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CLARA MOSCHINI

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Florovivaismo: va in porto riforma attesa da oltre 30 anni

CdM approva definitivamente decreto attuativo dando centralità a un comparto strategico

Il comparto viene formalmente inserito tra le attività agricole e tutelato dalla concorrenza sleale.

Dopo oltre trent’anni di attesa, il settore florovivaistico italiano si dota di una riforma "organica e strutturale, capace di garantire certezze normative, stabilità e una prospettiva di lungo periodo a imprese e lavoratori", si legge in una nota del ministero dell'Agricoltura. Con la definitiva approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto legislativo di attuazione della legge delega 4 luglio 2024, n° 102, "l’Italia compie un passaggio storico: si chiude definitivamente la stagione degli interventi frammentati e delle risposte a eventi contingenti. Si avvia una fase nuova", prosegue la nota, "fondata su programmazione, qualità e competitività con risorse adeguate. 10,5 milioni di euro per garantire il supporto a un settore dell’agricoltura italiana che ha grandissime potenzialità".

“Con questa riforma mettiamo fine a un’attesa durata decenni e diamo finalmente al florovivaismo le regole e la centralità che merita. Per troppo tempo un comparto strategico dell’agricoltura italiana è stato interessato solo da interventi e soluzioni parziali. Ringrazio il sottosegretario Patrizio La Pietra per il lavoro che ha svolto, grazia al quale oggi possiamo cambiare metodo e visione”, dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.

“Il decreto", aggiunge il ministro, "introduce una legge quadro organica, che garantisce certezze alle imprese, valorizza il lavoro, rafforza il Made in Italy e consente una programmazione stabile degli investimenti. Si passa dalla gestione delle crisi a una politica di sviluppo strutturata, capace di accompagnare il settore nel medio e lungo periodo”, prosegue Lollobrigida.

“Il florovivaismo quindi entra finalmente a pieno titolo nelle politiche agricole e ambientali del Governo: non solo produzione, ma qualità, tutela del territorio, verde urbano e competitività sui mercati internazionali.  È una risposta concreta a migliaia di aziende che chiedevano regole chiare e una prospettiva certa. Una riforma di sistema che guarda al futuro”, conclude il ministro dell’Agricoltura

“Per anni il florovivaismo, pur rappresentando un comparto strategico per l’economia agricola e l’identità del Made in Italy, è rimasto privo di una legge quadro dedicata. Oggi lo Stato ne riconosce pienamente il valore produttivo, economico, ambientale e sociale, inserendolo a pieno titolo tra le attività agricole”, ha dichiarato il sottosegretario al Masaf, con delega al florovivaismo Patrizio La Pietra, aggiungendo che “il decreto segna un deciso cambio di paradigma non prevedendo più interventi occasionali per fronteggiare le crisi, ma introducendo una visione strutturata e di medio-lungo periodo”.

Per anni il florovivaismo, pur rappresentando un comparto strategico per l’economia agricola e l’identità del Made in Italy, è rimasto privo di una legge quadro dedicata. Oggi lo Stato ne riconosce pienamente il valore produttivo, economico, ambientale e sociale, inserendolo a pieno titolo tra le attività agricole.

"Il decreto segna un deciso cambio di paradigma: non più interventi occasionali per fronteggiare le crisi, ma una visione strutturata e di medio-lungo periodo. Il Piano nazionale del florovivaismo, il Tavolo tecnico permanente presso il Masaf e il rafforzamento del monitoraggio del settore consentiranno di programmare investimenti, anticipare le criticità e accompagnare la crescita delle imprese, superando una gestione basata esclusivamente sulle emergenze".

La riforma punta inoltre su "qualità, professionalità e innovazione, valorizzando tutte le componenti della filiera – dai vivaisti ai garden center, dai tecnici del verde ai manutentori – e investendo su formazione avanzata, certificazioni e tracciabilità del prodotto. Un’impostazione che rafforza la competitività delle imprese italiane e tutela il Made in Italy dalla concorrenza sleale".

Con questo provvedimento "il florovivaismo esce definitivamente da una condizione di marginalità normativa. Dopo decenni di attesa, il settore avrà finalmente una legge quadro, una direzione chiara e una prospettiva stabile di sviluppo, al servizio dell’economia, dell’ambiente e dei territori", chiude la nota del Masaf.

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