It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Dazi/2. SuperTrump ha perso i superpoteri?

Sentenza della Corte Suprema. Proviamo a capire gli scenari futuri

Cosi non va, Donald. È una botta dura quella ricevuta dal presidente Usa Donald Trump e griffata "Corte Suprema degli Stati Uniti". Una di quelle che potrebbero fare male, dicono in tanti. La Corte Suprema degli Stati Uniti, lo ricordiamo, ha stabilito poco fa con una maggioranza schiacciante, sei a tre, che i massicci dazi di Trump, quelli tanto sbandierati nel Liberation Day di aprile 2025 per intenderci, sono illegali. Un "rimprovero storico" al fulcro economico del secondo mandato del presidente statunitense. 

La causa contro l'amministrazione è stata intentata da gruppi di imprese americane, affiancate da 12 stati degli Stati Uniti, sostenendo di aver subito danni a causa dei dazi. Il punto focale della sentenza dichiara illegittime le tariffe introdotte sulla base dell'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). La legge del 1977, invocata da Trump, autorizza alcune misure eccezionali per far fronte a una situazione di emergenza nazionale. 

Secondo i giudici supremi degli Stati Uniti, il Presidente non poteva fare ricorso a questa legislazione per adottare nuovi dazi doganali, poiché la Costituzione americana riserva al Congresso la competenza esclusiva in materia: l'Ieepa, invece, fa riferimento a pericolo "fisici" come queli che possono sorgere da attacchi militari.

Nel decidere per il no, la Corte Suprema ha affermato: "Il nostro compito oggi è decidere solo se il potere di 'regolare l'importazione', garantito al presidente nell'IEEPA, includa il potere di imporre dazi. Non è così".

La sentenza ha suscitato una reazione contenuta da parte degli investitori, con l'indice del dollaro USA che è sceso brevemente prima di recuperare. Ngativo il Dow Jones (-,4%) mentre il Nasdaq viaggia leggermente positivo (+0,3%). Tutti positivi gli indici europei, forse sollevati in qualche modo dal fatto che la pronuncia potrebbe azzerera i dazi da qui al futuro: il Ftse Mib di Piazza Affari a Milano incassa un +1,4%, positivi anche il Dax tedesco (+0,8%), il Cac40 francese (+1,3%), e lo Smi svizzero (+0,4%). 

A questo proposito, il presidente della commissione per il Commercio internazionale del Parlamento europeo, il socialdemocratico tedesco Bernd Lange, ha convocato per lunedì prossimo, 23 febbraio, alle 14:30, a Bruxelles, una riunione dei relatori ombra dei diversi gruppi politici per l’accordo Ue-Usa sui nuovi dazi, al fine di valutare le conseguenze della decisione presa oggi della Corte Suprema degli Stati Uniti su questo tema. La riunione si svolgerà in vista del voto, già previsto per la mattina del giorno dopo, martedì 24 febbraio, sui regolamenti Ue che danno attuazione all’accordo, raggiunto in agosto a Turnberry, in Scozia, tra il presidente americano Donald Trump e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e successivamente sarò formalizzato con una dichiarazione congiunta. L’accordo prevede l’azzeramento dei dazi per l’importazione nell’Ue di buona parte dei prodotti industrali prodotti americani, in cambio della riduzione al 25% dei dazi Usa sui molti prodotti europei.

La decisione dei giudici, comunque, porrà una serie di problemi di non poco conto. Sebbene da aprile 2025 abbiano rinunciato all'imposizione di alcune delle imposte più severe, gli Stati Uniti hanno chiuso il 2025 con un’aliquota tariffaria effettiva superiore al 10%, la più alta dalla seconda guerra mondiale. I sondaggi indicano che molti americani ritengono che i dazi stanno danneggiando l’economia del paese. 

"La sentenza colpisce la principale misura economica e geopolitica adottata dall'amministrazione americana, alla base anche degli accordi successivamente conclusi tra gli Stati Uniti e l'Unione europea - spiega Sara Armella avvocato, managing partner di Studio Armella & Associati, esperta in diritto doganale - Gli Stati Uniti non perdono soltanto un'arma commerciale, ma anche un'entrata significativa di centinaia di miliardi di dollari l'anno. Secondo gli economisti, le tariffe IEEPA hanno rappresentato un introito di 175 miliardi di dollari nel solo anno 2025, dazi che potrebbero essere oggetto di rimborso".

Come che sia, la prnuncia viene già catalogata come "storica" da osservatori ed esperti come Gabriel Monzon Cortarelli, partner responsabile dell’International practice group per l’Europa e l’America Latina e alla guida del nuovo ufficio di Becker European, studio legale statunitense multidisciplinare con 18 uffici negli Stati Uniti e una forte specializzazione nel diritto americano e nelle relazioni governative a livello federale e statale. 

"Questa sentenza storica - spiega Cortarelli - rappresenta un importante controllo sull'autorità esecutiva in materia di politica commerciale statunitense e potrebbe avere implicazioni significative per le imprese statunitensi, i mercati globali e le entrate/agevolazioni tariffarie per gli importatori".

"Mentre i giudici dissenzienti hanno sollevato preoccupazioni in merito alla perturbazione del commercio, la maggioranza ha sottolineato i principi della separazione dei poteri e i limiti costituzionali ai poteri fiscali - spiega l'esperto - In breve: è il Congresso, e non l'esecutivo, che deve guidare la politica tariffaria. Al di là di tutto è questo il chiarimento fondamentale per il futuro del diritto commerciale statunitense".  

"Per chi ha ascoltato il dibattito delle parti in causa davanti alla Corte Suprema - aggiunge Cortarelli - questa non è una notizia fuori dagli scenari possibili, anzi era relativamente probabile. In ogni caso, il Segretario al Tesoro Scott Bessent aveva precedentemente indicato che l'amministrazione avrebbe potuto ricorrere a misure tariffarie alternative previste dal Trade Act del 1962 qualora la Corte avesse annullato le tariffe esistenti".

"La questione - conclude l'esperto - resta ancora aperta: a questo punto non resta che aspettare le mosse della Casa Bianca per capire gli sviluppi futuri".

Fc - 57734

EFA News - European Food Agency
Related
Similar