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CLARA MOSCHINI

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DalterFood: il dairy italiano sfonda in Francia

Il dg Andrea Guidi illustra a EFA News l'ultima acquisizione dell'azienda emiliana

I formaggi italiani sono sempre più apprezzati in Francia: l’effervescenza del mercato transalpino è stata la leva che ha agevolato l’acquisizione del distributore For Food France da parte del gruppo emiliano DalterFood Group (leggi notizia EFA News). L’azienda rilevata ha concluso il 2025 con un fatturato annuo tra i 12 e i 13 milioni di euro. I dettagli dell’iniziativa e le strategie di mercato di DalterFood Group sono stati illustrati ad EFA News da Andrea Guidi, direttore generale dell’azienda di Reggio Emilia.

Quali sono attualmente le potenzialità rappresentate dal mercato francese?

È vero che i francesi consumano molto formaggio ma è altrettanto vero che ne consumano tanto italiano, tanto è vero che la Francia è di gran lunga il mercato europeo in cui si esporta la maggior quantità di formaggi italiani, per la precisione 144mila tonnellate all’anno. Nel mercato transalpino, ad oggi, siamo presenti prevalentemente con i formaggi duri, come il Parmigiano Reggiano – prodotto di punta del nostro portfolio e frutto della nostra filiera corta e controllata – o il Grana Padano, per intenderciE poi perché, chiaramente, essendo formaggi duri, quindi con un livello di umidità ridotto rispetto a quelli freschi, la lunga shelf life consente una presenza su mercati stranieri anche in assenza di strutture locali. Invece, per conquistare quella parte di volumi di formaggi italiani che viene consumata in Francia ma che fa riferimento a formaggi freschi, bisogna organizzare, anche da un punto di vista logistico, un setup locale. In assenza di strutture sul territorio, una fetta significativa di quel mercato non è accessibile perché, appunto, esistono clienti che hanno bisogno di un servizio logistico che non è possibile garantire senza una presenza diretta. Quindi, in questa prospettiva, si colloca l’operazione di acquisizione del distributore francese che abbiamo messo a punto.

Più in generale, quali sono le prospettive di mercato di DalterFood Group?

Intanto c’è da dire che abbiamo la fortuna di operare in un mercato che è in continua espansione. Questa è una tendenza globale, che si verifica in particolare nei mercati che frequentiamo maggiormente. Anche se il bilancio d’esercizio 2025 non è ancora stato pubblicato, prevediamo che il nostro Gruppo chiuda l’anno con un fatturato di 200 milioni di euro di fatturato, di cui l’85% è stato realizzato fuori dall’Italia, per lo più in Europa. Dal momento in cui, a livello globale, ma ancor più in Europa, il consumo dei formaggi è in crescita, navigare col vento in poppa è sempre più facile. Questo è il primo elemento per cui le prospettive del gruppo sono molto buone. In più, attraverso operazioni di carattere commerciale, come l’acquisizione di For Food France, assieme ad attività specifiche che svolgiamo in Germania e in Inghilterra (i due mercati più importanti, dove non a caso, abbiamo delle subsidiary commerciali che svolgono proprio il ruolo di distributore), attraverso le quali cerchiamo di cavalcare l’onda e crescere anche un po’ di più di quello che l’andamento del mercato ci consentirebbe. Tutto ciò, ovviamente, determina anche la necessità di investimenti di carattere produttivo e industriale. Infatti, a febbraio 2026, abbiamo avviato un secondo stabilimento di taglio e confezionamento a Parma che si affianca a quello di Sant’Ilario d’Enza: parliamo di stabilimenti in cui entrano forme di formaggio duro, che poi vengono trasformate in tutti i modi possibili e immaginabili. 

Dalla forma si arriva alla bustina da dieci grammi che finisce dentro il meal kit, lo spicchio da 200 grammi che finisce sullo scaffale del retailer, il sacco da 5 kg che serve ad alimentare l’industria dei sughi che utilizza il Parmigiano Reggiano come materia prima. Proprio per sostenere questo tipo di crescita, a febbraio, abbiamo aperto un secondo stabilimento con linee di questo tipo.

Sono previsti, di qui alla fine dell'anno, appuntamenti fieristici?

Per noi le fiere sono un canale importante attraverso il quale realizzare due tipi di obiettivi. Il primo è comunque garantire al gruppo e alle filiali commerciali del gruppo – quella inglese, quella tedesca e, da oggi, anche quella francese – il giusto livello di visibilità nei confronti dei potenziali clienti in tutti i canali in cui noi operiamo. Non solo, quindi, il canale retail ma anche il canale industria e quello Horeca. Quindi, le fiere specializzate food sono momenti in cui appunto facciamo crescere la nostra visibilità. In maniera ancor più puntuale, inoltre, sono momenti in cui si creano dei contatti che poi, coltivati nel tempo, possano arrivare a determinare l’ingresso nel nostro client portfolio di altri clienti, proprio perché quella è l’occasione in cui è possibile incontrarli. Noi, infatti, abbiamo un piano fieristico abbastanza nutrito, partecipando normalmente a tutte le più importanti fiere europee del food. Quest’anno, ad esempio, andremo a Tuttofood Milano, a Plma, la fiera della private label ad Amsterdam, e saremo anche al Sial a Parigi, che insieme ad Anuga è la manifestazione fieristica più importante per il food in Europa.

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EFA News - European Food Agency
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