It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube

Dieta universale? "Fatta da commercialisti delle calorie"

Per Giorgio Calabrese la dieta suggerita da Eat-Lancet "manca di buonsenso"

“Dove manca il buonsenso, spesso si nasconde l'interesse economico”. E' molto critico il giudizio del Prof. Giorgio Calabrese, autorevole nutrizionista e divulgatore scientifico noto al grande pubblico televisivo, sulla “Dieta universale di riferimento” pubblicata da “The Lancet” (Food in the Anthropocene: the EAT–Lancet Commission on healthy diets from sustainable food systems), che oltre a suggerire un generale consumo globale doppio di frutta, verdura, legumi e noci, entra nello specifico con dosi giornaliere di alimenti da misurare quasi col bilancino dell'orefice. “Quelli che hanno fatto questa dieta, sia gli stranieri che gli Italiani, non sono dei clinici – osserva Calabrese - e dando quelle soluzioni sono persone che io chiamo commercialisti del conteggio delle calorie: dare 14 grammi di carne rossa, 29 di pollo, 28 di pesce e 13 di uova mi provoca come reazione il sorriso. Questi raccontano solo cose teoriche e non capiscono che la gente non può basarsi su queste indicazioni”.

Cosa se ne ricava, Professore?

“Che c'è un'inadeguatezza scientifica, come in chi dice ''io ho capito che nell'aglio c'è l'allile che abbassa la pressione'', e io gli rispondo: un camion al giorno! perché non basta dire ciò che moralmente potrebbe creare una positività. Perciò questa dieta è fatta da gente che non ha mai visitato un paziente, o se l'ha visitato non ha grande esperienza nella gestione della vita delle persone. Insomma, questa dieta non solo è squilibrata e fantastica, nel senso che ha la fantasia, ma non è fattibile. Bisogna smetterla di raccontare certe cose. Come chi dice ''facciamo la dieta paleolitica, torniamo a dieci milioni di anni fa'': ma perché dobbiamo pensare questo se nel paleolitico vivevano dodici o quindici anni, mentre noi abbiamo aspettative fino a 87, 89 anni?”.

Questa dieta, nelle sue linee di principio, in fondo è stata proposta come una variante della dieta mediterranea, ormai acquisita dall'Unesco come patrimonio dell'umanità. Dunque che senso ha pubblicare ulteriori ricerche di questo genere? Quale è il movente, lo scopo?

“E' commerciale, anche se contiene delle verità in pectore. Ma dove manca il buonsenso, spesso si nasconde l'interesse economico. Quando si dice di mettere un limite a carne e pesce cosa resta? Carboidrati, verdura e frutta, e poi vedrà che a un certo punto spunta la soia...”.

L'attenuante etica è che questa dieta si inserisce in una cornice più ampia: la sostenibilità alimentare e ambientale nei prossimi decenni, quando la popolazione mondiale arriverà a 10 miliardi. E' verosimile affrontare il problema a livello globale?

“No, assolutamente no. Anche se noi, come scienziati, dobbiamo operare per rendere l'alimentazione sostenibile per l'ambiente e fattibile per le tasche”.

C'è una reale sensibilità tra le istituzioni, nell'ambiente scientifico e industriale sul problema della sostenibilità a lungo termine?

“Se parliamo della nostra Italia e di una parte dell'Europa penso di sì. Ma se vediamo l'America, col suo presidente brillante, altri Stati del Sud America e la Cina, ho molti dubbi che si pongano questi problemi, che sono reali, e se non li risolviamo non ce la facciamo”.

In campo scientifico la ricerca si sta muovendo con determinazione in questa direzione?

“Certo, da tanti anni. Ma le soluzioni che si trovano non sono del maggior bene assoluto, ma del minor male. Per assurdo, se diventiamo tutti vegani moriremo più giovani sapendo che fuori c'è un ambiente più pulito. Ma io, ripeto, di fronte a certe cose sorrido...”.

Sorride anche rispetto ad un altro studio dell'università di Melbourne, pubblicato nei giorni scorsi sul British Medical Journal, che per perdere peso sconsiglia di fare la prima colazione?

“Ma certo, è un altro errore: per stare in salute non basta dimagrire ingerendo meno calorie al mattino”.

cbe - 6366

© EFA News - European Food Agency Srl