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CLARA MOSCHINI

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Boccata d'ossigeno per i formaggi italiani: la Cina taglia i dazi

Il ministero del Commercio di Pechino annuncia una nuova forchetta tra il 9,5 e l’11,7%

L’export di formaggi italiani tira un sospiro di sollievo: le autorità cinesi, infatti, hanno annunciato la riduzione dei dazi che avevano deciso di imporre dal 23 dicembre 2025. Il Mofcom, il ministero del Commercio cinese, poco prima di Natale, lo ricordiamo, aveva annunciato dazi provvisori tra il 21,9% e il 42,7% su una serie di prodotti lattiero-caseari tra cui formaggi freschi e trasformati ma anche latte e creme (leggi notizia EFA News). Adesso il ministero annuncia una nuova forchetta compresa tra il 9,5% e l’11,7%.

Una boccata di ossigeno, dunque, per uno dei settori cardine dell’alimentare made in Italy con esportazioni per circa 6 miliardi di euro. L'iniziativa del Mofcom di Pechino era stata decisa in base a un'indagine contro le sovvenzioni avviata dalle autorità cinesi nell'agosto del 2024: l'indagine, che dovrebbe concludersi in questo mese di febbraio 2026, è sempre stata considerata una misura di ritorsione contro Bruxelles dal momento che è stata avviata il giorno dopo l'annuncio europeo di imporre dazi elevati sui veicoli elettrici prodotti in Cina.

Adesso sembra che Pechino sia giunta a più miti consigli probabilmente dopo che il ministero del Commercio ha tirato le prime somme, nei giorni scorsi, sullo stato di avanzamento delle consultazioni Cina-UE sul caso anti-sovvenzioni dell'UE relativo ai veicoli elettrici a batteria cinesi. Come ha reso noto lo stesso Mofcomm in una nota ufficiale, "al fine di attuare il consenso del Vertice Cina-UE e risolvere adeguatamente il caso anti-sovvenzioni dell'UE relativo ai veicoli elettrici a batteria cinesi, Cina e UE hanno condotto diversi cicli di consultazioni in uno spirito di reciproco rispetto". 

"Entrambe le parti - spiega la nota - ritengono necessario fornire orientamenti generali sugli impegni sui prezzi per gli esportatori cinesi che esportano veicoli elettrici a batteria per passeggeri (BEV) nell'UE, consentendo loro di affrontare le relative preoccupazioni in modo più pratico, mirato e coerente con le norme dell'OMC". 

"A tal fine - prosegue il comunicato di Pechino - l'UE ha pubblicato il Documento di Orientamento sulla Presentazione delle Offerte di Impegno sui Prezzi, in cui l'UE riconosce che valuterà ogni offerta di impegno sui prezzi in base agli stessi criteri giuridici in modo obiettivo ed equo, seguendo il principio di non discriminazione e in conformità con le norme dell'OMC pertinenti". 

"I progressi - prosegue la nota del Mofcom - riflettono pienamente lo spirito di dialogo e gli esiti delle consultazioni tra Cina e UE. Ciò dimostra che sia la Cina che l'UE hanno la capacità e la volontà di risolvere adeguatamente le divergenze attraverso il dialogo e la consultazione nel quadro delle norme dell'OMC e di preservare la stabilità delle filiere industriali e di fornitura del settore automobilistico in Cina, nell'UE e nel mondo intero. Ciò contribuisce non solo a garantire un sano sviluppo delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Unione Europea, ma anche a salvaguardare l'ordine commerciale internazionale basato sulle regole".

Soddisfazione di Assolatte 

Come che sia, la notizia della riduzione dei dazi cinesi fa bene al settore lattiero caseario italiano, come conferma Assolatte. "Il nuovo livello tariffario - commenta il presidente Paolo Zanetti riportato da Il Sole 24 Ore - rappresenta indubbiamente un sollievo per il settore. Con una tariffa massima all’11,7% il mercato resta praticabile. Il merito va al lavoro coordinato della Commissione Europea, dei governi nazionali e delle aziende coinvolte, numerose delle quali italiane ma anche francesi, spagnole".

"Si tratta indubbiamente di un risultato positivo - aggiunge Zanetti - che ridimensiona una penalizzazione che abbiamo subito ancora una volta per motivazioni del tutto estranee al nostro settore. Questo risultato ci compensa almeno in parte anche di un’altra amarezza, quella di essere stati del tutto esclusi dal recente accordo Ue-India. Il settore lattiero caseario è stato, infatti, tagliato fuori dal negoziato per il divieto, in India, di utilizzo di caglio animale non adatto a consumatori vegetariani quali sono la maggioranza degli indiani. Una decisione che non siamo riusciti a contrastare in alcun modo, neanche con la proposta di una specifica indicazione in etichetta".

La decisione di imporre dazi al 42,7%, sottolinea Assolatte "aveva interrotto un importante trend di crescita. Nel 2024 le nostre spedizioni in Cina erano cresciute rispetto all’anno prima del 31%". Da quando sono stati introdotti i dazi cinesi in via provvisoria, l’export italiano di formaggi ha perso il 17% in quantità e il 20% in valore. L’Italia attualmente esporta in Cina circa 10mila tonnellate di formaggi per un giro d’affari di 70 milioni di euro ed è il primo player comunitario, visto che i formaggi europei nel complesso realizzano in Cina un fatturato di 185 milioni di euro. 

"Il 75% delle 10mila tonnellate spedite in Cina - aggiunge Zanetti - riguardano il mascarpone. I cinesi hanno una vera predilezione per il Tiramisù. Non c’è ristorante a Pechino, certo meno nelle zone interne, in cui non ci sia in carta il celebre dolce italiano. Inoltre, i cinesi ritengono che il mascarpone italiano sia di gran lunga la materia prima migliore per realizzarlo". L’altro 25% di vendite italiane è fatto da Grana Padano, Parmigiano reggiano, Gorgonzola e mozzarella di latte vaccino.

"Il nuovo livello tariffario - conclude Zanetti - rappresenta indubbiamente un sollievo per il settore. Con una tariffa massima all’11,7% il mercato resta praticabile. Il merito va al lavoro coordinato della Commissione Europea, dei governi nazionali e delle aziende coinvolte, numerose delle quali italiane ma anche francesi, spagnole".

Fc - 57181

EFA News - European Food Agency
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