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CLARA MOSCHINI

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Il covid spinge verso un nuovo modello di export

Filiera Italia: "Serve promozione integrata innovativa come quella che si sta realizzando con Farnesina ed Ice”

“Il mondo non vuole rinunciare ai nostri prodotti”, così Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, è intervenuto durante il tavolo di ascolto dedicato al settore agroalimentare a cui ha partecipato anche il sottosegretario del ministero degli affari esteri, Manlio di Stefano. “Un risultato davvero positivo, considerato il contesto”, ha proseguito il consigliere delegato riferendosi a quel +3,3% di crescita dell’export agroalimentare nei primi 7 mesi dell’anno, in un momento in cui il commercio internazionale è crollato per lockdown generalizzato e per le conseguenti limitazioni negli scambi come mai era avvenuto negli ultimi 40 anni, e dove dell'export generale del manifatturiero italiano segnava -14%. 

“Questo significa che non appena la situazione torna a normalizzarsi il mondo ricomincia a consumare le nostre eccellenze”, ha detto ancora Scordamaglia. “Guai però se pensassimo di continuare a promuovere i nostri prodotti come fatto finora: non basta più la passiva partecipazione a fiere nazionali o internazionali, né video istituzionali di alcune regioni che in questi giorni stanno descrivendo il loro territorio come vestigia dello scorso secolo: serve promozione integrata innovativa come quella che per la prima volta stiamo realizzando con Farnesina ed Ice”, sottolinea Filiera Italia. 

È, infatti, cambiato il business model delle aziende dalle più piccole alle più grandi. Scordamaglia afferma che non basta presentarsi sui mercati esteri con un marchio aziendale per quanto famoso, ma bisogna che a quel marchio siano associati valori legati al territorio di appartenenza, alla propria supply chain, ai valori distintivi di sostenibilità. Per questo motivo secondo la Fondazione serve comunicare in un nuovo modo, con storytelling che facciano capire l'essenza del made in Italy. Individuando nuovi canali tematici dedicati ai singoli mercati con uno strumento importante come il documentario o ancora meglio il docufilm che racconti in maniera vincente le singole filiere merceologiche, con partnership con canali, riviste, prodotti editoriali multimediali dei differenti mercati target. Rivolgendosi a un target rappresentato da una community internazionale fatta da influencer, supporter, buyer. 

Ha concluso Scordamaglia: “Si potrà vincere solo muovendosi in maniera coordinata ed evitando ottusi municipalismi o sovrapposizioni come Cibus e Tuttofood che nel 2021 saranno accavallate in un unico mese con il solo effetto di spiazzare i buyer internazionali e allontanare la partecipazione delle imprese italiane. Una delle conseguenze della crisi Covid è quella di aver accelerato trend già in atto rendendo inefficaci strumenti finora utilizzati. Un paese come il nostro che vive di export non può rimanere indietro”.

hef - 14573

EFA News - European Food Agency
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