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CLARA MOSCHINI

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Zootecnia/2. Assica e Salumitalia: bene nuova strategia UE

Cambio di passo, basta col discredito verso le proteine animali

Assica e Salumitalia esprimono soddisfazione per la Comunicazione della Commissione europea – emanata oggi - sulla nuova strategia dell’Unione europea in materia di zootecnia che contribuisce a restituire dignità e centralità al comparto delle produzioni di origine animale (leggi notizia EFA News). Le organizzazioni accolgono positivamente l’impostazione del documento europeo, che va nella direzione di una maggiore valorizzazione del settore e di un superamento del discredito che, negli ultimi anni, ha interessato le proteine animali.

Per Assica e Salumitalia si tratta di un passo importante verso il ritorno a raccomandazioni alimentari fondate su solide evidenze scientifiche, coerenti anche sotto il profilo economico e culturale. L’obiettivo indicato è quello di promuovere un approccio equilibrato all’alimentazione, capace di nutrire i consumatori, tutelare i produttori e di riconoscere il ruolo delle filiere zootecniche all’interno dei sistemi alimentari europei. Il tutto con al centro la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare – specialmente quello proteico – che ormai rappresenta un obiettivo per nulla scontato.

“Per il nostro settore si tratta di una riabilitazione totale che speriamo si confermi anche nei fatti. La Comunicazione della Commissione europea rappresenta la strategia e la narrativa che ci auguravamo di leggere. D’altronde dopo che nella scorsa legislatura sembrava che il settore zootecnico fosse l’origine di tutti i mali, gran parte del mondo scientifico ha spontaneamente reagito dimostrando, attraverso le più recenti tendenze e orientamenti tecnico scientifici, che la produzione e il consumo di prodotti di origine animale possono essere sostenibili, sia per la salute che per l’ambiente”, ha dichiarato il presidente di Assica Lorenzo Beretta.

“Desidero innanzitutto ringraziare la Commissione europea per questa Comunicazione, che segna un importante cambio di approccio nei confronti del settore zootecnico e ne riconosce il valore economico, sociale e produttivo", ha dichiarato il presidente di Salumitalia Cristiano Ludovici. "In modo particolare esprimiamo soddisfazione per l’impostazione che valorizza la digitalizzazione applicata anche, ma non solo, al benessere animale, con particolare riferimento all’uso delle nuove tecnologie in allevamento e nei sistemi di trasporto e controllo. Il passaggio verso un ecosistema digitale rappresenta un’evoluzione in grado di ridurre gli oneri amministrativi, migliorare l’affidabilità dei dati e garantire un monitoraggio più efficace e armonizzato della conformità normativa. Un approccio che, grazie alla tracciabilità e alla misurabilità dei processi, apre alla possibilità di superare modelli normativi eccessivamente prescrittivi a favore di obiettivi concreti e verificabili

“Fondamentale", prosegue Lorenzo Beretta, "il riconoscimento del valore strategico dei cluster zootecnici d’eccellenza, intesi come una concentrazione unica a livello globale di innovazione, conoscenza e capacità industriale. In questo contesto, è necessaria una revisione delle politiche pubbliche che interessano il settore, spesso orientate alla riduzione del numero di capi piuttosto che all’accelerazione del progresso tecnologico e della sostenibilità. Finalmente si sottolinea come un indebolimento di questo comparto risulti geopoliticamente rischioso in un’epoca di crescente competizione strategica, producendo al contempo danni economici rilevanti e tangibili e compromettendo gli stessi obiettivi di progresso ambientale che tali politiche dichiarano di perseguire. In questa prospettiva, la comunicazione rappresenta un possibile primo passo verso un impegno pubblico più chiaro e inequivocabile sul valore strategico del settore e verso una svolta decisiva che ponga l’innovazione come principale strumento delle politiche europee”.

Assica e Salumitalia hanno inoltre ribadito l'importanza di avviare un percorso volto alla creazione di un fondo mutualistico per la gestione dei rischi legati alle malattie animali, ritenuto uno strumento strategico per affrontare in modo strutturale emergenze sanitarie come la peste suina africana e l'influenza aviaria. La misura consentirebbe di intervenire non solo sui danni diretti, ma anche su quelli indiretti, colmando l'attuale vuoto di copertura assicurativa rispetto a rischi ormai ricorrenti in diverse aree del Paese e con rilevanti ripercussioni economiche sull'intera filiera.

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EFA News - European Food Agency
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