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Gli animali da compagnia non sono giocattoli

Comitato bioetico: "non acquistate cuccioli di razze sofferenti"

Il periodo delle Festività, ormai prossimo, tradizionalmente induce molte famiglie o singole persone ad assecondare un desiderio largamente diffuso, quello di accogliere un animale da compagnia nella propria casa e, più profondamente, tra i propri affetti. Secondo il Comitato bioetico per la veterinaria e l'agroalimentare "tale decisione va incoraggiata per gli effetti benefici che produce sugli animali e sulle persone stesse, nonché per il portato simbolico che questo tendere la mano verso la natura reca con sé. Prendersi cura di un altro, distante filogeneticamente e impegnativo, ci cambia, e in meglio. Anche per questo la decisione di accoglierlo deve essere consapevole, informata, riflessiva, ragionevole. La relazione con l’animale che entra nella nostra piccola comunità sociale comporta infatti doveri non trascurabili circa l’alimentazione, la disponibilità di spazi di gioco e di riposo, la gestione della salute e l’assistenza in caso di malattia, i costi relativi. Implica anche uno sforzo costante di relazionalità, la debita diligenza perché non soffra, il dovere inderogabile di non abbandonarlo, né di mutilarlo per assecondare ragioni estetiche insensate o di standard di razza".

Attenzione, però: il Comitato ribadisce l’obbligazione etica a non comperare esemplari di razze di animali da compagnia intrinsecamente sofferenti, ovvero con deficit congeniti o vulnerabili geneticamente per patologie severe. "L’animale che accoglieremo ha un valore morale in sé in quanto essere senziente, e va allevato, venduto e da noi scelto avendo a mente che a prevalere non può mai essere un interesse umano futile quale l’attrazione per una morfologia accattivante, o per caratteristiche particolarmente graziose o esotiche, quando queste siano intrinsecamente associate a un maltrattamento genetico. Esiste un dovere di soccorso verso gli animali che a causa della selezione genetica di tratti desiderabili quanto a fattezze, colori, assenza di pelo o sua lunghezza eccessiva, conformazione del muso o delle orecchie, dimensioni, andatura, comportamenti, siano stati condannati ad essere intrinsecamente difettosi, come giocattoli fallati il cui deficit non è visibile e anzi talora motivo esso stesso di richiamo. Un cane o un gatto con caratteri fisici esasperati sono spesso malati, provano dolore, disagio, stress, proprio per via di quei caratteri che troviamo divertenti, piacevoli perché stravaganti o raffinati. Il modo più efficace per soccorrerli non è però accudirli e curarli secondo necessità, semplicemente è non farli più nascere con quelle caratteristiche, ovvero non comprarli e quindi renderli meno interessanti per il mercato dei cuccioli in quanto prodotti non più desiderati. Diversamente, pur se innocenti rispetto al danno che la loro genetica comporta, saremmo colpevoli di perpetuare tale danno a causa delle nostre scelte di consumatori".

Per questo, conclude la mozione del comitato presieduto dal medico veterinario Pasqualino Santori, "in occasione delle prossime Festività, il Comitato invita a non acquistare cuccioli di razze sofferenti, o esemplari adulti delle stesse, e stigmatizza il comportamento di chi ancora lo fa, specialmente se un eventuale ruolo pubblico lo pone all’attenzione di tutti quale modello sociale".


 

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