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CLARA MOSCHINI

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Diete Plant based: l'impatto (non sempre positivo) su salute e ambiente

Lo studio dell'Organizzazione mondiale della sanità/Allegato

Oggigiorno sempre più sostituti vegetali di latticini e carni sono presenti sugli scaffali dei supermercati e anche l'alimentazione vegana si fa strada tra le abitudini di diversi consumatori. Tuttavia, secondo un nuovo studio questi surrogati potrebbero non essere salutari, né per l'uomo né per l'ambiente. L’Organizzazione mondiale della sanità, ha reso pubblica una ricerca sull'impatto delle diete costituite dai sostituti vegetali, nella quale vengono sollevati dubbi sull'efficacia positiva di questi alimenti ultra-trasformati. Si tratta di prodotti con un'elevata densità energetica, un alto contenuto di sodio, grassi saturi e zuccheri semplici. Viceversa, risultano poveri di fibre, di vitamine e di minerali essenziali.

"Il loro valore nutritivo non coincide con quello dei cibi animali naturali che pretendono di sostituire", si legge nello studio. Inoltre, dalle analisi emerge che il loro consumo a lungo termine può avere impatti negativi sulla salute umana. L'Oms suggerisce di “non mettere la carne al centro della propria dieta”, limitandone il consumo, ma di non escluderla completamente. Infatti, questa proteina apporta alcuni micronutrienti dei quali l'uomo non può fare a meno, come il ferro, la vitamina A e lo zinco.

L'Oms ha specificato che: “nonostante i benefici per la salute di una dieta ricca di alimenti a base vegetale, non tutte le diete a base vegetale sono salutari”. Tuttavia, è possibile seguire una dieta vegana "salutare" purché si inseriscano in maniera alternativa i micronutrienti fondamentali come la vitamina D e la vitamina B12 (che si trovano principalmente in fonti animali). Nel caso specifico della vitamina D, l'alternativa potrebbe essere anche un'adeguata esposizione al sole. Secondo l'Organizzazione è importante introdurre cibi vegetali sani, interi e minimamente lavorati, come i cereali integrali, la frutta e la verdura, legumi, noci e semi. Lo studio "addita" le diete vegetali basate su alimenti ultra-lavorati, come le imitazioni di salsicce, pepite e hamburger o bevande come il "latte" di mandorla e di avena, e il "formaggio" e lo "yogurt" a base vegetale. Questi cibi sono formulazioni di sostanze derivate da alimenti interi, come amidi, zuccheri, grassi e proteine isolate, e spesso contengono aromi, coloranti, emulsionanti e altri additivi cosmetici per migliorare la durata di conservazione, l'appetibilità e l'attrattiva visiva.

“Le diete vegetali possono essere molto diverse l'una dall'altra e non dovrebbero automaticamente essere considerate sane. I principali punti ciechi rimangono quando si tratta della composizione nutrizionale di questi prodotti surrogati, e come contribuiscono alla qualità e alla varietà alimentare”, ha spiegato il dottor Kremlin Wickramasinghe, capo dell'ufficio europeo dell'Oms per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili. Ed ha aggiunto: “questa mancanza di informazioni impedisce ai governi di formare linee guida dietetiche efficaci, con potenziali conseguenze negative per la salute della popolazione”.

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EFA News - European Food Agency
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