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CLARA MOSCHINI

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Commodities. Olio girasole: quotazioni stabili

Prezzi uova consolidano trend deflattivo: UE sempre più autosufficiente, rallenta aviaria

A luglio, l’olio di girasole grezzo quotato sull’indice dei cinque porti dell'Unione Europea ha mantenuto un andamento sostanzialmente stabile, dopo la lieve correzione osservata nel mese precedente. Secondo Areté - The Agri-Food Intelligence Company, il mercato continua a essere sostenuto da approvvigionamenti europei ancora contenuti: al 19 luglio, le importazioni cumulative dell’Unione Europea erano pari a circa 1,64 milioni di tonnellate, il 15% in meno sia rispetto allo scorso anno sia rispetto alla media delle ultime tre annate. Areté segnala tuttavia prospettive di maggiore disponibilità nei prossimi mesi: la Commissione Europea stima per il 2026/27 una produzione utilizzabile di 3,9 milioni di tonnellate, in aumento del 18%, e un’offerta complessiva di 6,4 milioni di tonnellate, superiore del 13% rispetto al 2025/26. A limitare la solidità di questo recupero contribuisce però la revisione del Mars Bulletin, che ha ridotto la resa media europea del girasole da 2,08 a 1,94 t/ha, soprattutto per il peggioramento delle prospettive in Francia e Ungheria.

I prezzi delle uova, a luglio, hanno consolidato il trend deflattivo in corso da aprile. A livello europeo, il prezzo medio UE ha registrato un -8% tra luglio e giugno 2026 (-20% da inizio aprile, -7% rispetto a luglio 2025), toccando i minimi da ottobre 2024. Tuttavia, i prezzi si mantengono del 15% superiori rispetto alla media 2021-25.In Italia, il prezzo delle uova da allevamento in gabbia rilevato dalla CUN, tra luglio e giungo ha segnato un -9% (-23% da inizio aprile, -5% rispetto a luglio 2025), in linea con il trend europeo.

Aretè segnale come, in un contesto di calo stagionale della domanda, l’indice di autosufficienza UE sia aumentato grazie al rallentamento dell’aviaria. Inoltre, l’offerta ha beneficiato del riequilibrio degli scambi dovuti ad importazioni record e ad esportazioni in calo nei primi cinque mesi dell’anno.

Nei primi sette mesi del 2026, nell'UE si sono registrati 305 focolai di aviaria (+24% rispetto allo stesso periodo del 2025), di cui 52 in allevamenti di galline ovaiole. Tuttavia, dopo un solo focolaio registrato a giugno, a luglio non si sono registrati nuovi casi. In Italia non si registrano nuovi focolai da marzo 2026.Nei primi cinque mesi del 2026, le importazioni UE sono aumentate del 93% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le principali origini sono l’Ucraina (51%) e la Turchia (32%). Nello stesso periodo, le esportazioni UE risultano in calo del 28%, con il Regno Unito (46%) e la Svizzera (23%) come principali destinazioni.

L’Italia registra, nello stesso periodo, un aumento delle importazioni extra-UE del 140%, con il 70% dei volumi provenienti dalla Turchia e il 10% dall’Ucraina. Tra i fattori ribassisti segnaliamo anche l’aumento delle rimonte UE che, solo tra marzo e aprile 2026 sono risultate di circa 40% superiori rispetto allo stesso periodo del 2025 (nonostante una recente revisione a ribasso del dato).

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EFA News - European Food Agency
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