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CLARA MOSCHINI

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Ristoranti in piazza con vendite del -48%

Crack costa 9.6 miliardi alla filiera

Oggi mercoledì 28 ottobre alle 11.30 i gestori dei pubblici esercizi hanno occupato le piazze di 10 città. Un’iniziativa organizzata da Fipe–Confcommercio per ricordare il valore economico e sociale del settore e chiedere alla politica un aiuto per non morire. Una protesta tanto ordinata e silenziosa quanto determinata, che ha visto oltre 10mila persone riunirsi nelle 24 piazze allestite lungo tutta la penisola per esprimere i valori economici e sociali della ristorazione e dell'intrattenimento italiano. I manifestanti hanno simbolicamente apparecchiato per terra, disponendo oltre 1000 coperti rovesciati a ricordare alla politica lo stato di emergenza nel quale versa il settore della ristorazione, con 300mila posti di lavoro a rischio, 50mila aziende che potrebbero chiudere entro fine 2020 e 2,7 miliardi di Euro bruciati solo per effetto dell’ultimo decreto.

In tale occasione Coldiretti ha effettuato un'elaborazione dei dati Ismea, rivelando che le vendite di cibi e bevande nel settore della ristorazione sono dimezzate (-48%) nel corso dell’anno con un impatto drammatico a valanga sull’intera filiera, dai tavoli dei locali fino alle aziende agricole e alimentari nazionali.

L'Associazione ha sottolineato che il crack della ristorazione con il crollo delle attività di bar, gelaterie, pasticcerie, trattorie, ristoranti e pizzerie ha avuto un effetto negativo sull’intero agroalimentare nazionale, con una perdita di fatturato di oltre 9,6 miliardi per le mancate vendite di cibo e bevande nel 2020. Un drastico crollo dell’attività che pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

Coldiretti ha spiegato come in alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo, la ristorazione rappresenta il principale canale di commercializzazione per fatturato. Nell’attività di ristorazione sono coinvolti circa 330mila tra bar, mense e ristoranti lungo la penisola ma anche 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro. L’emergenza rischia di penalizzare ingiustamente anche l’agriturismo nazionale che può contare secondo Campagna Amica su 24mila realtà diffuse in Italia "spesso situate in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto". "Si tratta forse dei luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche e alleggerire gli assembramenti nelle città", conclude l'Associazione. 

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EFA News - European Food Agency
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