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CLARA MOSCHINI

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Campari/2. Brinda in Borsa

Nonostante l'alta volatilità dovuta al conflitto in Iran, il titolo chiude una seduta "stellare" in rialzo del 10%

In una Borsa milanese che, a Piazza Affari, rimane volatile in scia al conflitto in Medio Oriente, Campari brinda, è il caso di dirlo, chiedendo l'ottava odierna a Piazza Affari con un megarialzo del 10,1% a 6,55 euro ad azione. Tanto entusiasmo del mercato è dovuto ai risultati annuali pubblicati oggi (leggi notizia EFA News) e decisamente superiori alle previsioni degli analisti, compensando un crollo a livello settoriale che ha pesato sui rivali Diageo e Pernod Ricard.

Campari ha riportato una crescita organica delle vendite del 2,4% e una crescita organica dell’EBIT del 5,4% per l’anno terminato il 31 dicembre 2025, rispetto alle stime del consensus Visible Alpha dell’1,6% e dell’1,9% rispettivamente. Le vendite nette hanno totalizzato 3.051 milioni di euro, con un vento contrario del 3,0% dal cambio valutario che ha mascherato la performance sottostante. Il cda ha proposto un dividendo annuale di 0,100 euro per azione, in aumento del 54% rispetto a 0,065 euro, mentre il debito netto su EBITDA è sceso a 2,5 volte da un picco di 3,6 volte nel settembre 2024, raggiungendo l’obiettivo di leva finanziaria della società con un anno di anticipo rispetto al previsto. Un’accelerazione nel quarto trimestre al 4,7% di crescita organica delle vendite e al 24,3% di crescita organica dell’ebit ha guidato il superamento delle stime annuali.

In base ai numeri divulgati, Morgan Stanley ha alzato il suo target di prezzo a 6,60 euro da 6,30 euro, definendo i risultati "una chiusura d’anno molto forte", anche se ha mantenuto un rating "equal-weight" e ha sollevato domande sulla sostenibilità dei driver trimestrali, notando che le spedizioni italiane sono aumentate del 5% nel quarto trimestre mentre il sell-out on-trade è stato negativo dell’1%.

Per il 2026, Campari ha previsto una continua crescita organica del fatturato a un ritmo simile, segnalando al contempo un impatto stimato di 30 milioni di euro per l’intero anno dovuto ai dazi statunitensi e un vento contrario di 70 milioni di euro sul fatturato derivante dalla dismissione di marchi non core tra cui Cinzano e Averna.

Secondo gli analisti, con volumi già doppi rispetto alla media giornaliera mensile, e una seduta in deciso rialzo arrivata a far toccare al titolo un guadagno dell’11%, le azioni del gruppo dei Garavoglia si portano in direzione dei 6,6 euro. Con un’impostazione di breve e medio periodo ascendente, le attese sono di una continuazione del trend verso i top degli ultimi 17 mesi posti in area 6,75-6,80 euro.

Nonostante l’ottimismo sulla strategia di mitigazione dei costi operativi, gli analisti mantengono una posizione prudente. Morningstar conferma un Fair Value Estimate a 6,30 euro suggerendo che il titolo, anche dopo il forte rally di oggi, scambi ancora in linea con il valore intrinseco. La sfida per i prossimi anni sarà mantenere una crescita delle vendite attorno al 5% e gestire l’impatto dei dazi internazionali, sebbene le distillerie affermate abbiano storicamente dimostrato capacità di assorbire shock commerciali.

Fc - 58068

EFA News - European Food Agency
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