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CLARA MOSCHINI

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Electrolux/2. Il sindacato dichiara lo sciopero

Dura reazione delle sigle sindacali al piano da 1.700 licenziamenti della multinazionale svedese. Il Mimit segue la situazione

È durissima, com'era prevedibile, la reazione dei sindacati al piano "lacrime esangue" di Electrolux. la multinazionale svedese, infatti, ha annunciato quella che chuiama "ottimizzazione", eufemismo per dire che licenzia solo in Italia 1.700 addetti, pari a quasi il 40% degli attuali 4.000 occupati del gruppo degli elettrodomestici nel nostro Paese. Tanto per non farsi mancare niente, Electrolux, in sovrappiù, ha annunciato contestualmente la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi (Ancona), con i suoi 170 lavoratori. Per Forlì secondo le prime stime dei sindacati locali si contano circa 400 esuberi, vale a dire un dimezzamento dell'attuale forza lavoro dello stabilimento di viale Bologna. Ancora più proccupati i lavoratori dei siti di Susegana (Treviso) e Porcia (Pordenone) da anni sulla graticola degli esuberi e adesso probabilmente alla (purtroppo) resa dei conti finale.

Il Coordinamento nazionale di Fiom, Fim e Uilm ha dichiarato lo stato di agitazione permanente e proclamato 8 ore di sciopero nazionale, da articolare nei diversi stabilimenti. A Forlì, da questa mattina alle 5, c'è un presidio ai cancelli fin. Poi l'assemblea in sciopero dalle 8 alle 10.

FIOM

La Fiom ha proclamato in un comunicato lo sciopero in tutti gli stabilimenti. Tra oggi 12 maggio e domani, 13 maggio "tutti gli stabilimenti Electrolux saranno fermi in sciopero - si legge nel comunicato diramato dalla Fiom - Non consentiremo l'ennesimo scempio industriale, non consentiremo che vengano tolti posti di lavoro e produzioni nel nostro Paese.  

"Chiediamo al Governo - dichiara nella nota Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore elettrodomestico - di intervenire con urgenza per tutelare le lavoratrici e i lavoratori e salvare un polo industriale strategico”. 

FIM Cisl

Il Segretario generale FIM CISL Ferdinando Uliano dice: "dopo le crisi della siderurgia e dell’auto, il piano di ristrutturazione di Electrolux mette a rischio la tenuta del sistema industriale italiano. Il piano di ristrutturazione annunciato da Electrolux, che prevede la chiusura definitiva dello stabilimento di Cerreto d’Esi e un drastico ridimensionamento dei livelli occupazionali nelle altre unità produttive italiane, rappresenta l’ennesimo segnale d’allarme di una crisi profonda che sta colpendo uno dei settori più importanti del comparto metalmeccanico nazionale".

"Con circa 1.700 esuberi previsti, pari a quasi il 40% dell’attuale forza lavoro - aggiunge Uliano - ci troviamo di fronte a un’emergenza industriale e sociale che mette in pericolo la tenuta dell’intero sistema produttivo del Paese. Settori strategici come la siderurgia, l’elettrodomestico e l’automotive rischiano oggi una paralisi strutturale se non sostenuti da una politica industriale organica e lungimirante da parte del Governo".

"La situazione dell’ex Ilva giunta ormai al quattordicesimo anno di incertezza - rammenta Uliano -  è emblematica della mancanza di una visione industriale di lungo periodo. Per questo motivo, insieme a Fim, Fiom e Uilm, abbiamo sollecitato un confronto urgente a Palazzo Chigi, ritenendo inaccettabile che il destino del principale polo siderurgico europeo continui a essere affidato a indiscrezioni di stampa anziché a un piano industriale chiaro e condiviso".

"È fondamentale - aggiunge il sindacalista - che l’Esecutivo intervenga con misure strutturali in grado di agire sulle principali leve della competitività: dal contenimento dei costi energetici alla semplificazione burocratica, fino al potenziamento delle infrastrutture e alla creazione di fondi dedicati al rilancio industriale, anche attraverso strumenti straordinari che superino i vincoli del Patto di stabilità europeo. Senza una svolta politica decisa, che rimetta al centro il lavoro e l’industria, l’Italia rischia un ridimensionamento produttivo dai costi sociali insostenibili, con conseguenze gravi per il benessere e la stabilità economica dell’intera collettività nazionale".

UILM

Dello stesso tenore è il comunicato della Uilm-Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici che si apre con un incipit che non lascia spazio a commenti: "Inaccettabile la chiusura di Cerreto d’Esi e i 1.700 esuberi complessivi dichiarati in Italia. Indette 8 ore di sciopero nazionale". La segreteria nazionale Uilm comunca che "a Venezia Mestre Electrolux ha esposto un pesantissimo piano di ristrutturazione con la chiusura della fabbrica di Cerreto d’Esi e il drastico taglio di produzioni e di personale nelle altre fabbriche italiane per un totale di circa 1.700 esuberi, pari a quasi il 40% dei 4.500 attuali occupati. Al contempo viene esclusa dalla direzione aziendale una possibile partnership con Midea simile a quella siglata negli USA".

"Il coordinamento nazionale di Fim, Fiom, Uilm - si legge nella nota Uilm - ritiene inaccettabile l’annuncio e dichiara lo stato di agitazione permanente e 8 ore di sciopero nazionale, che saranno declinate in ogni stabilimento. Chiediamo al Governo un immediato intervento con una convocazione urgente al Mimit. Nei prossimi giorni coinvolgeremo le Istituzioni locali per chiedere loro di fare fronte comune con i lavoratori".

Fiom Cgil Treviso

"Una doccia fredda". Definisce così la Fiom Cgil di Treviso l’annuncio di un piano di ben 1.700 esuberi complessivi di Electrolux. "Aperto unitariamente lo stato di agitazione dei lavoratori e delle lavoratrici, immediata la reazione della FIOM CGIL anche sul territorio trevigiano", sottolinea la nota del sindacato veneto comunicndo per oggi lo sciopero dei dipendenti del Gruppo di 8 ore e presidio organizzato dalle RSU di fronte allo stabilimento di Susegana dalle ore 4:30 di questa mattina alle 16.

“La crisi del settore non lasciava presupporre un pesantissimo piano di ristrutturazione come quello che è stato presentato dall’azienda - commenta amaramente Manuel Moretto, segretario generale della FIOM CGIL di Treviso - L’annunciato taglio occupazionale apre a una forte preoccupazione anche per quello che si potrebbe leggere come un segnale di disinvestimento produttivo di Electrolux, una tra le maggiori realtà produttive in provincia, a Susegana, tradendo il progetto da oltre cento milioni di euro avviato neppure tre anni fa”.

“Rifiutiamo categoricamente una prospettiva di tagli così pesanti e dal fortissimo impatto occupazionale e sociale - aggiunge il segretario generale della FIOM CGIL trevigiana - Per questo come federazioni dei metalmeccanici abbiamo chiesto con estrema urgenza un incontro al Mimit per affrontare questa fase, anche alla luce della crisi del mercato dell’elettrodomestico, e fin da domani daremo forma alla protesta dei lavoratori e delle lavoratrici con le prime otto ore di sciopero e un presidio dalle prime ore del mattino e fino alle ore 16 ai cancelli dello stabilimento di Susegana”.

“Serve subito un intervento del Governo perché nei territori non vengano falcidiati i posti di lavoro, le professionalità e le prospettive produttive - conclude Moretto - perché per affrontare la crisi generale del comparto si prevedano immediatamente investimenti e azioni di rilancio industriale”.

Ministero delle Imprese e del made in Italy

Il governo, tramite il Mimit, il ministero delle Imprese e del made in Italy ha diramato un comunicato in cui scrive: "Il ministero delle Imprese e del Made in Italy segue con la massima attenzione la situazione relativa a Electrolux, alla luce dell’annuncio degli esuberi e del piano di riorganizzazione industriale che coinvolge diversi stabilimenti sul territorio nazionale. Il Dicastero intende svolgere tutte le attività di monitoraggio necessarie e mantenere un confronto costante e strutturato con l’azienda e le organizzazioni sindacali, al fine di gestire la situazione nel modo più efficace possibile e garantire il massimo coordinamento tra le parti coinvolte. Come di consueto, il Mimit seguirà fin da subito la situazione con il massimo impegno, con l’obiettivo di favorire soluzioni condivise tra le parti, in un quadro che assicuri la tutela dell’occupazione e la continuità produttiva".

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