi temi che sono per noi da tempo una priorità e un obiettivo strategico irrinunciabile”.

agu - 19999

EFA News - European Food Agency
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