L'Ue cede sulla Pac: Italia al settimo cielo
Accesso anticipato dal 2028 a 45 miliardi di euro di fondi nell'ambito del prossimo bilancio
La Befana di questo 2026 ha portato agli agricoltori europei la buona novella dell'accesso anticipato a 45 miliardi di euro di fondi nell'ambito del prossimo bilancio della Politica Agricola Comune già nel 2028.
Più precisamente, Ursula von der Leyen ha promesso agli Stati membri dell'Ue e alla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola che gli agricoltori europei otterranno un accesso anticipato a 45 miliardi di euro a partire dal 2028 nell'ambito del prossimo bilancio della Politica agricola comune (Pac), se l'accordo commerciale del Mercosur sarà firmato. Si tratta di due terzi dell'importo accantonato fino alla revisione intermedia del bilancio Ue 2028-2034 e si aggiunge a una riserva di 6,3 miliardi di euro già prevista per affrontare le perturbazioni del mercato.
Von der Leyen ha messo nero su bianco l'impegno finanziario in una lettera datata 6 gennaio, per compensare di fatto quanti temono che la concorrenza delle importazioni latinoamericane diventi sleale, non essendo legata a standard e regole Ue, in vista del voto sul via libera all'accordo venerdì a Bruxelles. Nel suo messaggio, la presidente ha affermato che i 45 miliardi di euro di fondi della Pac "garantiranno la disponibilità di risorse aggiuntive a partire dal 2028 per rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali".
Adesso, occhi puntati sul futuro dell'accordo Mercosur il cui sostegno del nostro Paese diventa matematicamente decisivo. E dall'Italia arrivano buoni segnali, stante la nuova decisione dl presidente della Commissione Ue sulla Pac e l'ottimismo del governo italiano pronto ad accogliere l'accordo atteso da 25 anni, dipende dall'Italia (leggi notizia EFA News).
Nella proposta di budget 2028-2034, infatti, la Commissione aveva previsto un taglio del 22% al budget dedicato alle politiche agricole destinando all'Italia 31 miliardi di euro contro i 37,7 miliardi della dotazione pluriennale precedente. L'Italia si era opposta e aveva guidato il fronte di opposizione: adesso la Commissione ha scongiurato questi rischi vincolando l'utilizzo di 5 miliardi di euro del cosiddetto Rural target a misure agricole nelle aree rurali e destinando ulteriori 4,7 miliardi di euro, facenti parte della riserva non allocata del budget italiano, sempre al settore primario.
Per l'Italia il conto segna dunque +10 miliardi di euro all'agricoltura, mentre a livello di Unione europea l'aumento potenziale delle risorse può segnare un +94 miliardi di euro per le Politiche agricole e un budget complessivo di circa 387 miliardi di euro in sette anni.
"Accolgo con soddisfazione la decisione della Commissione Europea di modificare, come richiesto dall’Italia, la proposta di nuovo quadro finanziario pluriennale per rendere disponibili, già dal 2028, ulteriori 45 miliardi di euro per la Politica Agricola Comune", ha dichiarato ieri 6 gennaio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
"Assieme alle risorse aggiuntive assegnate lo scorso novembre per venire incontro alle richieste del Parlamento Europeo - prosegue la premier - quest'iniziativa non solo raggiunge l’obiettivo di confermare anche per il futuro il livello attuale di finanziamento, come richiesto dagli agricoltori italiani ed europei, ma mette a disposizione risorse aggiuntive. Si tratta di un passo in avanti positivo e significativo nel negoziato che porterà al nuovo bilancio UE, che dimostra che la linea di buon senso a sostegno dell’agricoltura europea portata avanti con determinazione dal Governo italiano trova sempre maggiore ascolto a Bruxelles".
Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida. "Quelle che arrivano da Bruxelles sono buone notizie e confermano la serietà del lavoro svolto dall'Italia - ha detto Lollobrigida - Ci eravamo opposti e abbiamo guidato il fronte del 'No' alla proposta di revisione della Politica agricola comune che destinava all'Italia solo 31 miliardi di euro nonostante gli sforzi del vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto che ringrazio per il lavoro che ha fatto".
"Oggi - aggiunge Lollobrigida - possiamo dire che non solo viene cancellato il taglio del 22% alle risorse dedicate all'Agricoltura nel periodo 2028-2034, ma viene addirittura aumentata di un miliardo la dotazione finanziaria rispetto al periodo 2021-2027. Cosa altrettanto importante è che nella sostanza non saranno più i Governi a decidere a quale settore dedicare le risorse, ma è la Commissione a stabilire l'ammontare da destinare in via esclusiva al settore primario. Così facendo la specificità della Pac è sostanzialmente salva".
"Con 40,7 miliardi di euro, quasi dieci miliardi di euro in più rispetto alla proposta originaria di von der Leyen - conclude Lollobrigida - l'agricoltura e gli agricoltori italiani potranno svolgere la loro funzione di garanti della sovranità alimentare e di custodi del territorio vedendo riconosciuto un giusto reddito. L'Europa inoltre non tradisce lo spirito dei Padri fondatori e dedica le giuste risorse a un settore che negli ultimi anni è stato colpevolmente considerato residuale".
Adesso l'accordo richiede ulteriori due votazioni per passare definitivamente: occorre una maggioranza qualificata degli Stati membri e una minoranza di blocco di soli quattro Paesi che rappresentano il 35% della popolazione dell'Ue potrebbe farlo deragliare. La Commissione ha convocato i ministri dell'Agricoltura dell'Ue a Bruxelles oggi, mercoledì 7 gennaio per discutere dei finanziamenti della Pac, nonché della richiesta francese di reciprocità negli standard di produzione e di controlli più severi sulle importazioni agricole. Gli ambasciatori dei 27 Stati membri voteranno sull'accordo venerdì, 10 gennaio 2026. Se passerà anche questo voto, von der Leyen potrà firmare l'accordo in America Latina la prossima settimana.
Tra i contrari, pare ci sia ancora la Francia che ha affrontato una profonda crisi agricola nelle ultime settimane, crisi che ha offuscato il suo sostegno. L'Ungheria e la Polonia hanno confermato prima di Natale di essere contrarie all'accordo, mentre il Belgio e l'Austria hanno intenzione di astenersi.
EFA News - European Food Agency